Wilder-Fury: un pareggio che sa di rematch

Era uno dei match più attesi dell’anno e Deontay Wilder vs Tyson Fury non ha deluso le aspettative. Unica nota stonata – soprattutto agli occhi degli appassionati – il pareggio finale che non ha visto né un vincitore né un vinto. Componente chiave a livello di spettacolarità nel mondo della boxe, come dello sport in generale, esaltata ancor di più quando a sfidarsi sono due atleti ancora imbattuti nella propria carriera. Il pareggio finale – con difesa del titolo Pesi Massimi WBC da parte del campione statunitense Deontay Wilder – non lascia quindi pensare a strade diverse da quella di un rematch tra i due.

In uno Staples Center di Los Angeles sold out è andato in scena uno di quei match di boxe che riescono ad attirare l’attenzione del palcoscenico mondiale, andando ben oltre il bacino dei tradizionali fans della nobile arte. Uno di quei match-evento che segnano le epoche, in quella che nella storia del mondo pugilistico è sempre stata una consuetudine. È stato Stati Uniti contro Inghilterra, è stato campione contro ex campione (ma ancora imbattuto), ma soprattutto è stata la sfida tra due stili diversi di boxare. Più tecnico, più rapido e più preciso lo sfidante Tyson Fury, più legato alla sua straordinaria potenza dei colpi il campione Deontay Wilder. Ma se il nativo di Manchester ha messo in mostra tutto il suo bagaglio tecnico, dimostrando di essere tornato quel fuoriclasse in grado di sconfiggere il campionissimo Wladimir Klitschko, a sorprendere è stato il piano gara del campione americano: pulito, attendista, quasi mai fuori controllo, conscio e consapevole della pericolosità di Fury. Una strategia fin troppo conservativa che ha sorpreso molti e di cui lo stesso Wilder ha fatto “mea culpa” nelle interviste post match. La sensazione è stata infatti che se avesse spinto di più sull’acceleratore avrebbe potuto aggiudicarsi il match, ma al tempo stesso ha dimostrato di essere un pugile molto più completo di quello che veniva considerato.

Il pareggio finale è un risultato giusto: Tyson Fury si è aggiudicato la maggior parte dei round, ha condotto il match, ha portato molti colpi precisi e per larghi tratti ha messo in difficoltà il campione che non riusciva a prendergli le misure, ma dall’altro Deontay Wilder, con i due colpi più duri dell’incontro, ha dimostrato – atterrando due volte Fury – di aver davvero bisogno di un solo colpo (destro o sinistro che sia) per chiudere in ogni momento la contesa.

Dodici round di spettacolo tra due grandissimi pugili e due eclettici personaggi che una volta sancito il pareggio hanno speso bellissime parole per il proprio avversario in un manifesto esemplare di quello che è lo spirito della boxe. La promessa ora è per un immediato rematch tra i due, probabilmente in Inghilterra, con seduto a bordo ring magari anche il campione IBF, WBA, WBO e IBO Anthony Joshua. Il tanto atteso match dei sogni Wilder-Joshua (per l’unificazione dei titoli) è ormai da anni nella mente di tutti gli appassionati, ma nell’attesa – avendo ritrovato il vero Tyson Fury – abbiamo di che parlare.

 

 

Condividi
Studente di comunicazione. Cresciuto nel mondo dello sport, patito di calcio, basket e ciclismo. “Malato” di tecnica e tattica, con un trascorso più da calciatore che da giornalista.