League Cup, Reading-Arsenal 5-7: le parole di Wenger

Arséne Wenger non ha quasi parole per descrivere cosa è successo al Madejski Stadium di Reading, ieri sera. La rimonta dei suoi da 0-4 a 7-5 è senza il minimo dubbio uno dei risultati più incredibili di sempre. La settimana scorsa, il manager alsaziano (durante l’assemblea dei soci del Club, ndr) aveva ammesso che la Coppa di Lega era forse l’ultima delle priorità della squadra quest’anno. Ma essere eliminati per mano del Reading, con un punteggio di 4-0, sarebbe stato allo stesso tempo un fallimento troppo grosso da giustificare. Invece, una rimonta fuori dal comune dei suoi, completata con la vittoria ai supplementari.

“Eravamo 4-2 all’89’ ma i miracoli succedono. Nel calcio si vede sempre qualcosa di nuovo, ecco perchè non è mai banale. Oggi poi, è stata una partita di tennis!”

“Siamo passati dal completo disastro all’orgoglio più grande. È strano da spiegare, sul 4-0 pensi che abbiano già vinto, sul 4-1 anche, ma sul 4-2 ti viene l’idea che non è ancora finita e forse possono farsi prendere dal panico. Certo, questa competizione non è una delle nostre priorità, ma se fossimo tornati in campo nel secondo tempo con lo stesso atteggiamento del primo, bè, questa gara non sarebbe mai diventata uno dei momenti più gratificanti della mia carriera qui.”

Intorno al 40′ del primo tempo, dopo il quarto gol del Reading, alcuni tifosi dell’Arsenal avevano abbandonato addirittura lo stadio per fare ritorno a Londra (Reading e la capitale distano pochi chilometri, ndr), ma Wenger ha anche una parola per la maggioranza che è rimasta fino alla fine: “Devo riconoscere il merito anche ai nostri tifosi, sono rimasti fino all’ultimo a cantare e provare ad incoraggiarci (anche se sullo 0-4 i cori erano più di critica che altro, ndr). A quei pochi che hanno lasciato lo stadio prima, invece, di merito ne riconosco un po’ meno”.

Anche Theo Walcott, autore di una tripletta, è estasiato: È stato incredibile! Siamo partiti troppo molli e dovevamo svegliarci. Il manager ci ha detto che semplicemente, non era abbastanza, non era degno dell’Arsenal il modo in cui stavamo giocando. Siamo tornati in campo e abbiamo dimostrato a tutti quello che siamo davvero in grado di fare.”

Il manager dei RoyalsBrian McDermott, è ovviamente di tenore del tutto diverso nelle sue parole alla fine della gara: “C’è la stessa sensazione di un funerale. Non ero soddisfatto di andare all’intervallo in vantaggio 4-1 e non 4-0, avevo la sensazione che quel gol gli avesse dato la scossa. Il secondo tempo, poi, è stato da kamikaze. È la sconfitta peggiore della mia carriera, in termini di punteggio, considerando soprattutto l’avversario e il vantaggio iniziale. È imbarazzante. Dovremo riuscire a mettere da parte tutto il più in fretta possibile e ripartire velocemente. Quello che mi fa stare ancora peggio, inoltre, è pensare che questa partita verrà ricordata molto a lungo. Per noi sarà molto pesante da sopportare.”

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Torinese, classe 1983. Da piccolo voleva vedere Wembley e il Maracanã, gli manca ancora il secondo. Toro e Arsenal nel cuore, sta fra un tackle di Gilberto Silva e Tony Adams che chiama il fuorigioco.