Il calcio femminile non dovrebbe essere (e non è) questo

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Seguiamo da ormai sei anni il calcio femminile italiano e una delle cose di cui possiamo andare più fieri è il fatto che sia uno sport dove regna il rispetto dell’avversario e un certo tipo di comportamento sportivo dentro e fuori dal campo che lo differenzia dal suo omologo maschile. Vogliamo ancora usare il tempo indicativo presente anche se due episodi ci hanno parecchio turbato.

Il tutto nasce dal Comunicato Ufficiale N° 90 del 15/05/2018 della Lega Nazionale Dilettanti dove sono pubblicate le decisioni del Giudice Sportivo riguardo alle gare dell’ultima giornata della “regular season” del calcio femminile, decisioni che ci hanno lasciato quantomeno interdetti e che riguardano due gare in particolare, quella di Serie A Femminile tra Bari e Sassuolo e quella del Girone D della Serie B Femminile tra Apulia Trani e Virtus Partenope. Vediamo nel dettaglio cosa è successo.

Partiamo dalla gara di Serie A Femminile: al 70′ sono state espulse Quazzico per il Bari e Tarenzi per il Sassuolo “per aver colpito con uno schiaffo al volto una calciatrice avversaria“. Entrambe le calciatrici sono incorse in una squalifica di tre giornate effettive da scontare nel prossimo campionato.

Purtroppo ben più gravi sono i fatti incorsi nella gara di Serie B Femminile dove, dopo il fischio di fine gara, alcune calciatrici hanno “dato luogo ad una rissa con calci, schiaffi e spintoni”, pare per uno sputo in viso ricevuto da una giocatrice di casa (ma questa è solo una voce, specifichiamo): per questo motivo le due società Apulia Trani e Virtus Partenope sono state punite con una ammenda di 300€ mentre le calciatrici del Trani Scheheraza Lina Chabane e Leila Maknoun e quelle della Virtus Gaia Apicela e Stephanie Galluccio sono state punite anche loro con una squalifica di tre giornate effettive. Questa scena indecorosa è riuscita a rovinare la giornata al tecnico Francesco Mannatrizio che a fine gara ha chiesto al capitano delle tranesi Irene Spallucci di diventare sua sposa.

Come mai parliamo oggi di fatti accaduti quasi un mese fa? Ne parliamo perchè, a distanza di tempo, nessuna delle quattro società interessate ha rilasciato un comunicato stampa ufficiale di scuse per i comportamenti inaccettabili avuti e di sanzioni comminate alle proprie calciatrici. Questi comportamenti non possono e non devono essere il biglietto da visita di presentazione alla FIGC (sempre che la LND perda il ricorso), soprattutto ora che la copertura mediatica del calcio in rosa è maggiore: un tempo scene di questo tipo potevano pure passare in cavalleria, ma oggi non è più possibile. Le società hanno pagato con le ammende, speriamo che almeno le calciatrici abbiano capito che la follia dei propri gesti potrebbe condannare tutto il movimento che faticosamente e con il sacrificio e il lavoro di tanti sta crescendo. Come dicevano gli antichi, per aspera ad astra. Speriamo.
Stefano Pellone
Stefano Pellone
Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.

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