Lollobrigida, cognome che sa di storia

Pensi a “Lollobrigida” e inevitabilmente ti viene in mente la grande Gina. Una leggenda vivente non solo del cinema, ma dell’intero panorama culturale italiano. Colei che, assieme alla sua “eterna rivale” Sophia Loren, rappresenta l’ultima Diva con la D maiuscola per eccellenza. Colei che ha una nipote di 2/o grado che piano piano sta salendo agli allori della cronaca sportiva italiana, ovviamente in positivo.

Una nipote che corrisponde al nome e cognome di Francesca Lollobrigida. Nata il 7 febbraio 1991 a Frascati, condivide con la zia la passione delle…rotelle. Ma mentre per la “Lollo” nazionale si trattano delle rotelle che servono al movimento della cinepresa, per Francesca la passione sono i pattini a rotelle. Una passione che ben presto si concretizza in sport. La Lollobrigida comincia a vincere di tutto e di più a livello italiano, europeo e mondiale. Soprattutto nei 10000 metri e nella maratona, che diventano le specialità dove la frascatana offre veramente il meglio di sé.

Il pattinaggio a rotelle però non è sport olimpico e quindi per inseguire il sogno a cinque cerchi, le rotelle debbono giocoforza tramutarsi in lame, la pista d’asfalto deve giocoforza subire una metamorfosi e diventare di ghiaccio. E Francesca comincia il percorso che la porta a far convivere pattinaggio a rotelle e pattinaggio di velocità sul ghiaccio. Un percorso che prevede anche una tappa di perfezionamento nei Paesi Bassi, nazione dove il pattinaggio è autentica religione.

Il sogno olimpico si trasforma così in realtà. A Sochi 2014, il rodaggio, con i 3000 e i 5000 metri. Poi, nel programma viene inserita la mass start, una sorta di analogo della corsa a punti del ciclismo su pista. Una gara nella quale Francesca eccelle. Tant’è vero che a PyeongChang, la Lollobrigida è una delle favorite. Ma purtroppo in quel giorno la frascatana non riesce mai a trovare il bandolo della matassa e conclude settima.

Una delusione che però non la abbatte, anzi le dà la spinta per poter iniziare a guardare con decisione alle distanze corte. E i risultati cominciano a dar ragione a questa sua iniziativa. A novembre, il podio in Coppa del Mondo nei 3000 metri a Tomakomai. E in questo fine settimana lo storico bronzo agli Europei di Collalbo nell’all-around. Mai una donna italiana era salita sul podio continentale in questa specialità.

Un podio che ha visto il suo primo passo con il terzo posto nei 500 metri con il personale di 39″56 e il terzo nei 3000 metri con 4’11″27. E che si è concretizzato con il secondo nei 1500 metri con 1’57″996 e il decisivo sesto posto nei 10000 metri. Oro all’olandese Antoinette de Jong, argento alla ceca Martina Sablikova.

Un podio che trasuda di storia ma anche di riscatto, considerata la delusione olimpica. Così ora le Lollobrigida che hanno di diritto un posto nella storia d’Italia sono due. Per la serie: un cognome, una garanzia.

 

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.