Italiane a due facce, sorpresa Zurigo: TOP e FLOP della 3/a di Europa League

TOP

LAZIO

Lo avevamo scritto qualche giorno fa e la vittoria ottenuta sul campo di Marsiglia ne è un’ulteriore conferma: questa Lazio sta crescendo sempre di più e non parlarne è un grave errore. Dopo la pesante sconfitta subita a Francoforte qualche settimana fa, i biancocelesti avevano bisogno di una reazione importante e così Inzaghi è uscito dal Vélodrome con qualcosa di più dei semplici tre punti: il tecnico piacentino torna a Roma con la consapevolezza di avere in mano una squadra che sta ritrovando fiducia e che, con buone probabilità, comincia a intravedere sullo sfondo la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Ottimi i segnali ricevuti ancora una volta da alcune seconde linee, in particolare modo da Caicedo, a cui comincia a stare piuttosto stretta la panchina dopo le ultime prestazioni. Con Luis Alberto in crisi, l’ecuadoregno potrebbe rivelarsi già a partire dalla sfida di lunedì contro l’Inter una carta tattica da considerare seriamente.

ARSENAL

Non è ancora una squadra propriamente pulita nel modo di giocare e a tratti risulta anche piuttosto superficiale su alcuni errori che vengono commessi. Ma senza dubbio questo Arsenal si sta rivelando una squadra dall’incredibile senso pratico, spietata e il momento decisamente propizio ne è la più evidente testimonianza: con il colpo firmato a Lisbona, i Gunners salgono ora a quota 11 vittorie consecutive in tutte le competizioni. Per intenderci, l’ultima volta che era accaduto era addirittura il 2007. Nonostante l’assenza di qualche titolare lasciato a riposo, i londinesi hanno saputo affrontare con una buona prestazione anche lo Sporting, vincendo il primo round di quello che è ormai uno scontro per il primato del girone e avvicinandosi sempre di più alla conquista matematica della qualificazione ai sedicesimi. Emery sta gestendo in maniera intelligente la rosa, senza mai stravolgere la squadra con i turnover totali classici dell’era Wenger. E se lo fa un tecnico che ha vinto tre volte questa coppa in carriera, c’è solo da fidarsi.

ZURIGO

Fatta il necessario applauso a Siviglia e Villarreal, entrambe autrici di due vittorie a valanga contro Akhisarspor e Rapid Vienna, non può essere dimenticata dalla top 3 della giornata la straordinaria storia dello Zurigo: in un girone in cui non tutti avrebbero scommesso nemmeno sul loro passaggio del turno, gli svizzeri si ritrovano clamorosamente primi a punteggio pieno e con un piede ai sedicesimi di finale, visti gli 8 punti di distacco da Ludogorets e AEK Larnaca. Stavolta, i biancazzurri hanno firmato un colpo ben più prestigioso superando per 3-2 il quotato Bayer Leverkusen, probabilmente con la loro miglior prestazione (soprattutto in attacco) della stagione: i ragazzi di Magnin hanno dimostrato buona qualità, ma soprattutto tanto carattere, riuscendo a ribaltare il temporaneo vantaggio delle Aspirine tra il 59′ e il 78′. Assieme alla Dinamo Zagabria, lo Zurigo è senza dubbio una delle più grandi sorprese di questa prima fase di Europa League.

FLOP

PAOK SALONICCO

Si sapeva già che per i greci sarebbe stato praticamente impossibile riuscire a inseguire i ritmi del Chelsea, nettamente la squadra più forte rispetto al resto del girone pur giocando quasi sempre con le seconde linee. Dal Paok, però, era lecito aspettarsi almeno un’agevole qualificazione ai sedicesimi di finale come seconda classificata, considerato il livello generale del gruppo. E, invece, la clamorosa sconfitta subita davanti al proprio pubblico contro il Videoton rimescola le carte in tavola: i bianconeri si ritrovano ora a tre punti in classifica, come gli ungheresi e il BATE Borisov, con due gare in trasferta da affrontare al ritorno. Sottovalutare il Videoton è stato un errore grave, pagato a caro prezzo con una prestazione terribilmente sottotono rispetto agli ungheresi, più coraggiosi ed efficaci. La porta per la qualificazione alla prossima fase resta apertissima per i greci, ma nelle ultime tre partite servirà molto più impegno rispetto a quanto fatto finora.

MILAN

Niente riscatto dopo la sconfitta subita nel derby e ora la disfatta casalinga inflitta dal Betis Siviglia apre degli scenari decisamente preoccupanti per il Milan. I rossoneri hanno fornito l’ennesima prestazione incolore, senza la grinta che tanto vorrebbe vedere Gattuso e con i soliti, gravi errori commessi in tutti i reparti. Un finale d’assalto non basta per cancellare i troppi bocciati (Bakayoko e Borini in primis) dei padroni di casa e i fischi di San Siro inviano un nuovo, preoccupante segnale alla società. Non tanto per la questione qualificazione, visto che il Milan resta secondo nel girone e con buone possibilità di riuscire comunque a passare alla prossima fase, anche come capolista. Ma i rossoneri sembrano svuotati, la squadra fatica a ritrovare una propria identità. E ora la panchina di Gattuso trema sempre di più.

BESIKTAS

Bocciato la scorsa giornata per il 2-0 subito sul campo del Malmö, il Besiktas crolla clamorosamente anche questo turno, stavolta con un risultato ancora più grave: 4-2 in casa contro il Genk e conseguente ultimo posto nel girone. I turchi erano i grandi avvantaggiati del gruppo alla vigilia e ora la situazione è completamente ribaltata, con Günes che ora deve cominciare seriamente a pensare a come far reagire la propria squadra. La qualificazione resta ancora aperta, visto il grande equilibrio del girone, ma adesso serve un salto di qualità per evitare una figuraccia con pochi precedenti. Peccato, perché per il Besiktas la fase a gironi poteva essere quasi una formalità e invece sta rischiando di trasformarsi in un clamoroso incubo.

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.