Sentenze da Final Four: Fenerbahce nella storia, Obradovic re d’Europa

Tutto come nell’edizione 2015 nella Final Four di Eurolega? Quasi.
Perché dopo la semifinale tra CSKA e Olympiacos, con i russi in controllo per tutta la gara, per poi crollare nell’ultima frazione, qualche sensazione di questo tipo c’è stata. Milos Teodosic è rimasto troppo solo nel trascinare i russi, in 40 minuti in cui il grande assente è stato proprio Nando De Colo, il “doppio MVP” della passata edizione. La prova degli uomini di Sfairopoulos è stata degna di nota, grazie alla cura di tanti piccoli dettagli che sono valsi la finale. Mantzaris, Papanikolaou, Printezis e, ovviamente, Spanoulis.
Quando il gioco si fa duro, il simbolo dell’Olympiacos sembra ringiovanire di una decina d’anni e ridurre il margine di errore come in pochi sanno fare.

Delusione CSKA da una parte, delusione Real dall’altra. Un’Eurolega da protagoniste, per poi tornare a casa ridimensionate. Le merengues hanno avuto come unica soddisfazione il premio di MVP della regular season consegnato a Sergio Llull, assoluto protagonista anche in semifinale, contro il Fenerbahce. 28 punti e 8 assist, cifre ben diverse da quelle collezionate da Luka Doncic, talento incredibile, ma forse non ancora pronto per affrontare partite con un peso specifico così elevato. Il futuro è nelle sue mani. È solo questione di tempo.

Promosso, a pieni voti, il Fenerbahce di Zelimir Obradovic. Nona Eurolega conquistata in 16 apparizioni alla Final Four. Uno score impressionante. Giocate estremamente bene sia la gara contro il Real che la finale contro Spanoulis e compagni. È una vittoria storica, perché si tratta della prima volta in cui una squadra turca riesce a vincere la massima competizione europea. Il volto del Fener ha principalmente due nomi: Ekpe Udoh e Nikola Kalinic. Il primo ha vinto il titolo di MVP, il secondo ha fatto la differenza, come Udoh del resto, sia in attacco che in difesa, ripagando la fiducia concessagli da Obradovic. Il lungo del Fenerbahce potrebbe fare ritorno in NBA, così come Bogdan Bogdanovic, che fa gola ad almeno 5 squadre nella Lega.

Un’altra edizione si è conclusa, la prima con il nuovo format, e finalmente Obradovic è tornato ad occupare il posto che gli spetta.
Il tetto dell’Europa.