ZemAn!

Il boemo ne ha combinata un’altra delle sue, per la felicità dei suoi tantissimi fan. Zeman è un uomo che va oltre la bandiera, è di tutti e di nessuno: quando ieri a Marassi è arrivato il fischio finale, un’ondata di gioia collettiva ha attraversato l’intero Stivale.Da Palermo a Foggia, da Salerno a Roma, da Lecce a Pescara. Se ci pensate non sono poi così molti i personaggi che riescono a emozionare follemente la platea, che restituiscono al calcio la sua essenza fanciullesca e scavalcano la primarietà del risultato.

Tifosi del Pescara a parte, per tutti ieri è stata la promozione di Zeman. Perché il maestro è così: domina, pur senza volerlo, l’immagine delle sue squadre. Sarà forse perché nei movimenti di Insigne riconosciamo pienamente quelli di Beppe Signori, oppure perché una grossa percentuale delle 89 reti (!) realizzate dagli abbruzzesi ci sembrano dei replay di vent’anni di spettacolo. Gli hanno regalato gioielli del calibro di Verratti, Insigne e Immobile, ma magari sarebbe stata la stessa cosa con interpreti meno dotati. Lui necessita soltanto di ragazzi dal fisico atletico, chiunque essi siano, tanto a farli giocare e divertire ci pensano gradoni e schemi ripetuti all’infinito durante gli allenamenti.

Alcuni si stupiscono nel sentire un Verratti, cercato insinstemente dalla Juventus, che non ha nessuna intenzione di muoversi dall’Adriatico; altri ancora sostengono la necessità di un mercato importante per sopravvivere nella massima serie. Ma cosa dicono Zeman? Il Foggia dei miracoli disputò le stagioni migliori della sua storia senza perdere una lira, ogni anno i pezzi da novanta venivano ceduti e rimpiazzati con nomi sconosciuti. Il risultato era sempre identico.

E così la serie A potrà riabbracciare un fenomeno della panchina troppo spesso penalizzato dalla sua schiettezza: uno come il boemo è scomodo per chi fa del perbenismo il suo credo, la trasparenza non è apprezzata da tutti. Preparatevi gente, guardare una partita del Pescara non sarà mai tempo sprecato. Lo sanno i molti appassionati che, pur tifando per altri club, hanno popolato l’Adriatico in questa annata per stringersi attorno al loro maestro e godere un po’ di calcio. Un calcio vero, un calcio semplice e messianico allo stesso tempo, una dimostrazione di quanto la vita sia bella.

Chiudiamo con una frase dedicata da Francesco Totti al suo ex allenatore: “Tu sei il calcio, tu sei unico e inimitabile”. Ci associamo, caro ZemAn.

 

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.