In Pulgatorio: il cattivo della settimana

Questa settimana, il protagonista da spedire in Pulgatorio è Gian Piero Ventura. Intendiamoci: ci sta che anche a un’età non più verde ci si voglia mettere ancora alla prova, così come tutti sappiamo che quella del calcio è una droga. Però, bisogna essere conseguenti.

Il ChievoVerona è in una difficile situazione di classifica. Non sappiamo cosa sia successo negli spogliatoi dei gailloblù: tuttavia, non possiamo che prendere atto dello sfogo di Pellissier via Instagram, del quale la nostra testata ha già scritto in un precedente articolo.

In un’intervista all’ANSA, lo stesso Ventura ha parlato di una divergenza di vedute tra lui e la società. Ci poniamo degli interrogativi: di solito, la dirigenza di una squadra vuole dei risultati sul campo. Certo, ci possono essere orizzonti differenti, magari sulla campagna acquisti, o chissà: ma, in questo momento della stagione, fatichiamo davvero a comprendere.

Ci rifiutiamo di pensare che il tecnico abbia trovato una realtà differente da quella prospettatagli da Campedelli: un professionista che accetta un’offerta conosce vita, morte e miracoli di tutti gli elementi della rosa che va ad allenare. E Gian Piero Ventura è un navigato uomo di calcio, non un giovane esordiente.

In conclusione, l’ex CT poteva tranquillamente fallire l’impresa di salvare i clivensi dalla Serie B, senza che quanto fatto finora in carriera venisse sminuito. Un’uscita di scena così, invece, difficilmente gli aprirà ancora le porte di una società nel calcio che conta. Tra l’altro, va a macchiare definitivamente un’immagine già compromessa, dopo quanto accaduto lo scorso anno.

A nostro parere, la vicenda veronese è forse peggiore dell’eliminazione dai Mondiali, e di tutte le successive polemiche, a volte stucchevoli. Non si diserta da una squadra presa in corsa, e in difficoltà: si resta a bordo fino alla fine. E la rinuncia al compenso, sbandierata con un orgoglio fuori luogo (è normale rinunciare allo stipendio se ci si dimette da un posto di lavoro) non basta certamente ad attenuare la brutta figura. Cala il sipario su Gian Piero Ventura: peccato, davvero.

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.