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Brasile 2014, il personaggio: Nicola Rizzoli

Un personaggio al giorno, dentro o fuori dal rettangolo di gioco, fino al 14 luglio: durante tutti i Mondiali vi regaleremo quotidianamente la biografia compressa di giocatori e non solo. Oggi è il turno di Nicola Rizzoli, arbitro italiano designato per dirigere la finalissima di domenica.

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Il destino degli arbitri, nelle fasi finali di Europei e Mondiali, è a rovescio. Cioè: per sperare di far strada, e di entrare nella storia dalla porta principale (sul referto che tutti ricorderanno), devono sperare nel fallimento del proprio movimento calcistico. Quello che li ha partoriti ed educati.

Che poi c’è un altro destino a rovescio, per un arbitro designato per una finale mondiale: e cioè che sarà tanto più ricordato quanto meno si parlerà di lui. Cioè: per essere protagonista, dovrà essere invisibile o quasi, confidando in una partita serena, in cui centellinare i propri interventi. E anche questo non è facile.

Tutto questo per dire che il personaggio di oggi è il Designato Per La Finale: il nostro Nicola Rizzoli. Era uno dei nomi più probabili: con Howard Webb fuori dai giochi (toccò a lui già quattro anni fa, difficile ripetersi), il primo indiziato era lui (tra i più rispettati al mondo, ora come ora).

Quindi, dopo Mario Ferri, l’Italia ha una opportunità di riscattarsi. Grazie al suo ultimo uomo rimasto in competizione, anzi agli ultimi tre: Rizzoli sarà coadiuvato dagli assistenti Baldini e Castoldi Faverani e Stefani, e parte del suo successo dipenderà anche da loro.

Ma chi è Rizzoli? Tanto per cominciare, è stato per il terzo anno consecutivo il miglior arbitro italiano (qui l’albo d’oro… non aggiornato, la prova del terzo premio è qui): un filotto riuscito solo a Collina e Rosetti (entrambi giunti a quattro titoli consecutivi). Poi è un arbitro di esperienza: già rappresentante azzurro a Euro2012, già direttore di gara della prima finale di Europa League, già arbitro della finale di Champions 2013 (quella del derby tedesco).

In questo Mondiale, è stato designato per la prima partita “dura” (Spagna-Olanda: la rivincita di quattro anni fa), poi curiosamente ha fatto l’abbonamento all’Argentina: prima contro la Nigeria, poi contro il Belgio, adesso in finale. Una finale che lo vedrà protagonista: terzo italiano dopo Gonella (1978) e Collina (2002). Contenti per lui, ma non dev’essere una foglia di fico per la nostra figuraccia.

Probabilmente un po’ se lo aspettava, ma sicuramente domani sarà una serata di quelle che entrano negli annali: in campo Germania e Argentina (totale di 5 titoli vinti), con l’Italia come sfondo. Nel 1990 lo sfondo erano gli stadi, stavolta è l’arbitro. Quello che vince nella misura in cui non mette a segno niente di eclatante. In bocca al lupo.

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Puntate precedenti

13 giugno – Stipe Pletikosa
14 giugno – Stefano Bizzotto
15 giugno – Gary Lewin
16 giugno – il sorteggio
17 giugno – Pepe
18 giugno – Guillermo Ochoa
19 giugno – Iker Casillas
20 giugno – Roy Hodgson
21 giugno – Giorgio Chiellini
22 giugno – Miroslav Klose
23 giugno – Fabio Capello
24 giugno – il parrucchiere (di Neymar)
25 giugno – Cesare… Maldini
26 giugno – l’esprit de l’escalier
27 giugno – Claudio Sulser
28 giugno – lo psicologo dimissionario
29 giugno – Mauricio Pinilla
30 giugno – Arjen Robben
1° luglio – Thomas Müller
2 luglio – Mario Ferri
3 luglio – Jürgen Klinsmann
4 luglio – Dunga
5 luglio – Neymar
6 luglio – Tim Krul
7 luglio – Ángel Di María
8 luglio – Alfredo Di Stéfano
9 luglio – Luiz Felipe Scolari
10 luglio – Sergio Romero
11 luglio – Louis van Gaal

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