SBK che Passione – Nel segno del “3”

Nella cultura cinese è considerato numero perfetto perché rappresenta le essenze della totalità cosmica: cielo, terra e uomo. Nella Scuola Pitagorica è considerato numero perfetto perché somma del dispari (1) con il pari (2). Nelle Sacre Scritture si ripete più volte sia nell’Antico Testamento (per esempio, il numero dei figli di Noé) sia nel Nuovo (per esempio, i giorni che intercorrono dalla Passione alla Resurrezione di Nostro Signore).

Ebbene, nonostante lo scenario sia di gran lunga più modesto rispetto a quelli citati precedentemente, il secondo Gran Premio del Mondiale SBK 2019, quello della Thailandia, ha visto diversi “3” mettersi in evidenza.

In primis, il “3” di Alvaro Bautista. Come accaduto a Philip Island, lo spagnolo della Ducati ha nuovamente fatto un altro sport. La sua Panigale V4 ha tagliato per prima il traguardo dell’ultimo giro sia in gara-1, sia in gara-2, sia nella gara sprint. Indice di un qualcosa che non è un dominio, ma un qualcosa di più. Davvero ci sarebbe da chiedersi se qualcuno riuscirà a invertire la tendenza di un Mondiale che sembrerebbe già avere il destino segnato.

E sicuramente se lo sta chiedendo anche Jonathan Rea. Il quattro volte Campione del Mondo ci ha provato soprattutto in gara-1 dove nei primi giri ha pressato Bautista, arrivando anche al limite della sportellata. Ma alla fine si è dovuto arrendere, collezionando la seconda tripletta consecutiva di… secondi posti con la sua Kawasaki.

Con il numero “3” si possono sintetizzare anche le gare delle Yamaha ufficiali, con Lowes e Van der Mark rispettivamente tre volte terzi e tre volte quarti. Dopo l’ottimo esordio in Australia, la Casa del Diapason si conferma – ragionando in termini assoluti di squadra – la scuderia più performante di questo inizio di Mondiale SBK. Un dato di fatto incontrovertibile che premia l’ottimo lavoro – a differenza dei colleghi della MotoGP – compiuto dagli uomini Yamaha addetti al Mondiale delle derivate di serie.

Quindi, una SBK nel segno di Bautista e del “3”, fino a questo momento. Vedremo se la tendenza sarà confermata anche nella prossima gara, in Spagna sul circuito di Aragon (6-7 Aprile). A proposito, si tratta del terzo (tanto per rimanere in tema) Gran Premio stagionale.

 

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.