ESCLUSIVA – Davide Lodico (Italia Wheelchair Rugby League): “Allenarmi mi fa star bene con me stesso. Il Mondiale? Una gradita sorpresa”

Prende il via giovedì 20 luglio la terza edizione della Wheelchair Rugby League World Cup, la Coppa del Mondo di rugby a XIII in carrozzina. La nazionale italiana, alla prima partecipazione in assoluto, affronterà Scozia e Spagna a Carcassonne e Pamiers; prima però spazio a un’amichevole preparatoria martedì 18 a Limoux (ore 15) contro gli stessi spagnoli, in double header con la supersfida Francia-Australia.

La Nazionale gode del privilegio di essere guidata da Robert Fassolette, l’ideatore del gioco ed ex team manager della Francia detentrice del titolo iridato.
Tra i convocati figura il siciliano Davide Lodico (WCR Catania), che abbiamo intervistato.
La Wheelchair Rugby Catania è la prima società di rugby in carrozzina del Sud Italia. Nata un anno e mezzo fa, ha fatto da portabandiera alla Giornata dello Sport a Catania ed è – per numero di iscritti – la seconda società italiana. La convocazione di Davide alla Coppa del Mondo è ovviamente frutto del lavoro di club, staff tecnico e giocatori, soprattutto degli juniores. Allena il Catania Antonio Luca Cuddè, tecnico e arbitro di rugby union e rugby League.

Ciao Davide, parlaci un po’ di te.
Ho 25 anni e sono un ragazzo disabile dalla nascita. Vengo da Gravina di Catania [comune di 25 mila abitanti, 20 minuti dal capoluogo, ndr]. Ho praticato come sport il nuoto, per parecchi anni ma non a livello agonistico. Ultimamente sono passato al basket in carrozzina, per 2 anni, mentre da circa 1 anno ho aggiunto anche il rugby in carrozzina. Faccio anche palestra.

Immagine fornita dall’intervistato

Come ti sei avvicinato al Wheelchair Rugby League? Ci sono molte differenze rispetto al Wheelchair Rugby?
Mi sono avvicinato prima al rugby, perché vedevo che con il basket avevo un po’ di difficoltà a livello fisico. Ho conosciuto Salvatore Mirabella, presidente della mia squadra di rugby, e ho scoperto così uno sport molto più pratico e semplice per me. Sulle differenze tra rugby e rugby league in carrozzina, ce ne sono parecchie. A iniziare dal tipo di palla usata (ovale nel league), per non parlare dei vari tipi di passaggio e le regole.

Cosa ti aspetti da questo Mondiale? Ti aspettavi la convocazione?
La chiamata sinceramente non me la sarei mai aspettata. Certo, mi ero posto un traguardo già da quando mi allenavo a basket: poter partecipare a un campionato ufficiale con una squadra ma sinceramente non avrei pensato di partecipare a una competizione di questi livelli, che ovviamente spero vada al meglio per l’Italia. Questa è la mia prima esperienza a competizioni internazionali.

Cosa significa per te lo sport in carrozzina?
Lo sport per me è tutto! Oltre a servirmi a stare bene fisicamente, mi serve pure come sfogo. Lo sport così come la palestra. Cerco allora di saltare il minor numero di allenamenti possibile, perché proprio mi sento bene con me stesso quando mi alleno. 

Grazie e in bocca al lupo per il Mondiale!
Grazie mille, spero che questo Mondiale possa essere la prima di tante esperienze in questo sport emozionante!

Immagine fornita dal Wheelchair Rugby Catania

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Sardo classe 1987, ama il rugby, il calcio e i supplementari punto a punto. Già redattore di Isolabasket.it e della rivista cagliaritana Vulcano, si è laureato in Lettere con una tesi su Woody Allen.