Cronache dalla Russia: tre rotondi successi, che inizio in Europa League!

Qualsiasi appassionato di calcio russo sa bene come le proprie squadre siano solite sprecare grandi occasioni e regalare atroci delusioni nelle competizioni europee. Il 2013, invece, ha sorpreso tutti. Tre vittorie, 7 gol fatti e uno subito. Espugnato il Vicente Calderon e liquidato il Liverpool. Inizio ruggente per Zenit, Anzhi e Rubin, che ieri hanno disputato la loro prima gara ufficiale dell’anno.

ZENIT-LIVERPOOL 2-0 69′ Hulk, 74′ Semak

Vittoria molto importante per i ragazzi di Luciano Spalletti. Per l’economia del doppio confronto con i Reds e per la fiducia di un gruppo apparso decisamente più compatto e unito rispetto alle uscite dello scorso autunno. Il tecnico di Certaldo ha introdotto alcune novità tattiche magari opinabili, ma che hanno permesso allo Zenit di portare a casa uno dei migliori risultati possibili. Ad esempio la linea difensiva è stata mantenuta molto alta, forse troppo: la retroguardia è il reparto meno solido di questa squadra, e la presenza di un nuovo come Neto non ha facilitato il compito del reparto, che ha infatti rischiato in più di un’occasione, anche se Suarez ha deciso di essere magnanimo. Certo, con zero gol subiti, la scelta ha pagato.

Chi ha potuto assistere alla partita, spettacolare e nel complesso equilibrata, girata grazie a un assolo di Hulk, ha notato uno Zenit diverso. Più squadra, più idee (la cui buona riuscita non è stata spesso matematica, ma è ancora presto d’altronde): sul campo, un gruppo. Le assenze hanno pesato relativamente, anche se giocatori del calibro di Bystrov, Criscito e Zyryanov sono pedine importanti nelle rotazioni di Spalletti. Unica nota stonata, l’infortunio a Danny: il portoghese, al rientro dopo un anno tribolato, ha letteralmente calciato lo scarpino di un avversario. Un grande spavento per lui, e un forte dolore che gli ha consigliato di lasciare il campo nella ripresa a…..Semak! Sergey, come Zyryanov, incarna l’esperienza di un calciatore che sa quello che deve fare in campo. Se centellinato al meglio, può risultare un’arma in più, proprio come è stato oggi.

Il discorso qualificazione non è però chiuso. Come ha detto giustamente Spalletti in conferenza stampa, sebbene il 2-0 sia un risultato straordinario, Anfield è uno stadio molto difficile da espugnare. Bisognerà fare una gara accorta e sfruttare gli spazi che giocoforza il Liverpool concederà.

ANZHI-HANNOVER 3-1 23′ Hustzi (H), 34′ Eto’o, 48′ Akhmedov, 64′ Boussoufa

Per la prima volta in Europa League l’Anzhi giocava al Luzhniki, ma è cambiato poco. In Europa League su 7 sfide “casalinghe” (la UEFA non consente la disputa di incontri in Daghestan) gli uomini di Hiddink hanno solo vinto. Ed è servito Hustzi, vecchia conoscenza del calcio russo per i suoi trascorsi a San Pietroburgo, per violare per la prima volta la porta difesa da Gabulov, sorpreso dal tiro da fuori dell’ungherese.

Sotto 0-1 l’Anzhi ha messo in mostra personalità e autorità imbarazzanti. Ha fatto valere la propria maggiore caratura e, trascinata dal duo offensivo Eto’o (gran partita per lui, unico neo il rigore falito) e Willian ha letteralmente asfaltato l’Hannover. I gol di Akhmedov prima e Boussoufa poi costringono i tedeschi a una rimonta molto complicata in Germania. Al ritorno, inoltre, tornerà anche Traorè.

ATLETICO MADRID-RUBIN KAZAN 0-2 6′ Karadeniz, 96′ Orbaiz

E’ un’impresa di portate incredibili quella della squadra tartara. Gli uomini guidati da Berdyev vincono a domicilio in casa dei campioni in carica, in un Vicente Calderon solitamente inespugnabile per le squadre ospiti. Anima, spirito di sacrificio, cuore e cinismo gli ingredienti di questa ricetta vincente. Il tutto condito dalla follia del portiere madrileno Asenjo, che ha deciso di portarsi in avanti per l’ultimo corner della partita, regalando di fatto il doppio vantaggio agli ospiti.

Il Rubin ha fatto (bene) quello che ha potuto. Di certo i granata non erano giunti in Iberia per fare la partita, e il gol in avvio del turco Karadeniz ha accentuato la mentalità difensiva che è una delle caratteristiche principali del loro gioco. L’espulsione di Sharonov a fine primo tempo ha complicato i piani, ma un Ryzhikov monumentale ha tenuto in piedi il muro eretto dalla squadra tartara. Falcao è stato annullato come fu a suo tempo per Messi, e l’insperato gol nel recupero di Pablo Orbaiz, non proprio un cannoniere, regala grande fiducia per il ritorno. Ma il discorso qualificazione  è tutt’altro che chiuso.

Espugnare il campo dell’Atletico Madrid, secondo nella Liga e bicampione di questa competizione nelle ultime tre stagioni, con un uomo in meno per più di un tempo è un grande risultato, che è stato apprezzato da tutti gli addetti ai lavori in Russia.

3 russe agli ottavi? Ieri pareva impossibile, oggi il contrario. Ma guai a parlare di certezze con le squadre russe che, in caso di passaggio del turno, eviterebbero scontri fraticidi agli ottavi. Il 2013 è iniziato alla grande, il sogno continua.

Le scorse puntate:

28 ago 2012-La giornata del gol

3 set 2012-L’immobilità dello Zenit

18 set 2012-La polemica di Gadzhiev

19 set 2012-Spalletti e le trasferte di Champions

23 set 2012-Caos totale in casa Zenit

17 ott 2012-La concretezza di Capello

17 ott 2012-Alla scoperta della FNL (1° parte)

19 ott 2012-Alla scoperta della FNL (2° parte)

26 ott 2012-Settimana europea perfetta (o quasi)

29 ott 2012-Lo Zenit commemora Beslan

7 nov 2012-Flop Zenit, di chi è la colpa?

16 nov 2012-Il giro di boa fa le prime vittime

18 nov 2012-Il petardo a Shunin

21 nov 2012-Spartak deludente in Europa, colpa di chi?

7 dic 2012-I possibili avversari dello Zenit in Europa League

2 feb 2012-Willian, Eto’o, Traorè, l’Anzhi fa paura

12 feb 2013-E’ tempo di Europa League!

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it