Il primo atto alla Fiorentina. Si decide tutto a Bergamo

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La Fiorentina si prende il primo atto della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, un successo dedicato alla memoria di Joe Barone con la speranza di riuscire ad andare fino in fondo e migliorare il risultato dello scorso anno. A decidere la gara dell’Artemio Franchi è una prodezza di Rolando Mandragora, specialista dei tiri da lontano come in questo caso con un effetto funambolico da 30 metri diretto verso il palo interno e su cui nulla può Carnesecchi.

Vittoria ed entusiasmo si mischiano con il rimpianto di non aver reso più netta la differenza nel risultato: per quanto visto in campo la Fiorentina meritava qualche gol in più nel tabellino, marcature necessarie per rendere il match di ritorno sicuramente più gestibile. Lo sa bene Nico Gonzalez. L’argentino non è l’emblema della perfezione, ma un giocatore con il suo talento riesce sempre a creare qualcosa e nella ripresa ha avuto due limpide occasioni annullate dalla bravura dell’estremo difensore avversario. La prima in particolare è un vero capolavoro di Carnesecchi: elasticità in stile supereroe Marvel con la punta delle dita a deviare in calcio d’angolo il preciso colpo di testa del numero dieci viola.

Nel complesso una buona Fiorentina contro un’Atalanta svogliata. Nessun contraccolpo psicologico dopo la sconfitta interna con il Milan, anzi una decisa risposta e una vittoria meritata. Beltran dietro le punte ha trovato la sua posizione ideale, disegna, aiuta, suggerisce, non a caso una delle poche note positive nella gara di sabato scorso. Bonaventura si sta riprendendo il palcoscenico del centrocampo e per il momento ha spazzato via le nubi di mercato che avevano offuscato le sue prestazioni. Ranieri è il faro della difesa e oggi si è visto anche in attacco con un assist al bacio per Nico Gonzalez, peccato solo che qualche minuto dopo il difensore centrale si sia divorato il raddoppio sotto porta: non è il suo ruolo e per stavolta lo perdoniamo.

La grande novità della partita è stata la presenza di Parisi titolare. L’esterno sinistro ha bisogno di fiducia e oggi ha offerto una prestazione da alti e bassi. Una gustosa verticalizzazione verso Gonzalez, qualche giro a vuoto alternato a interventi puntuali. Menzione finale per Kayode. Il gioiellino viola quando spinge fa paura, ha una carica impressionante, viceversa la sua gioventù esplode troppo in fase difensiva quando sarebbe il caso di evitare qualche rischio di troppo che possa innescare ripartenze avversarie. Appuntamento al 24 aprile, la Fiorentina per ripresentarsi di nuovo alla finale dell’Olimpico, l’Atalanta per cambiare atteggiamento e ribaltare la situazione.

Fiorentina: Terracciano 6.5, Kayode 6, Milenkovic 6, Ranieri 7, Parisi 6.5, Bonaventura 7.5, Mandragora 7, Kouame 6, Nico Gonzalez 6.5, Beltran 6.5, Belotti 6. Dalla panchina: A.Melo 6, Ikone sv.

 

Elia Modugno
Elia Modugno
Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.

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