Lugano, cantieri aperti: il punto sulla situazione attuale in casa bianconera

A Lugano, di questi tempi, è tutto un cantiere. La situazione societaria, innanzitutto. Tutto, come sappiamo, è fermo all’ultimo comunicato ufficiale, risalente alla fine del mese scorso. Renzetti e Novoselskiy, in merito al concordato passaggio del pacchetto azionario di maggioranza nelle mani di quest’ultimo, avevano concordato una data per la decisione definitiva (25 giugno), ribadendo l’impegno massimo, da parte di tutti, per mettere in atto tutte le misure necessarie per la pianificazione, sotto tutti i punti di vista, della nuova stagione.

I cantieri, però, non sono solamente sotto l’aspetto finanziario e legale. Dopo le polemiche dell’inverno scorso, nonostante il progetto del nuovo stadio, la municipalità luganese, ottemperando a quanto richiesto dalla Swiss Football League, ha fatto partire i lavori di totale rifacimento del campo principale di Cornaredo. Si tratta di un intervento straordinario (del costo di oltre mezzo milione di franchi), vale a dire di quelli che garantiscono poi la tenuta del campo per un lustro e più, quindi oltre quella che dovrebbe essere l’aspettativa di vita del vecchio impianto di via Trevano (fu costruito nel 1951, in vista dei Mondiali del 1954: vi si giocò infatti l’incontro tra l’Italia e il Belgio, terminato 4-1 per gli Azzurri).

Il presente dice che la costruzione del nuovo stadio dovrebbe iniziare entro il 2021, termine ultimo fissato dalla SFL. Per ora, come vi avevamo scritto a suo tempo tramite i nostri canali social, la squadra bianconera giocherà le partite del girone di Europa League al kybunpark di San Gallo, soluzione più gradita di quella della swissporarena di Lucerna, utilizzata due stagioni fa. Ci sarà da fare, per i tifosi ticinesi, qualche chilometro in più. Tuttavia l’impianto è capiente, moderno e dotato di tutti i servizi necessari. Inoltre, costerà meno dello stadio lucernese. Insomma, un buon affare.

Per quanto riguarda le notizie d’attualità, appare sicura la partenza del Direttore sportivo Giovanni Manna per la prestigiosissima poltrona di vice Paratici a Torino, sponda bianconera. Un traguardo meritato per un dirigente giovane, ambizioso e, con noi e i colleghi, sempre disponibile e mai sopra le righe. Il presidente Renzetti, come sostituto, aveva parlato di una figura interna. Indiscrezioni della stampa locale hanno indicato in Marco Padalino, ex nazionale rossocrociato, con un passato anche in Serie A alla Sampdoria, l’uomo che ne prenderà il posto.

Per l’ex difensore il compito sarà senz’altro difficile. Vero che Manna lascia in eredità una fitta rete di contatti con procuratori e dirigenti, soprattutto all’estero, senza dimenticarsi che l’ex doriano dovrebbe poter contare sull’appoggio dell’attuale presidente, anche in caso di dismissione della maggioranza del pacchetto azionario. Però, è un dato di fatto che sono diverse le partenze, annunciate o ufficiali, e molte le voci attorno a squadra e società, riguardo al futuro. Insomma, un momento complesso. C’è comunque fiducia, nell’ambiente, anche se il periodo feriale, con i tifosi distratti dalla fase finale della Nations League, con la Nati in campo, c’ha messo del suo a tenere basse le temperature delle polemiche.

Tuttavia le vacanze, oltreconfine, stanno per finire. Martedì 18, alle 13, agli ordini del tecnico Fabio Celestini, si riprenderà infatti a lavorare in vista della prossima, impegnativa, stagione. Non faranno probabilmente parte del gruppo Piccinocchi (contratto in scadenza il giorno 30, dovrebbe essere diretto in Serie B, ad Ascoli), Junior (per lui sono in corso le trattative per la cessione: si parla, con insistenza, dei russi della Dinamo Mosca, come riportato da calciomercato.it), mentre sicura sarà l’assenza di Janko, che ha chiuso la carriera.

Anche Sadiku, impegnato con la propria nazionale, ha dato l’addio al Ticino. Il centravanti, in un’intervista al sito GazetaExpress.com, rilasciata dal ritiro della rappresentativa albanese, impegnata nelle qualificazioni al campionato europeo del prossimo anno, ha così dichiarato“Sono contento perché la dirigenza del Levante non mi ha mai abbandonato, seguendomi ad ogni partita giocata a Lugano, dimostrando così di credere in me. Voglio dare il massimo, ripartendo da dove ci eravamo lasciati prima che mi facessi male al ginocchio.” Il giocatore era stato ceduto, quest’inverno, alla squadra ticinese, a titolo definitivo, ma con un diritto di riacquisto da parte degli iberici, i quali sembrano interessati a esercitarlo anche se, a tutt’oggi, non c’è ancora nulla di ufficiale.

A Lugano è invece in arrivo Filip Holender, capocannoniere quest’anno in Ungheria, con la maglia della Honvéd di Budapest. La trattativa è stata chiusa da tempo, a campionato ancora in corso e, visto il rendimento del giocatore nel proprio Paese, potrebbe davvero trattarsi di un acquisto di peso. L’attaccante gioca normalmente sulla fascia, e può fare anche il trequartista.

Naturalmente, le voci di mercato in entrata sono numerose. È un fatto che la partecipazione all’Europa League costituisca una vetrina appetibile per diversi elementi, in Svizzera e non. La stampa locale (TeleTicino) aveva parlato di un forte interessamento dei bianconeri per Custodio, ex Vaduz e ora a Lucerna. Nelle ultime ore, il portale nau.ch riferisce invece di un interessamento dei luganesi per Francísco Rodríguez, esterno offensivo, attualmente in forza anch’egli al Lucerna, e fratello minore del milanista. Ad averlo allontanato dai confederati, lo scarso utilizzo in questa stagione.

Da tempo, inoltre, come riferisce il portale chalcio.com, si parla del centrocampista del GCZ Petar Pusic, un giovane promettente e poco propenso ad affrontare la serie cadetta con la compagine zurighese. La permanenza nella massima serie, la possibilità di una vetrina europea, e le grosse problematiche nelle quali si dibatte il club biancoblù: tutti elementi che spingono il giocatore a gradire la destinazione a sud del Gottardo. Staremo a vedere.

Resta ancora fluida, invece, la situazione per quanto riguarda Sabbatini. Il capitano vorrebbe rinnovare e, in più occasioni, ha sempre affermato di voler restare, visto anche il forte legame con il territorio ticinese della sua famiglia. Intervistato, nei giorni scorsi, da TeleTicino, ha confidato i propri dubbi sul futuro: “Voglio capire quale sarà la situazione del club. In passato sono stato chiaro, e ho detto che volevo vedere cosa sarebbe successo nella trattativa tra Renzetti e Novoselsky”.

Sul tema, il centrocampista uruguagio ha poi voluto puntualizzare: “Non è che se arriva Leonid andrò via: però voglio capire quali saranno le ambizioni della squadra. Noi che non hanno abbiamo ancora firmato per il rinnovo vorremmo avere delle garanzie.” Il giocatore, del resto, è alla vigilia dell’ultimo contratto di spessore, e i suoi timori sono comprensibili. Di sicuro, si tratta di una pedina fondamentale, ora che Mario Piccinocchi è partito; e, di conseguenza, si tratta di una trattativa nevralgica.

Lavori in corso, dunque. Per ora l’unica certezza è che, martedì prossimo, alle 15, riprenderà la preparazione, come abbiamo già scritto sopra. Il primo impegno è fissato per il 5 luglio (amichevole contro il Chiasso); poi, dal 6 al 13, la compagine ticinese si recherà in ritiro ad Asiago, nel vicentino. Tutte le squadre saranno in campo per la prima giornata del massimo campionato nel fine settimana del 20 e 21 luglio: come sempre, qua, il pallone inizia a rotolare piuttosto presto, e molti dubbi, a quell’epoca, saranno ormai chiariti.

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.