Il precedente che fa sperare il Chievo nella salvezza. Di Carlo vuole rifare la storia dopo dieci anni

Nonostante la preziosa vittoria casalinga contro il Frosinone nell’ultimo turno del girone di andata, molti ritengono che il ChievoVerona sia già retrocesso. A spingere verso questo pessimismo generalizzato è l’attuale posizione di classifica dei clivensi, ultimi con soli otto punti in cascina. D’altra parte che il Chievo abbia avuto un rendimento deficitario è testimoniato dall’andamento disastroso avuto nella prima metà della stagione: un solo successo, ottenuto peraltro dopo 19 giornate, 14 gol fatti e ben 35 subiti. Certo, da quando Di Carlo ha rilevato Ventura si è avuto un netto miglioramento, soprattutto sul piano della convinzione. Ma non basta per cullare sogni di salvezza. Per salvarsi il Chievo deve fare tanti punti nel girone di ritorno; in sostanza deve avere quasi una media da Europa League.

Il resto del campionato sarà in salita. La sosta invernale può aiutare, sia sul piano del recupero che del rafforzamento. Il calciomercato può regalare a Di Carlo qualche innesto in più, soprattutto nei reparti più carenti. Ma poi sarà il campo a dirci se una rimonta, che al momento appare improponibile, può diventare possibile. La storia della Serie A è infarcita di esempi di squadre che sembravano spacciate e che invece sono riuscite a raggiungere il loro obiettivo di permanenza. L’ultimo in ordine di tempo è stato il Crotone di Nicola, che dopo un girone di andata difficile e poco redditizio, nel 2016/17 superò l’Empoli all’ultima giornata.

Ma non è l’unico esempio. Gli stessi gialloblù riuscirono in un’impresa simile. Che con quella che vanno cercando ha molti punti in comune. Andiamo indietro di dieci anni, per la precisione alla stagione 2008/09. Il Chievo di Iachini era tornato in Serie A dopo appena un anno di purgatorio. Non ebbe un inizio particolarmente felice e infatti a farne le spese fu il tecnico che oggi guida l’Empoli. Al suo posto il presidente Campedelli chiamò proprio Mimmo Di Carlo, lo stesso allenatore a cui chiede oggi, a distanza di una decade, di compiere l’ennesimo miracolo. E a guidare l’attacco c’era lui, il capitano, Sergio Pellissier. Certo, con dieci anni di meno sul groppone. Ma anche allora l’attaccante trentino era il miglior marcatore della sua squadra.

Di Carlo chiuse il girone di andata con sette punti fatti nelle rimanenti nove gare. Ma nella seconda parte riuscì letteralmente a far decollare la sua squadra. Il Chievo mise a segno 25 punti, riuscendo a conquistare ben quattro vittorie esterne – contro Reggina, Atalanta, Lazio e Siena – e fermando anche la Juventus a domicilio (3-3), grazie a una tripletta di Pellissier. I gialloblù, che sembravano pronti a un immediato ritorno in Serie B, si salvarono alla penultima giornata grazie al pareggio interno contro il Bologna. Di Carlo diventò l’eroe, colui che aveva preso una squadra allo sfascio e che l’aveva portata alla salvezza. Chissà che anche questa volta il buon Mimmo non riesca nell’impresa: è difficile, quasi impossibile, ma a volte la storia si ripete. E riporta in auge eroi del passato.

 

 

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.