A Spa la Ferrari sconfitta anche da decisioni controverse

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A Spa è successo qualcosa di singolare, con la corsa sospesa per 1h e 40′ a causa delle operazioni di ripristino dopo un incidente, tempo recuperato al trascorrere delle 6h. Una cosa accolta con favore dal pubblico (sono accorsi in circa 90.000 nel fine settimana di gara), ma che ha lasciato di stucco i piloti, soprattutto quelli Ferrari, visto che Alessandro Pier Guidi si trovava in testa con 20″ di vantaggio sul secondo, ma con una situazione, rispetto ai rifornimenti di carburante, che ha finito per danneggiarlo, con questa scelta di valutare il tempo effettivo di gara.

La corsa, combattuta, aveva visto le Rosse fare bene, trovandosi in testa al momento della bandiera rossa, che (come già scritto sopra) aveva decretato un’interruzione di circa un’ora e quaranta minuti, tanto da arrivare a ridosso delle 6 ore, e della bandiera a scacchi. La decisione di recuperare il tempo perduto, pur essendo auspicabile per il pubblico, come già accennato, ha creato un precedente, al netto del fatto di avere, in questa occasione, danneggiato le vetture di Maranello.

Che dire? Sul mondiale Endurance se ne leggono parecchie: se da una parte il meccanismo del Balance of Performance (BOP) può essere considerato un modo per mantenere livellati i valori in pista, a tutto vantaggio dello spettacolo, è anche vero che si vanno a penalizzare le innovazioni tecnologiche. Una logica che avrebbe fatto inorridire i totem dello sport motoristico, Enzo Ferrari in testa.

Sul resto, la Porsche ha dimostrato nuovamente di essere tornata competitiva, e di poter insidiare la Toyota in ottica mondiale marche, che costituisce, tradizionalmente, il traguardo più ambito, visto che gli equipaggi delle vetture, come noto, non sono individuali, come avviene in altre realtà dell sport motoristico.

Come sappiamo, tuttavia, nell’Endurance, a contare realmente, è una gara soltanto: la 24h di Le Mans, che sarà il prossimo appuntamento in programma. La Ferrari, che lo scorso anno vinse l’edizione del Centenario, ha intenzione di bissare il successo, ovviamente. Tuttavia, come dicevamo, la Porsche sembra aver trovato equilibrio e prestazioni, al netto della solita Toyota, apparsa però un po’ appannata nella tappa belga (solo al settimo e ottavo posto le due macchine ufficiali del Sol Levante).

Tuttavia, la gara sul circuito della Sarthe fa storia sé, come noto. Saranno tanti i parametri da valutare: non escluderemmo, per esempio, qualche bizza della meteo, vista la posizione geografica e il cambiamento climatico. Sotto quest’aspetto, la gara di Imola qualche emozione l’ha regalata, per dire.

In definitiva, ci si avvicina a questo appuntamento unico con tantissima voglia e un pizzico di emozione. Del resto, al di là delle critiche, e senza voler esaltare troppo questa categoria di corse, è indubbio che vi sia un grande equilibrio, al netto dello sviluppo tecnologico e delle sperimentazioni (come dimenticare l’innovativa Peugeot della passata stagione, senza alettone posteriore?).

In un’epoca dove, nella formula regina, bisogna aspettare un errore di Max Verstappen per poter vedere un po’ di lotta per il gradino più alto del podio, è decisamente tanta roba. Al netto, tra l’altro, delle tradizioni che, nello sport motoristico, hanno ancora qualche importanza.

Certo: i numeri di pubblico presente alle gare ci dicono che il funerale della F1 è ancora lontano. Però, considerando che si tratta di uno spettacolo fruito soprattutto nell’Europa occidentale, in costante invecchiamento, noi qualche dubbio sull’opportunità o meno di cancellare tappe storiche (a parte la gara di Spa, qualcuno ha parlato addirittura di Monaco) ce lo porremmo.

È vero: i paesi emergenti immettono fiumi di denaro nel Circus, anche (e soprattutto) per motivi geopolitici, che esulano da quelli sportivi. Ma se la gente, in Europa, smettesse di seguire, calerebbe anche quell’interesse che ha portato queste realtà extraeuropee a investire nello sport motoristico. Come in tutte le cose, quindi, servirà equilibrio, mentre l’orologio di Le Mans ci dice che, nel momento di pubblicazione di questo articolo, mancheranno 33 giorni al via della gara più emozionante rimasta nel panorama motoristico mondiale. Secondo noi, ovviamente.

Silvano Pulga
Silvano Pulga
Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.

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