La sostanza vince sulla forma. L’Empoli di Iachini impartisce una dura lezione all’Atalanta

A volte le scelte più impopolari possono diventare quelle giuste. Perché nello sport, e quindi anche nel calcio, ci vuole una buona dose di incoscienza. Sembrava una follia che l’Empoli esonerasse Aurelio Andreazzoli, il tecnico che lo aveva condotto in Serie A al termine di una cavalcata quasi perfetta. Soprattutto perché la squadra, nonostante non avesse ottenuto tutti i punti che meritava, veniva apprezzata e applaudita per il suo gioco propositivo. Piaceva la sfrontatezza con cui affrontava ogni avversario. Veniva considerata una dote apprezzabile, soprattutto per una neopromossa. Così l’esonero aveva fatto storcere la bocca a molti. Aveva posto l’interrogativo se fosse giusto mandare a casa un allenatore così stimato come Andreazzoli e rimpiazzarlo con un allenatore più sparagnino come Iachini.

Ebbene, i numeri parlano chiaro. L’Empoli non fa più quel tanto decantato possesso palla di cui prima andava assolutamente fiero. È una squadra che bada più al sodo, come si dice in questi casi. Anche oggi ha lasciato quasi completamente il pallino del gioco all’Atalanta, utilizzando armi diverse rispetto al recente passato. Basti pensare che Maietta, uno dei pilastri della difesa in linea a quattro di Andreazzoli, è stato impiegato in marcatura a uomo su Iličič. Il passaggio al 3-5-2, modulo caro a Iachini, ha acuito questa differenza di visione tra questa gestione e la precedente. Non si bada tanto alla forma, quanto alla sostanza.

Al termine della gara Iachini ha messo in risalto questo cambiamento rispetto al passato. Un cambiamento mentale più che tattico. Fortemente studiato e voluto. “Non sono importanti i moduli ma come si interpretano” ha detto l’ex tecnico del Sassuolo. Ed è vero, perché ciò che è stato decisivo è stato l’atteggiamento, non la diversa disposizione in campo.

L’Atalanta invece? La sensazione è che abbia perso una grande occasione. Perché ha dimostrato di avere molti limiti, soprattutto caratteriali. Gasperini ha avuto parole al veleno per i suoi, troppo leziosi e superficiali. L’espulsione di Iličič è il simbolo della serata negativa dell’Atalanta, apparsa inconcludente e rivedibile anche dopo il primo tempo, concluso in vantaggio per 2-1. I nerazzurri si sono messi il vestito da sera quando invece serviva mettersi la tuta da lavoro. Hanno gestito la gara con l’aria compassata, quasi di superiorità. Per un po’ è bastato, visto il momentaneo doppio vantaggio. Ma non avevano fatto i conti con la fame dell’Empoli e la testardaggine del suo allenatore. In conferenza stampa Gasperini ha ribadito questo concetto: l‘Atalanta deve fare l’Atalanta, senza fare voli pindarici – come i pensieri all’Europa, che possono essere dannosi – ma lottando palla su palla. Proprio come i suoi avversari odierni.

 

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.