Inzaghi, il Velodrome è ancora amico: Marsiglia al tappeto, grazie anche a un super-Caicedo

A riabilitare un giovedì di Europa League guastato per il calcio italiano dal brutto rovescio interno del Milan contro il Betis ci pensa la Lazio di Simone Inzaghi, che nella seconda tornata di gare del giovedì espugna il Vélodrome  di Marsiglia compiendo tre punti pesantissimi verso i Sedicesimi di Finale di Europa League.

Tanti gli spunti proposti dalla gara in terra transalpina, archiviata con un successo dai ragazzi di Simone Inzaghi capace di salutare con un sorriso il sud della Francia che già 17 anni fa gli aveva regalato una serata storica e un record ancora imbattuto (il poker che l’attuale tecnico della Lazio rifilò all’epoca ai padroni di casa in Champions League). I biancocelesti si mettono alle spalle nella migliore delle maniere il brutto rovescio di Francoforte, vincendo e convincendo lo spareggio per il secondo posto nel girone contro un avversario costretto a fare risultato e domato con grande personalità dai capitolini: senza timori reverenziali, i ragazzi di Simone Inzaghi hanno preso da subito il comando delle operazioni trovando il vantaggio con Wallace sugli sviluppi di corner. In difficoltà solamente in avvio di ripresa, quando Sanson sciupa la più ghiotta occasione per giungere il pari, gli ospiti trovano il raddoppio con la splendida azione sull’asse Immobile-Caicedo, blindando poi il successo con il fantastico sinistro a giro di Marušić a scrivere il 3-1 finale dopo la rete nel finale della stella locale (in verità piuttosto offuscata, stasera, come tutto il Marsiglia) Dimitri Payet.

Proprio Felipe Caicedo, stasera, si merita una menzione particolare tra le note d’onore del successo capitolino. Etichettato troppo presto come un oggetto misterioso all’indomani del suo sbarco a Roma, per una serie di cause che vanno dal nome e dal curriculum poco altisonante dello stesso Caicedo ad alcune scelte talvolta infelici della coppia Lotito-Tare alla voce “attaccante di scorta” nonchè dal contrasto con la figurina patinata di Ciro Immobile e un avvio di avventura laziale non entusiasmante, l’attaccante ecuadoregno ha avuto la forza e la capacità di concentrarsi sulla nuova esperienza professionale, guadagnandosi la stima di Simone Inzaghi che più volte si è espresso positivamente in suo favore, appoggiandone una riconferma che in estate non sembrava per nulla scontata. Dopo aver messo gradualmente nel motore minuti in un avvio di stagione dove i 90 minuti erano arrivati solamente contro l’Apollon Limassol nella gara inaugurale di Europa League, l’esperto centravanti sudamericano ha convinto Inzaghi a mettere in discussione il modulo a una punta sola e, nella serata di Marsiglia, oltre a trovare una splendida e pesantissima rete ha palesato una promettente intesa con Immobile, consegnando forse ad Inzaghi una valida alternativa a un Luis Alberto attualmente lontano parente di quello capace di innamorare durante l’intera scorsa stagione.

Numeri alla mano, infatti, la Lazio a due punte di punti non ne ha lasciato nemmeno uno per strada: 4-1 al Genoa, 1-0 alla Fiorentina e, a mò di terzo indizio in pieno stile Agatha Christie, il 3-1 di Marsiglia. Se, come anticipato, a questa Lazio manca in maniera visibile il contributo ai livelli della scorsa stagione di Milinković-Savić e, ancor più, di Luis Alberto, ecco che il modulo con due centravanti si presenta come una soluzione sempre più convincente, anche in termini di convivenza tra Immobile e Caicedo. Se da un lato, infatti, l’attaccante partenopeo è costretto a un lavoro diverso in coabitazione con l’ecuadoregno, fatto di uno svariare sull’intero fronte offensivo che rischia di allontanarlo un pò dalla porta rispetto alle abitudini consolidate nell’ultimo anno e mezzo, dall’altro perlomeno nella gara di Marsiglia la Lazio ha dimostrato di aver tratto estremo giovamento dal movimento continuo dei suoi due attaccanti in termini di fluidità della manovra e di soluzioni offensive, soprattutto se confrontate con le difficoltà palesate in alcune gare dagli stessi capitolini con il modulo a una punta sola.

La gara di Marsiglia, quindi, rischia di pesare ben più dei tre punti messi in cascina per Simone Inzaghi, che si toglie la soddisfazione di sfatare di nuovo il Velodromè in una gara resa ancora più “sentita” dalla presenza tra le fila marsigliesi di Strootman e Rudi Garcia che assimilavano l’incrocio con i marsigliesi a un “derby in miniatura”, centrando al contempo tre punti fondamentali per una qualificazione che ora appare davvero a portata di mano e al termine di una serata che potrebbe averlo convinto a provare con maggiore continuità un vestito nuovo per la sua Lazio.

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.