Frosinone-Cagliari, ancora una rimonta. Ma stavolta sorridono i ciociari

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La vendetta è un piatto che va servito freddo; così recita il proverbio. Partendo da questo assunto, ci piace pensare che un sorriso, vagamente accennato, sia comparso sul volto di Di Francesco alla vigilia di Frosinone-Cagliari: i ciociari cullavano infatti marcate velleità di rivincita nei confronti del Cagliari dopo la gara d’andata (dove gli isolani rimontarono da 0-3 a 4-3 trovando due reti nel recupero), e il fatto che la sfida fosse in calendario in uno dei week-end più algidi dell’anno quasi sembrava essere di buon auspicio.

La domenica dello Stirpe, in realtà, non è fredda come suggerito dalle previsioni del tempo; allo stesso modo, i primi 45 minuti della gara tra Frosinone e Cagliari di rivincita hanno ben poco. Allo Stirpe, infatti, Ranieri smentisce le previsioni della vigilia e schiera i suoi ragazzi con un 3-5-2 nel quale Zappa si ritaglia l’inedito ruolo di centrale di sinistra di un terzetto completato da Wieteska e Dossena; il tecnico dei sardi sembra copiare-incollare la sfida improntata allo Stirpe dal Monza di Palladino, e il combinato disposto di difesa a 3 e pressing sulla prima costruzione ciociara (con Sulemana e Makoumbou spesso ai limiti dell’area avversaria) inibiscono non poco la produzione offensiva dei locali.

Davanti a uno Stirpe gremito quasi in ogni ordine di posto Scuffet passa un primo tempo tutto sommato tranquillo e, a metà frazione, può gustarsi la ripartenza isolana che porta al contrasto Petagna-Okoli a valle del quale il pallone rimbalza dalle parti di Sulemana che impallina Turati ammutolendo lo Stirpe e portando avanti i sardi.

Stordito, il Frosinone fatica a imbastire una reazione concreta e, quando ci riesce, Cheddira si fa ipnotizzare da Scuffet; il pari arriverebbe con Barrenechea a valle di una caotica azione sulla quale, però,  viene ravvisato fallo di Brescianini su Dossena. Paradossalmente il gol annullato favorisce i Ciociari, che canalizzano la rabbia per la rete cassata su un secondo tempo nel quale il Cagliari viene messo alle corde quasi dalle prime battute: la spinta dei locali viene premiata dai gol di Mazzitelli e Soulé che capovolgono il risultato, prima di due prodigiosi interventi di Turati e della fuga per la vittoria che all’ultimo istante porta al 3-1 in contropiede griffato Kaio Jorge.

Il gol del brasiliano è una vera e propria liberazione per giocatore, squadra e ambiente, che salutano una vittoria che, come si dice in questi casi, vale 6 punti. Sì, perché oltre a “vendicare” sportivamente la gara dell’andata i Ciociari si portano in vantaggio negli scontri diretti con i sardi e, soprattutto, ritrovano un successo che in Serie A mancava da quasi due mesi (durante i quali per i laziali era arrivato un misero punticino in sette gare); una preziosissima boccata d’aria che, in questo momento, colloca il Frosinone al 13/o posto a +5 dal Verona terz’ultimo.

Un bel bagno di entusiasmo e convinzione per Di Francesco e i suoi ragazzi che, in caso di sconfitta, avrebbero rischiato di vedersi aprire sinistre crepe attorno a spogliatoio e classifica compromettendo i destini di una squadra che pur nel suo momento più negativo (1 punto in 7 gare) in termini di prestazione è venuta a mancare solamente nel rovinoso primo tempo di Bergamo non disdegnando mai nelle altre circostanze un approccio volitivo e propositivo alle gare.

Difficile in casa Frosinone far passare per una coincidenza l’ingresso di Harroui (minuto 60) e il pari di Mazzitelli (minuto 64); se non altro perché a mettere il pallone sulla testa del capitano dei laziali è proprio il centrocampista marocchino, oggi apparentemente di nuovo imprescindibile nei meccanismi offensivi di Di Francesco contrariamente a un Reinier che sembra faticare a rendersi decisivo negli ultimi trenta metri. La gara con il Cagliari rischia di aver risolto in favore di Harroui il ballottaggio con Reinier, mentre apertissimo è quello tra Cheddira e Kaio Jorge: se l’attaccante maghrebino non lesina impegno su tutto il fronte offensivo risultando però spesso appannato in fase finalizzativa, il brasiliano è forse meno portato a “portare la croce” ma un filo più efficace sotto porta (ma anche lo juventino ha qualche occasione sulla coscienza, ad esempio nello 0-0 casalingo con il Torino).

Se Soulé non fa più notizia, nonostante il gol sia di quelli da mostrare nelle scuole calcio, da applausi le prestazioni di Gelli e Brescianini che si alternano tra il ruolo di  mezz’ali e di terzini improvvisati; a destra Di Francesco un terzino lo ha per davvero, Zortea appena arrivato che nel primo tempo soffre non poco uno spigliato Azzi ma nel secondo tempo si destreggia bene con Augello e sul finire trova anche l’assist per il gol scaccia-tensione di Kaio Jorge. Tensione che, in larga parte, è scacciata anche grazie a due interventi da tre punti griffati Turati, su Dossena prima e Pavoletti poi in entrambi i casi in piena “zona Cagliari”.

A proposito di Cagliari, pesano tantissimo in Ciociaria le assenze congiunte di Luvumbo e Oristanio, come ammesso dallo stesso Ranieri in sala stampa al fischio finale. Privato dei due unici calciatori in grado di garantire lo “strappo”, il Cagliari prova a interpretare una gara sorniona che per metà match riesce anche a trovare. Nella ripresa, però, i sardi vengono letteralmente travolti dal furore del Frosinone finendo per schiacciarsi a ridosso della propria area di rigore fino a venire ripresi e superati dai ciociari. Agli ospiti non mancano gli alibi, ma la diversità di approccio tra primo e secondo tempo è tale da suscitare di certo qualche riflessione nella testa di Ranieri, in vista di un finale di stagione nel quale ogni singolo punto rischia di fare la differenza. Soprattutto negli scontri diretti.

Michael Anthony D'Costa
Michael Anthony D'Costa
Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.

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