Le speranze europee della Fiorentina sono volate via

Il forte vento di maestrale di venerdì sera ha spazzato via le poche speranze della Fiorentina di poter agguantare un posto in Europa League. La matematica non ha ancora escluso i viola dalla corsa continentale, ma il distacco appare talmente ampio e difficile da colmare soprattutto dopo prestazioni come quella vista alla Sardegna Arena. L’anticipo con il Cagliari è stato senza dubbio influenzato dal vento, che in campo si è fatto sentire, però la Fiorentina ha il demerito di non averlo saputo sfruttare nel primo tempo, mostrando a varie riprese un atteggiamento svogliato; tutto l’opposto degli avversari, bravi a cercare cercato con grinta e caparbietà tre punti meritati. Il gol di Chiesa nel finale ha risvegliato qualche interesse, però è arrivato troppo tardi per permettere un ribaltamento.

Settima sconfitta stagionale e quarta partita di fila senza vittorie per la squadra di Stefano Pioli. L’ultimo periodo è stato letale ai viola con un bottino misero e una posizione di classifica da lieto fine anticipato sulla stagione di Serie A. La testa forse tra tifosi, giocatori e staff tecnico adesso è concentrata maggiorente sull’impegno di Coppa Italia a Bergamo, perché quella appare l’unica via d’uscita per risollevare un’annata in cui non c’è molto da salvare. Nella gara di venerdì però la Fiorentina ha pagato a caro prezzo l’assenza di Veretout a centrocampo, un elemento su cui si poteva contare per svegliare il torpore visto sulla linea di mediana. Male a tratti anche la fase difensiva, sorpresa per ben due volte nella ripresa. Terraciano tra i pali ha avuto difficoltà, anche se è stato bravo nel primo tempo sulla conclusione di Cacciatore; il vento non lo ha aiutato ed è stato graziato dal direttore di gara che ha giustamente annullato il gol da centrocampo di Cigarini. Nel complesso si sono salvati veramente in pochi dalla serata sarda, la Fiorentina infatti continua a mostrare il solito problema accusato a inizio stagione: il tanto possesso palla, qualche volta anche sterile, ma le poche idee in fase offensiva, che spesso finiscono per concretizzarsi in azioni singole. Da dove ripartire per il futuro? difficile dirlo perché prima di tutto bisognerà capire cosa resterà di questa rosa e soprattutto se vedremo ancora elementi come Milenkovic o Chiesa in futuro. Firenze però ha bisogno di sentirsi importante, la squadra negli ultimi anni ha latitato troppo in zone di classifica anonime e c’è necessità di respirare aria di confronti europei.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.