L’importanza di Domenico Berardi

Prima è stato il tempo dell’infortunio “finto” per saltare la Juventus, poi il tempo dell’infortunio “vero” che l’avrebbe tenuto fuori qualche settimana, poi è stato dato per disperso, scomparso anche dalla foto ufficiale di squadra. Alla fine, settimana scorsa è tornato ad assaggiare il campo e oggi è stato schierato titolare dopo molti mesi: Domenico Berardi ha giocato e dimostrato quanto sia importante per questo Sassuolo, vittorioso contro il Palermo per 4 a 1.

La differenza di rendimento dei neroverdi senza il suo giocatore simbolo e con il numero 25 in campo è evidente: esiste un Sassuolo senza Berardi, che gioca male, vince poco e si trova nelle zone basse della classifica (non in pericolo di retrocessione solo per le evidenti lacune delle ultime tre della classe), e un Sassuolo con Berardi, che gioca in maniera armoniosa, di prima, trovando i giusti movimenti e i giusti tagli dalla trequarti in su. Non è un caso che due assist siano stati messi a segno da lui, capace di imbeccare i proprio compagni grazie a un sinistro magico e capace di far tornare al gol Matri, dopo un digiuno che sembrava infinito.

Il Palermo non è forse un avversario impossibile da affrontare e nemmeno un banco di prova sufficiente per determinare l’effettivo ritorno di Domenico Berardi ai suoi livelli abituali, ma la prima mezzora di partita è stata ben più combattuta di quel che il risultato possa suggerire ed è stato proprio in quel primo terzo di gara che il 25 neroverde ha dato il meglio di sé. Non sono solamente i due assist, ma tutta una serie di giocate, di movimenti, di sponde, che hanno inevitabilmente dato fiducia e coraggio ai suoi compagni, in grado di trovare un valido aiuto nel suo piede sinistro. Con la sua presenza ha permesso a tutta la squadra di giocare decisamente meglio rispetto alle ultime uscite e ha migliorato la manovra offensiva dalla trequarti campo in su.

Di Francesco avrà anche i suoi schemi e i vari Ragusa e Politano saranno anche ottimi interpreti, ma Berardi ieri ha dimostrato che la sua assenza si è sentita eccome. Il suo ritorno non è un bene solo per gli emiliani, che potranno tornare ai livelli di rendimento conosciuti nelle ultime stagioni in A, ma anche per la Nazionale, se Ventura — finalmente — dovesse decidere di puntare su di lui. Ora sta solo a lui: continuare a essere deciso e decisivo per conquistare definitivamente la maglia azzurra.