Inter, Napoli, Lazio: l’Europa non è benevola

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Confermarsi, si sa, è complicato a tutti i livelli. Non fa eccezione la Champions League, che dopo la grande stagione del contingente italiano (con il derby in semifinale tra Milan e Inter, il Napoli eliminato dal Milan ai Quarti e la sola Juventus ad andare controtendenza con una rovinosa uscita ai Gironi) propone alle partecipanti del  Belpaese un sorteggio che oscilla tra il “tosto” e il “proibitivo”.

Partendo dalle cattive notizie, proibitivo sembra il destino designato dall’urna alla Lazio di Maurizio Sarri: i Capitolini, qualificatisi con più difficoltà di quanto non narri la classifica, incroceranno le lame in febbraio con il Bayern Monaco di Tuchel. Comprensibile il disappunto dei tifosi laziali, che però ha probabilmente genitori dai tratti somatici agli antipodi: da una parte il biblico ruolo di Davide che inevitabilmente si cuce addosso ai laziali in vista di una sfida che avrebbe del miracoloso (sportivamente parlando) qualora i laziali dovessero avanzare ai Quarti, dall’altra la speranza di qualche tifoso laziale di potersi gustare la sfida a Real Madrid, Barcellona o Manchester City avendo già visto il Bayern all’Olimpico non più tardi di un paio di stagioni fa.

Pochine le chance della Lazio, più corpose sulla carta quelle del Napoli di Mazzarri che a febbraio ospiterà il Barcellona al San Paolo prima di giocarsi al Camp Nou il pass per i Quarti di Finale. Come per Lazio-Bayern, l’ultimo incrocio fu rovinoso per gli Azzurri di Spalletti, che crollarono nettamente 4-2 tra le mura amiche dopo il bel pari per 1-1 al Camp Nou. I catalani possono contare su tanta qualità e certezze come Lewandowski; molte di meno le certezze dalla metà campo in giù per Xavi e i suoi ragazzi, orfani a febbraio anche di Gavi tristemente infortunatosi con la Nazionale. Se all’estrazione dei nomi dell’urna i catalani partono leggermente favoriti, un paio di mesi di “cura” Mazzarri possono restituire compattezza ed entusiasmo a un ambiente, quello napoletano, pronto a tirare uno scherzetto non da poco da qui a fine febbraio.

Da vice-Campione d’Europa, l’Inter di Simone Inzaghi sfida invece l’Atlético Madrid del Cholo Simeone per un posto tra le magnifiche otto d’Europa. Grande ex della partita è proprio il tecnico dei Colchoneros, da un decennio sulla panchina dell’Atletico al quale sta cercando di dare un’anima meno “corto musista”; rovescio della medaglia è che l’Atlético non è più quel blocco di granito contro cui tutte le grandi del Vecchio Continente si sono schiantate negli ultimi anni.

I nerazzurri, presumibilmente, dovranno sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio degli spagnoli ma i meneghini possono fregiarsi dello scomodo titolo di “favoriti del pronostico”; non fosse altro, per il titolo di vice-Campioni d’Europa che i nerazzurri possono vantare ancora per qualche mese. Simone Inzaghi, sulla panchina dell’Inter, ha avuto la peggio in eliminazioni dirette di Champions solo contro il Liverpool di Klopp; la speranza è che, anche quest’anno, la Beneamata possa fare la voce grossa in Europa.

Se le italiane in Champions pescano malino, il sorteggio in Europa League ha retrogusto tutto sommato dolce per il contingente del Belpaese: la Roma di Mourinho è chiamata ironia della sorte, al terzo incrocio in tre anni con il Feyenoord di Arne Slot. I Capitolini, in ombra nella recente trasferta del Dall’Ara, sembrano però favoriti contro un Feyenoord che (come l’anno scorso) in visita all’Olimpico è già venuto una volta quest’anno per sfidare la Lazio di Maurizio Sarri. Favori del pronostico anche per il Milan, chiamato a giocarsi il play-off di Europa League contro il Rennes; il Diavolo ha forse in se stesso il proprio peggior nemico, ma la sensazione è che Leão e c.o abbiano tutte le carte in regola per aggirare un ostacolo insidioso, ma nel complesso abbordabile.

Michael Anthony D'Costa
Michael Anthony D'Costa
Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.

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