Sempre lui: l’uomo-derby è ancora Maurito Icardi. E l’Inter può sorridere

Minuto 92, tutto lasciava presagire che l’attesissimo derby della Madonnina, il numero 169 della storia, finisse con un nulla di fatto. Eppure, molti non avevano considerato il fattore Icardi. Già, perché il numero 9 dell’Inter aveva deciso di metterci la testa nel momento migliore: traversone teso di Vecino, Musacchio scivolava goffamente, Donnarumma andava a spasso nell’area piccola e la frittata era fatta, perché quando un pallone del genere gravita attorno all’aura di Mauro Icardi, novantanove volte su cento è gol. E così è stato, troppo solo per sprecarlo quel cioccolatino da tre punti, bisognava soltanto scartarlo e gustarlo lentamente.

Non è stato un gran derby, bisogna ammetterlo, perché in passato le due milanesi ci avevano abituato a ben altri spettacoli, e lo 0-0 pareva cosa fatta, con l’Inter che si era fatta preferire sul piano del gioco, questo sì, ma che poteva recriminare, soprattutto con se stessa, per non essere riuscita ad assestare il colpo giusto. Di contro, un Milan troppo rinunciatario, che si è accontentato presto dello 0-0 e che ha pagato a caro prezzo un pasticcio generale della difesa, che fino a quel momento era stata forse l’unica nota positiva, oltre al punto che andava profilandosi, naturalmente.

C’è da dire che Musacchio e soprattutto Romagnoli avevano ingabbiato alla grande Mauro Icardi, lasciandogli ben poche possibilità di colpire. L’infortunio di Nainggolan, poi, aveva fatto il resto, lasciando la truppa di Spalletti priva del proprio perno di costruzione del gioco offensivo. Di fatto, il capitano nerazzurro si era visto in una sola occasione nel primo tempo, quando, imbeccato da Borja Valero, si era fatto murare proprio da Romagnoli al momento del tiro. Un pizzico meglio rispetto al rivale Higuaín, ieri realmente impalpabile, ma troppo poco per lasciare il segno su un derby che, anche per colpa dei due bomber dalle polveri bagnate, stava viaggiando verso il logico epilogo a reti inviolate. Ma si sa che ai grandi attaccanti basta un pallone buono per cambiare la storia di una partita ed è andata proprio così: con un colpo di testa Maurito ha vinto derby e sfida a distanza col Pipita, regalando ai suoi una botta di entusiasmo fondamentale per affrontare al meglio le gare contro Barcellona e Lazio.

Come l’anno scorso, dunque, il capitano nerazzurro è risultato essere il vero e proprio uomo-derby. Quinto gol al Milan e se nello scorso campionato ci era voluta una tripletta per decidere la gara di andata, stavolta è bastato molto meno per ottenere il medesimo risultato. In attesa del miglior Perišić, dunque, e in attesa di conoscere l’entità dell’infortunio alla caviglia occorso ieri a Nainggolan e di scoprire se Lautaro Martínez sarà in grado di fornire un’alternativa a Icardi o di giocare al suo fianco, Spalletti si aggrappa alla solita certezza in casa Inter: Mauro Icardi, l’ammazza-Milan. 

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Sardo di origini sicule, ama il calcio dalle “notti magiche” di Italia ’90. È laureato in Lingue con una tesi sulla lingua del calcio. Pubblicista, ha collaborato col periodico Vulcano e la tv sarda Videolina.