Il 2018 dell’Italbici – P…come Pozzovivo

Qualunque lavoro fai, quando per scelta tua (o degli altri) cambi ambiente, inevitabilmente sei destinato ad avere nuovi stimoli. E se questi ultimi si associano a una professionalità e a una dedizione nel fare il tuo mestiere che tutti ti riconoscono da sempre, altrettanto inevitabilmente sei destinato a rendere al massimo.

Così si può sintetizzare il 2018 ciclistico di Domenico Pozzovivo. Lo scalatore lucano, dopo 5 anni all’Ag2R – La Mondiale, ha vestito in questa stagione per la prima volta la maglia della Bahrain-Merida, esplicitamente voluto in rosa dal capitano della formazione Vincenzo Nibali. Il corridore classe 1982 aveva due compiti: aiutare il siciliano e, se in corsa senza impegni di gregariato, non farlo rimpiangere. Compiti eseguiti alla perfezione.

Fino a quando Nibali è stato in corsa al Tour de France, Pozzovivo è stata la sua ombra, risultando semplicemente fantastico nella tappa di Roubaix dove lui, scalatore di 57 kg, si è trasformato in un angelo del pavé. E poi non si può non sottolineare il suo apporto – assieme a Ion Izagirre – nel contribuire allo splendido Lombardia di Nibali, con il siciliano che si è dovuto arrendere solo a Thibaut Pinot.

Ma anche in proprio, Pozzovivo si è fatto ben valere. Innanzitutto, il lucano è risultato essere il primo degli italiani sia al Giro d’Italia col quinto posto finale sia al Tour de France, concluso al diciottesimo posto. Con il rammarico di quel podio che, nella Corsa Rosa, è mancato solo per la crisi nella tappa del Colle delle Finestre. E poi anche i piazzamenti nelle corse in linea: il terzo posto al Campionato Italiano, l’altro terzo gradino del podio al Giro di Toscana, il quinto alla Liegi-Bastogne-Liegi. Per tacere di una miriade di posizionamenti nei primi 10 della classifica.

Purtroppo, sì, non è arrivata la vittoria. Ma questo mancato successo è dovuto essenzialmente alle ben note caratteristiche di Pozzovivo, un corridore splendido ma che in una volata a due arriverebbe…terzo considerato che la velocità non è proprio nelle sue corde. Ma dopo esserci girato attorno per tutto il 2018, chissà che il 2019 non possa essere l’anno giusto per il primo successo in arancione. Una soddisfazione che il lucano meriterebbe pienamente.

 

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.