Empoli su di giri, Napoli accigliato

Quella di ieri, tra Napoli ed Empoli, non è stata una sfida qualsiasi ma una di quelle gare che potrebbero assumere il ruolo di spartiacque di un’intera stagione. Quella che poteva sembrare una serata come tante, non lo è stata. E per diversi motivi.

L’Empoli, mai in grado quest’anno di prendere i tre punti alle big del campionato, ha tirato fuori una prestazione eccellente, buttando il cuore oltre l’ostacolo e trovando tre punti fondamentali per la corsa salvezza. E tutto questo dovendo fare i conti con diverse essenze, ultima quella di Krunić a partita in corso. Campanello d’allarme, invece, in casa Napoli con alle porte gli importanti impegni di Europa League contro l’Arsenal. Troppo molle e compassata la squadra di Ancelotti, soprattutto a centrocampo e con gli innesti di Younes e Ounas dal primo minuto che non hanno di certo entusiasmato.

La squadra di Andreazzoli trova nuovo vigore dopo le buone prestazioni delle ultime settimane, tre punti più che meritati che danno consapevolezza e forza all’intero spogliatoio in vista di importanti scontri diretti, a partire da quello di domenica alla Dacia Arena di Udine. Il tecnico ha ribadito ancora una volta come l’obiettivo dei suoi sarà giocare ogni sfida per vincerla, consapevole che i tre punti non arriveranno in ogni occasione ma che puntare al massimo risultato di ciascuna partita è fondamentale per raggiungere gli obiettivi. Cavalcare l’entusiasmo aiuta l’intero ambiente e la battuta del presidente Corsi in sala stampa ha strappato l’ilarità dei presenti: “Il pattino ha affondato la portaerei”, questo il simpatico e lapidario telegramma del patron empolese circa la gara vinta contro il Napoli.

Accigliato come non mai l’allenatore partenopeo, in conferenza stampa. Ancelotti che non sa dare una giusta spiegazione alle motivazioni che hanno portato alla sconfitta è un evento davvero raro. Eppure il tecnico di Correggio non ha saputo individuare le cosiddette colpe, tra le solite plausibili: approccio mentale, gambe pesanti, mancanza di stimoli, poca attenzione tattica o testa già all’Arsenal. Lapidario nelle risposte: “Vedremo, cercherò di capire, è stato un insieme di cose“. La preoccupazione è proprio rivolta all’imminente impegno dei quarti di finale in EL in relazione alla mancanza di lucidità sia della squadra in campo che nella gestione tecnica. Ma non tutti i mali vengono per nuocere e, quindi, meglio che si sia accesa una lampadina di allarme al Castellani che all’Emirates Stadium. Sperando che le problematiche ravvisate siano risolte a breve, in ballo c’è un’intera stagione.

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Telecronista e opinionista radio/TV, già a SportItalia e addetto stampa di diverse società. Non si vive di solo calcio: ciò che fa cultura è la fame di sapere, a saziarla il dinamismo del corpo e del verbo.