Eredivisie – La Top XI della stagione 2018/19

Con la post-season giunta al proprio epilogo nel corso della settimana scorsa, in Olanda è definitivamente calato il sipario sulla stagione 2018/19. Al termine di un testa a testa infuocatosi nello scorcio finale, l’Ajax di ten Hag ha meritatamente messo la freccia ai danni del PSV Eindhoven di Marc van Bommel, che comunque porta a casa un voto più che positivo alla propria stagione d’esordio da allenatore “in prima”. Campi visto svanire sul gong la speranza di disputare la Finale di Champions League, e nella prossima stagione riprenderanno il proprio percorso in Europa addirittura dal terzo turno Preliminare, mentre un turno preliminare in più aspetta il PSV Eindhoven; ai Preliminari di Europa League vanno Feyenoord (Terzo turno), AZ Alkmaar ed Utrecht (Secondo turno), mentre il baratro della Seconda divisione accoglie, oltre al NAC Breda, Excelsior e De Graafschap entrambe uscite sconfitte dalla Nacompetitie, rimpiazzate da Sparta Rotterdam ed RKC Waalwijk.

Detto dei verdetti della stagione appena conclusa, è ora tempo di guardare alla Top-XI dell’Eredivisie, inevitabilmente condizionata dalla straordinaria stagione di Ajax e PSV Eindhoven.

PORTIERE

Lars Unnerstal (VVV Venlo) – Forse per la natura stessa del Campionato olandese, è assai complicato individuare un guardiano per il miglior undici dell’Eredivisie. Tra gli alti e bassi di Andre Onana e Jeron Zoet, portieri meno battuti dei Paesi Bassi anche in virtù del marcato divario tecnico tra le rispettivi compagini e il resto della concorrenza, nella nostra selezione finale è quindi Lars Unnerstal del VVV Venlo ad accaparrarsi la nomina di migliore estremo difensore del torneo appena conclusosi. Arrivato in prestito dal PSV Eindhoven nell’estate del 2017, il tedesco scuola Schalke è determinante nell’ottima stagione del VVV, che nel primo scorcio di Campionato addirittura costeggia la zona playoff: solamente sei i clean-sheets per il ventottenne estremo difensore del Venlo, che però pone spesso un rammendo favorevole ai suoi compagni di squadra rendendo fattibile una salvezza tranquilla che ai più, ai nastri di partenza, non sembrava così scontata.

DIFESA

Denzel Dumfries (PSV Eindhoven) Arrivato la scorsa estate dall’Heerenveen con il non facile compito di far dimenticare alla tifoseria Boerens Santiago Arias, Dumfries è riuscito con successo nella “missione”. Pagato 5,5 milioni di euro ai Frisoni, il 23enne di Rotterdam non ha faticato a confermare le doti di “pendolino” che celebre lo avevano reso in Frisia; punto fermo del PSV, Dumfries si è ritagliato uno spazio sempre maggiore anche con la maglia della Nazionale, conquistata grazie a una stagione che lo ha visto capace di refertare tra le altre cose 7 assist e 4 gol in Campionato(tra quelli di capitale importanza a Groningen e in casa contro l’ADO Den Haag).

Matthijs de Ligt (Ajax) – Stagione della consacrazione per uno dei prodotti più pregiati dell’Academy dell’Ajax che, giova ricordarlo, a 19 anni è il più giovane capitano della storia dell’Ajax; ridotte alcune delle amnesie che ne avevano accompagnato i primi passi nel calcio professionistico, di de Ligt rimane uno strapotere fisico e un’intelligenza tattica che, unite alla personalità che gli ha permesso di portare al braccio a soli 19 anni la fascia di capitano del club che fu di Cruijff e van Basten, gli permettono di compensare una velocità fisiologicamente limitata dall’enorme stazza fisica. La stagione 2018/19 è quella di una maturità centrata con la lode per lo stopper fatto in casa dall’Ajax che, al termine di una cavalcata che ne ha definitivamente svelato al mondo l’immenso potenziale, può ora apprestarsi con merito a frequentare le più rinomate Università calcistiche del Vecchio Contintente.

Daley Blind (Ajax) – Percorso inverso completato con successo invece per Daley Blind, riportato a casa la scorsa estate da Marc Overmars strappandolo per circa 12 milioni a un Manchester United nel quale il figlio di Danny Blind non riusciva più a figurare oltre al ruolo di comparsa. Tolto dalla naftalina non senza correre qualche rischio, pur se non sempre perfetto lo stopper olandese si è rivelata una spalla azzeccatissima per de Ligt, componendo con il sopra menzionato capitano dell’Ajax la cerniera difensiva della squadra Campione di Eredivisie. Cinque assist per il regista difensivo dei Lancieri di ten Hag, abile all’occorrenza a dare luce all’uscita palla al piede dalla difesa alla compagine di Amsterdam; a questi si aggiungono anche 5 gol, tra cui quello all’85’ nel recupero dell’incontro di Campionato con lo Zwolle a conti fatti decisivo per il trionfo in Eredivisie.

Angeliño (PSV Eindhoven) – Quanto sopra esposto per Dumfries, può essere copiato e incollato anche per Ángel Tasende, in arte Angeliño. Academy del Manchester City, il giovane spagnolo si è conquistato gli interessi del PSV Eindhoven grazie all’entusiasmante stagione vissuta a Breda con il NAC. Identica a quella di Dumfries l’analisi della stagione di Angeliño, così come identica la cifra versata dal club di Eindhoven agli inglesi per portarselo a casa; cifra che, a sua volta, si è nel frattempo almeno triplicata grazie a una stagione nella quale il terzino spagnolo non ha per nulla patito il salto di categoria dimenticandosi in fretta anche dell’errore dal dischetto in Supercoppa contro il Feyenoord, e condendo il suo 2018/19 con la straordinaria cifra di 10 assist, cui si è aggiunta anche una rete.

CENTROCAMPO

Pablo Rosario (PSV Eindhoven) – Terzo elemento PSV della nostra top-XI, è Pablo Rosario. Sette i polmoni per il giovane talento di Amsterdam, portato in Prima Squadra a 21 anni da Marc van Bommel, che con il Jong PSV ne aveva già potuto saggiare le ottime capacità tattiche e fisiche nella scorsa stagione; entrato in punta di piedi, il giovane mediano si è rivelato presto uno dei pochi punti fissi di una mediana nella quale Hendrix, Pereiro, Gutiérrez e Ihattaren hanno invece a fasi alterne fatti i propri i galloni da titolare. Notevole la capacità di interdizione e corsa del giovane centrocampista di van Bommel, che alla sua stagione di esordio si toglie anche lo sfizio di refertare tre reti in Campionato, oltre che una splendida (ma inutile) contro l’Inter in Champions League.

Frenkie de Jong (Ajax) – Semplicemente, un fenomeno. Tra i principali cantori dell’Ajax meraviglioso che ten Hag ci ha regalato nella stagione conclusasi di recente spicca il nome di Frenkie de Jong, che come Matthijs de Ligt e Donny van de Beek (di cui diremo tra poco) ha visto a Doetinchem calare il sipario sulla stagione della propria consacrazione. Fulcro di una mediana completata dal mix di fosforo, rudezza e sagacia di Lasse Schöne oltre che dall’uomo ovunque van de Beek, de Jong è letteralmente il direttore d’orchestra dei Lancieri; i 4 gol e i 4 assist messi a referto nell’Eredivisie appena conclusa non rendono minimamente merito all’importanza del numero 21 all’interno dell’impianto di gioco dell’Ajax. Una visione di gioco fuori dal comune, unita a un senso della posizione che gli hanno permesso agli inizi di recitare con successo anche da difensore centrale, e un’eleganza tecnica nel maneggiare il pallone degna di quei talenti che non tutte le decadi hanno la fortuna di vedere, disegnano nel complesso il Curriculum di uno protagonisti principali della stagione trionfale dell’Ajax.

Donny van de Beek (Ajax) – Quello che nel glossario del football moderno, trovereste etichettato come tuttocampista. Corsa, tempi di inserimento e piedi buoni ne fanno infatti una figura che idealmente si colloca a metà tra la mezzala classica e il trequartista “moderno”; e dire che per trovare un posto fisso nell’XI ideale di ten Hag ci mette un pò “MaraDonny”, con il tecnico dei Lancieri che nelle prime formulazioni del suo Ajax da fiducia a una punta di ruolo a scelta tra Huntelaar e Dolberg, con van de Beek che quindi si spesso e volentieri un posto con David Neres e Carol Eiting. Con il passare delle settimane, però, prende vita l’Ajax con Tadić “falso nueve” del quale van de Beek diventa presto un perno insostituibile; nove le marcature in Campionato del giovane centrocampista olandese, che oltre a rimarcare il notevole contributo di van de Beek alla causa dei Lancieri, spesso hanno fatto venire il dubbio che fosse lui il “vero nove” dell’Ajax. Un contributo, quello di van de Beek, che va ben oltre le marcature messe a segno in Campionato, e che renderanno assai arduo il tentativo di trattenerlo ad Amsterdam per un ulteriore Campionato.

ATTACCO

Hachim Ziyech (Ajax) – Ormai non fa più notizia: è Hachim Ziyech il miglior giocatore dell’Eredivisie. Difficilmente inquadrabile in un quadrante specifico della fase offensiva dei Lancieri, dai piedi del marocchino passano tutte le folate offensive dell’Ajax: strepitosa l’efficacia sotto porta di Ziyech, che nella terza stagione in maglia Ajax mette assieme 16 reti, ovvero la somma dei gol messi a referto nelle prime due stagioni di Eredivisie in maglia Ajax. Meglio Ziyech aveva fatto solamente nel 2013/14 in maglia Twente (17 reti), facendo registrare però cinque assistenze vincenti in più (17 contro 12); che sia il calciatore migliore dell’Eredivisie, dunque, di dubbi ce n’erano pochi; la speranza (forse vana), per gli appassionati di calcio dei Paesi Bassi, è che possa continuare a farne parte anche nella prossima stagione.

Luuk de Jong (PSV Eindhoven) – A volte, finalmente, ritornano; è quanto su per giù debbono aver pensato i tifosi del PSV Eindhoven guardando al 2018/2019 di Luuk de Jong. 28 gol in Campionato senza calci di rigore, risultando in ben 10 occasioni anche il primo marcatore; numeri impressionanti per l’attaccante di Aigle, che nelle ultime due stagioni sotto la guida di Cocu aveva trovato la rete rispettivamente 8 e 12 volte. Un involuzione sorprendente per un attaccante abituato a grandi numeri a queste latitudini, che van Bommel ha il merito di avergli fatto ritrovare; al centro di un tridente nutrito dalle scorribande di Bergwijn e Lozano, de Jong ha trascinato il PSV Eindhoven segnando in ogni modo e riscattando al contrario di Dušan Tadić la figura di numero nove tradizionale. A livello di squadra il finale di stagione non è certo quello che i tifosi del PSV Eindhoven si auguravano, ma un Luuk de Jong così è un’arma devastante nel proprio arsenale che di certo farà comodo ai Boerens in vista della prossima stagione.

Dušan Tadić (Ajax) – Una scommessa stravinta; dalla premiata ditta Overmars&van der Sar, Erik ten Hag e Dušan Tadić stesso. Vinta da Overmars e van der Sar, che per strapparlo al Southampton sborsano quasi 12 milioni di euro, una follia economica da queste pari. Da Erik Ten Hag, che ha la brillante intuizione di collocarlo al centro del proprio tridente nel ruolo di regista offensivo, in maniera tale da responsabilizzare il ragazzo di Bačka Topola permettendo al contempo a tutti i propri migliori tenori di trovare posto in campo. Ultimo, ma non meno importante, da Dušan Tadić stesso: tornato nel Campionato che lo aveva lanciato al grande calcio con le maglie di Groningen e Twente, il serbo performa da subito alla grande come esterno sinistro del tridente con Huntelaar e Ziyech a completare il reparto. A Tadić non fa paura nemmeno l’ipotesi di un cambio di ruolo, che anzi lo esalta e ne esalta la genialità calcistica; a fine stagione per il fantasista arrivato dal Southampton i gol in Campionato saranno 28, quota che lo incorona ex-aequo assieme a Luuk de Jong re dei bomber dell’Eredivisie.

Top XI Eredivisie 2018/19 (4-3-3): Unnerstal; Dumfries, de Ligt, Blind, Angeliño; Rosario, de Jong, van de Beek; Ziyech, de Jong, Tadić.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.