ESCLUSIVA – I nuovi talenti: Roberto Marino

Si conclude per questa stagione la nostra rubrica dedicata ai giovani e promettenti talenti del Girone C di Serie C. Dopo le interviste con Gennaro Tutino del Cosenza, Michael Folorunsho della Virtus Francavilla e Alessandro Quaini del Racing Fondi, oggi è il turno di Roberto Marino, centrocampista della Reggina. Roberto, nato a Catania il 24 settembre 1998 e alto 175 cm, ha mosso i suoi primi passi nella Meridiana, per poi approdare nelle giovanili del Catania e continuare lì il suo percorso di formazione. Nella stagione 2015-2016 fa il suo esordio in Serie D con il Due Torri di Piraino e l’anno dopo passa alla Sicula Leonzio, sempre in Serie D, guadagnando esperienza e maturando ulteriormente. Quest’anno è giunto in Serie C alla Reggina e qui ha mostrato appieno le sue qualità e il forte spirito di sacrificio che lo contraddistingue, crescendo sempre di più umanamente e calcisticamente. 

Ciao Roberto, innanzitutto raccontaci un po’ di te e della tua passione per il calcio. Com’è nata e dove hai tirato i primi calci a un pallone?

 La mia passione per il calcio è nata quando ero piccolino, grazie a mio fratello, due anni più grande di me. Spesso andavamo a giocare insieme da mia nonna e lì lui mi ha trasmesso questa grande passione, diventando la mia guida e il modello da seguire. Ho chiesto così a mio padre di iscrivermi a scuola calcio e ho iniziano a muovere i primi passi all’interno di questo mondo. Prima mi sono iscritto al Villaggio a Catania, perché era vicino casa dell’altra mia nonna, e poi mi sono spostato nella Meridiana, in cui sono rimasto per due anni, per poi approdare nelle giovanili del Catania; lì ho intrapreso il mio percorso di crescita umana e calcistica fino ad arrivare alla Primavera.

La tua famiglia come ha vissuto la decisione di entrare a far parte del mondo calcistico?

La mia famiglia ha sempre sostenuto le mie scelte e non mi ha mai obbligato o condizionato nelle decisioni da prendere. I miei genitori mi sono stati accanto e mi hanno supportato sin dall’inizio, nonostante la lontananza, aiutandomi a crescere e a maturare come uomo.

Dopo l’esperienza iniziale nella Meridiana, hai vissuto gli anni della tua formazione nella Primavera del Catania, nonostante tanti ostacoli. Come hai affrontato quel periodo? 

Gli anni al Catania sono stati un po’ difficili per me. Sono stato fermo per alcuni mesi (dicembre, gennaio e febbraio) e questo mi ha destabilizzato moltissimo. Grazie all’aiuto della mia famiglia, però, mi sono rialzato e, a marzo del 2014, sono arrivato nei Giovani Leoni. Lì si è risvegliata in me la voglia di giocare e mi sono ripreso completamente, superando quel periodo davvero buio.  

Nel 2015 lasci la maglia della tua città e ti sposti al Due Torri, dove realizzi 27 presenze e un gol. Come hai vissuto il trasferimento? 

Il primo anno in Serie D è stato fondamentale, sono cresciuto tantissimo, grazie al fatto che giocavo con ragazzi più grandi e con più esperienza di me e questo mi ha spronato a mettermi in gioco e a fare sempre di più. All’inizio non giocavo molto e ho avuto il timore che si potesse ripetere l’esperienza vissuta a Catania, ma il mio procuratore mi ha aiutato tantissimo, rassicurandomi ed esortandomi a dare sempre il massimo, cercando di ritagliarmi un posto nella squadra. Così è stato, sono sceso in campo per la prima volta in Coppa Italia contro la Reggina e poi il mister mi ha dato fiducia e da lì ho iniziato a giocare anche in campionato.  

Nella stagione 2016-2017 vai alla Sicula Leonzio e lì giochi un anno intenso, con 31 presenze e 2 reti. Cosa ricordi maggiormente di quell’esperienza?  

Ho deciso di giocare un altro anno in Serie D, sebbene avessi avuto altre proposte anche dalla Reggina, per maturare ulteriore esperienza e crescere ancora di più. La Leonzio puntava a vincere il campionato e ho vissuto una stagione intensa ed emozionante. È stato un anno bellissimo: abbiamo vinto il campionato, mi sono trovato bene sin dall’inizio ed ero vicino casa, non avrei potuto desiderare di più.  

Quest’anno giungi alla Reggina in Serie C e subito ti fai notare per le tue qualità, realizzando 34 presenze e 2 gol. Com’è stato il primo impatto con la nuova squadra? Quale pensi sia stato il gol più bello? 

Nonostante mi trovassi molto bene con la Sicula Leonzio, ho deciso di accettare l’offerta della Reggina, mettendomi in gioco in un campionato più difficile e che potesse farmi crescere ulteriormente. Mi sono subito trovato bene con tutti, io sono un ragazzo estroverso e non ho difficoltà a fare amicizia, siamo un bel gruppo e mi sento a casa. Il gol più bello è stato il primo, nella 5/a giornata di campionato contro il Fondi: abbiamo giocato di sabato, il giorno prima del mio compleanno, sono entrato in campo nel secondo tempo e ho segnato; è stata per me un’emozione doppia.  

Quale squadra avversaria ti ha colpito maggiormente per le sue qualità? 

Sicuramente le tre squadre in alto in classifica: Catania, Lecce e Trapani. Si sono contese il primo posto lottando fino all’ultimo e credo che siano davvero di un’altra categoria.  

Quale pensi sia il tuo punto forte e quale l’aspetto sul quale devi ancora lavorare? 

Ancora ho tanta strada da fare e devo crescere moltissimo, lavorando su diversi aspetti. In primis, devo seguire di più l’azione e puntare soprattutto a fare più gol nella prossima stagione di campionato; come punto forte, invece, la prestanza fisica.   

Tra i grandi del calcio, chi ti piace particolarmente? 

Apprezzo particolarmente Nainggolan, il Ninja, per me un modello calcistico da seguire per il suo stile di gioco: è un giocatore di grande talento e mi piace l’energia che mette in campo.  

Infine, qual è il tuo sogno nel cassetto? 

Sogno indubbiamente di indossare di nuovo un giorno la maglia della mia città, il Catania, di cui sono tifoso sin da bambino. Vorrei tornare lì e riuscire a guadagnarmi un posto in squadra, dimenticando le brutte esperienze passate e facendo la differenza in campo, con impegno e determinazione.

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Siciliana amante della sua terra, insegnante e aspirante giornalista, innamorata della letteratura e appassionata di sport, anche se troppo pigra per praticarne uno.