Lugano, un pareggio che vale una salvezza virtuale

Con il Lugano, ci eravamo lasciati negli spogliatoi del kybunpark di San Gallo, prima della sosta. Giustamente, si era parlato di quella di ieri come della partita che avrebbe (assieme a quella che verrà giocata mercoledì sera a Cornaredo contro lo Xamax), probabilmente, deciso le sorti della compagine bianconera relativamente alla salvezza.

Renzetti, ieri pomeriggio a Zurigo, di passaggio nei pressi della postazione radio della RSI, prima dell’incontro, aveva detto che si aspettava 4 punti da queste due sfide. Il primo è arrivato ieri, sul campo di un GCZ disperato e in grave difficoltà, non solo sul campo. Contro i neocastellani, in Ticino, sarà comunque difficilissima: in tre occasioni, finora, una sola vittoria per i bianconeri, peraltro ottenuta in Coppa, nei supplementari. I romandi scenderanno in campo staccati di 6 lunghezze, per effetto della vittoria ottenuta ieri in casa contro il Thun, non proprio l’ultima delle compagini in questo campionato: insomma, non sarà una passeggiata.

Può darsi, inoltre, vedendo le previsioni, che le condizioni meteo non siano delle migliori, con tutto ciò che concerne riguardo alle condizioni del campo di gioco (nelle scorse settimane, il consiglio comunale ha approvato il rifacimento totale, con una spesa di oltre mezzo milione di franchi). Per una squadra tecnica come quella bianconera, non una buona notizia.

Ieri, comunque, i sottocenerini si sono disimpegnati abbastanza bene: peccato sia mancato qualcosa sotto porta, con un Gerndt sempre generoso ma impreciso, almeno in un paio di occasioni. Ha destato anche perplessità la sostituzione di Bottani il quale, sino a quel momento, aveva fatto piuttosto bene.

Ecco cosa ha detto, a tale proposito, Celestini a fine partita: (FC Lugano) “Mattia ha giocato bene oggi. Però stavamo faticando a tenere palla, nonostante un uomo in più a centrocampo. Ho così pensato, per portare pericoli al centro, di sfruttare le fasce, mettendo Junior a destra e Gerndt a sinistra. Loro mi garantivano successi nei duelli individuali contro avversari non fortissimi: mettendo in mezzo ho messo un bomber come Armando, speravo che potesse risolvere la partita. Ci siamo andati vicino, ma purtroppo non siamo riusciti a concretizzare la situazione favorevole. Mattia, al momento, non l’ha presa bene: ma ci siamo già chiariti.”

Non si può parlare di punti persi, perlomeno in senso stretto: la squadra di casa sta vivendo davvero un momento difficilissimo, come abbiamo già avuto occasione di scrivere in diverse occasioni, e ieri ha dato davvero tutto. Tuttavia, con un po’ più di cinismo (e magari un pizzico di fortuna, per esempio in occasione della conclusione di Sadiku, che Lindner ha respinto di piede con un grande riflesso), oggi commenteremmo un altro risultato, e un’altra posizione in classifica.

Come ha però voluto aggiungere il tecnico nelle dichiarazioni post partita, la squadra non deve cercare alibi: “Le scuse lasciamole ai mediocri: dobbiamo assumerci tutti le responsabilità che ci competono. Quando facciamo male lo diciamo: io sono il primo a sbagliare, e non do la colpa al tempo. Questo lo dico anche a chi va in campo, e loro l’hanno recepito.”

Restano, però, delle perplessità rispetto ad alcune scelte di formazione. Sulmoni, per esempio, è fuori già da diverse partite, e chi lo ha sostituito ieri (Kecskés) non ha giocato una partita memorabile. Celestini, però, lo vede meglio del ticinese in una difesa schierata a quattro, oltre a considerarlo importante nella fase di ripartenza. Chi invece sta facendo bene è il capitano: Sabbatini, quando è in forma (come in questo periodo) fa davvero la differenza.

Anche Bottani si è ben disimpegnato, spaziando sul fronte offensivo. Il tecnico, però, lo ritiene alternativo a Sadiku, che ha caratteristiche di gioco del tutto differenti. Probabilmente, la risoluzione di questo rebus tattico potrebbe davvero cambiare la stagione bianconera: l’albanese sembra essere tornato a buoni livelli dal punto di vista fisico, come si è visto anche in nazionale.

In conclusione, mercoledì saremo davanti a un bivio, l’ennesimo del campionato della compagine ticinese. Se la prestazione sarà buona, e arriveranno i tre punti, contro una squadra impegnata nella lotta per non retrocedere, a quel punto davvero si potrà iniziare a guardare con fiducia verso le posizioni che contano. La concorrenza è forte: tuttavia, il Lugano ha dimostrato di potersela giocare alla pari con tutte, visto che è andato a vincere sui campi dello Zurigo, del Lucerna e del San Gallo.

Altro aspetto interessante, da questo punto di vista, è la differenza reti, in linea con le rivali. I prodromi per una primavera esaltante, in definitiva, ci sono tutti. Se poi il Basilea arrivasse secondo, e vincesse la Coppa svizzera, il terzo posto varrebbe l’accesso diretto alla fase a gironi di Europa League, qualificando ai preliminari anche la quinta arrivata. In ogni caso, le quattro semifinaliste di Coppa sono tutte nelle prime posizioni in campionato. Le prospettive, insomma, ci sono: sta ai sottocenerini concretizzarle, a suon di gol.

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.