Gattuso, Kolarov, quando il tifoso fa arrabbiare

Dopo la sosta per la nazionale del CT Roberto Mancini, il fine settimana appena trascorso ci ha riportato il campionato e poi a seguire la Champions League. Un ritorno con il botto con dichiarazioni che hanno fatto parlare molto riscaldando le pagine dei giornali e i commenti sui vari social. Il riferimento è sulle dichiarazioni di Gennaro Gattuso sulle riflessioni del tifoso milanista Matteo Salvini, ma anche sulla conferenza stampa pre Roma-Real Madrid di Kolarov, con il difensore giallorosso duro nei confronti dei propri tifosi. Due situazioni con alcune differenze e un punto in comune: il peso della pressione di chi si sente sotto la luce dei riflettori costantemente. Per entrambi però il concetto è uno solo: lasciateci lavorare, stiamo facendo il nostro lavoro, accettiamo critiche ma non consigli. Questo è ciò che si evince dalle dichiarazioni di entrambi; discorsi che possiamo condividere in parte perché a tutti può dar fastidio essere giudicati mentre si lavora, a maggior ragione se tali analisi vengono effettuate da persone che non hanno una determinata competenza. Ma analizziamo i due singoli casi.

Partiamo dal primo. Salvini ha detto la sua sul Milan e sulla sua prestazione allo stadio Olimpico ricordando le ben più famose critiche espresse da Silvio Berlusconi nei confronti del CT della nazionale Dino Zoff. L’anomalia in questa vicenda forse sta nel fatto che al tecnico rossonero, al termine della sfida esterna con la Lazio, venga chiesto di commentare le dichiarazioni del Vice Premier quasi a presagire quell’odore di notizia da prima pagina nell’aria. Quella domanda stona nel corso dell’analisi post partita, sarebbe stato più utile sentire dalle parole di Gattuso il perché dei mancati cambi e magari se era pronto a un mea culpa oppure no per tale decisione. Certo una domanda posta in questo modo molto probabilmente avrebbe portato come conseguenza una risposta meno accattivante.

Il caso Kolarov invece deve essere inserito nel panorama calcistico capitolino, un etere dove lo sport preferito sta diventando quello di criticare tutto e tutti. Emblematico il rapporto con l’allenatore. Qualche anno fa a termine di un Roma-Sassuolo la stampa romana sperava in un Di Francesco futuro allenatore giallorosso, mentre Luciano Spalletti litigava con i giornalisti capitolini nel corso delle conferenze stampa. A distanza di qualche anno Di Francesco viene bersagliato da valutazioni negative sul suo operato, sulle sue scelte e anche sul suo comportamento in campo. Incredibile come cambi il vento nel giro di pochi anni. Tale situazione viene vissuta dai giocatori perché Roma è una piazza difficile ed è normale poi che un giocatore come Kolarov, capace di contestare i tifosi laziali per quel famoso “Oh nooo” in Inter-Lazio, finisca poi per prendere il microfono e sbottare come si dice a Roma. Parole e giudizi che ci fanno capire che almeno una parte dello spogliatoio è con il tecnico. Peccato che quelle parole pronunciate dal difensore giallorosso abbiano inserito nel calderone proprio tutti in un momento anche particolare per la Roma dopo la sconfitta con l’Udinese. Inevitabile quindi il putiferio scatenato sui social.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.