ESCLUSIVA – Emilia Boseica: “Juric è l’allenatore giusto al momento giusto”

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Dopo sportivi di ogni sesso ed età, allenatori e procuratori sportivi, abbiamo deciso per una volta di rivolgere il nostro sguardo al mondo “social” che circonda il gioco del calcio e abbiamo deciso di scambiare due chiacchiere con Emilia Boseica alias “Una bionda nel pallone“, grande appassionata di calcio e influencer tifosissima del Torino.
Come è nata la tua passione per il calcio in generale e nello specifico per il Torino? Da quanto segui la squadra granata?

Mi sono appassionata al calcio partendo proprio dal Toro: mio papà (tifoso del Toro da generazioni) mi portò a vedere un posticipo nella stagione 2010/11, a stagione già inoltrata; avevo 12 anni. Prese i biglietti nei distinti per tutta la famiglia. Io fino a quel momento ero completamente estranea al calcio, non mi piaceva granchè. Accettai l’invito del papà giusto per fare una nuova esperienza. Quando poi arrivai allo stadio e salì i gradini, appena fui dentro ebbi letteralmente un colpo di fulmine: mi impressionò e mi piacque tutto. Da quel momento in poi mi appassionai al toro, andando a vedere altre partite in quella stagione, compreso l’ultima valida per l’accesso ai play-off che non c’entrammo (Toro 0 – Padova 2). Mio papà si accorse poi di aver trovato una complice di tifo e dalla stagione 2011/2012 siamo sempre abbonati (che poi fu quella dell’ultimo anno in B con conseguente promozione in A con l’arrivo di Ventura). Da lì poi piano piano i miei orizzonti si sono ampliati anche sulle altre squadre, fino ad arrivare ad essere oggi: mi piace infatti definirmi “amante del calcio e tifosa del Toro”.

Cosa ti ha spinto a seguire il Torino attraverso i tuoi canali social? Da quanti anni persegui questa carriera?
Quando nacque Instagram condividevo le foto che andavo a fare con i giocatori quando c’erano le porte aperte agli allenamenti. Dopodichè il profilo l’ho usato in modo personale solo. Ho iniziato ad usarlo in tema più calcistico da 2 anni a questa parte: durante il semi-lockdown avevo iniziato a collaborare con dei canali Youtube facendo live calcistiche: a quel punto ho iniziato a farmi conoscere per la mia passione inerente al calcio e quindi la gente iniziava a seguirmi apposta per quello. Da lì ho deciso di condividere questa passione sui vari canali, inizialmente su Instagram e poi da un anno anche su Youtube. Il mio sogno nel cassetto è lavorare nel mondo del calcio, in modo particolare vorrei diventare una presentatrice di un programma calcistico. So che la strada è molto in salita e difficile: per questo mi sono chiesta da dove potessi partire ora. La risposta è stata dai mezzi che ad oggi abbiamo a disposizione, così ho iniziato a provare a sfruttare i vari canali.

Cosa vuol dire oggi essere una influencer che segue una squadra di calcio?
La definizione di “influencer” la lascio agli altri, non me lo dico mai da sola, ma ammetto che è bello poter essere un “punto di riferimento” nel mio piccolo. Questo ha tanti pregi, soprattutto quello di interfacciarsi e condividere una passione comune con tante persone. Il lato negativo è che purtroppo puoi andare ad intaccare in persone che ti dicono cattiverie gratuite sulla base di nulla. Accetto molto volentieri le critiche e i dialoghi costruttivi; non tollero invece chi insulta gratuitamente, solo per il piacere di farlo. E indubbiamente sui social questo lo vai a riscontrare. Fortunatamente per ora è stata una parte in minoranza. Sono molto legata alla mia community, per quanto piccola possa essere.

Come si svolge una tua giornata tipo? Quanto tempo dedichi alla creazione dei tuoi contenuti?
Le mie giornate girano letteralmente intorno al calcio. Oltre al Toro e alla Serie A seguo anche il calcio dilettantistico per lavoro, gestendo una pagina Instagram dedicata a questo. Nella struttura della mia quotidianità quindi, qualsiasi impegno vada a prendere, è in base a quando ci sono le partite, cosa ho da fare inerente a quello. A livello di contenuti penso che posso dare ancora di più: ho molte idee e molta voglia di fare. Alcuni sono progetti più piccoli altri progetti più “in grande”. Creare contenuti richiede effettivamente tempo, naturalmente il mio si concentra più nei giorni pre-post e durante la partita. Per fare tutto quello che vorrei probabilmente avrei bisogno di una giornata di almeno 72 ore.

Come vedi quest’anno la squadra di mister Juric? Secondo te potrà ambire all’Europa?
Juric mi piace molto, penso sia stato l’allenatore giusto al momento giusto. Questa ormai è la sua terza stagione, e penso ultima, sulla panchina granata quindi è obbligatorio a questo punto provare a puntare concretamente a qualcosa di importante. Non è detto che ci si arrivi perché naturalmente ci sono anche gli avversari, ma è doveroso provarci. Abbiamo dei buoni giocatori sulla carta: penso che la difesa sia solida con degli interpreti importanti come Buongiorno e Schuurs, e la certezza Rodriguez. A centrocampo siamo andati a mettere un po’ di muscoli con Tameze, ma abbiamo due giocatori di prospettiva cioè Ilic e Ricci. Da questi due mi aspetto tantissimo e purtroppo devo dirti che per ora mi hanno deluso, Ricci soprattutto. Ma voglio continuare ad essere fiduciosa. L’acquisto di Zapata ha portato qualità e questo lo dice il campo: è un attaccante degno di tale nome. In più Sanabria è una riserva-non riserva di qualità. Purtroppo è stato condizionato dall’infortunio ma spero torni presto ad essere quello dell’anno scorso. La trequarti poi è fondamentale per Juric: Vlasic è un signor giocatore, ma purtroppo lo stiamo ancora aspettando. Le aspettative su di lui sono altissime. Radonjic ha le qualità ma non la testa: dovesse trovare questa quadra farebbe finalmente il salto di qualità. Concludo poi con quello che secondo me è il nostro tallone d’Achille:gli esterni di centrocampo. Questi nel gioco di Juric sono importanti, però penso che siano deficitari e soprattutto discontinui. Bellanova è un giovane di prospettiva ma deve integrarsi, Lazaro l’anno scorso ha fatto un’ottima prima parte di stagione e mi auguro che si riconfermi anche quest’anno, Vojvoda purtroppo da quando Ansaldi è andato via che gli faceva effettivamente da maestro e dopo l’infortunio si è perso.. Soppy sono curiosa invece di scoprirlo. Che poi forse la discontinuità è un po’ una costante di alcuni giocatori, motivo per cui spesso non riusciamo a fare quel salto in più. Credo che le qualità sulla carta le abbiamo, sta a loro “applicarsi” per farle rendere e naturalmente al mister, che ha anche lui delle colpe cosi come dei meriti.

Quale è il giocatore che più ti ha colpito in questo inizio di campionato tra i granata? E nella Serie A in generale?
Le certezze come Buongiorno e Schuurs non le cito più ormai. Indubbiamente Zapata, è proprio bello vederlo giocare! Parlando più in generale, Pulisic del Milan ha avuto un ottimo inizio. Retgui anche sta facendo molto bene a Genova e sta soddisfando le alte aspettative. Gudmundson sta crescendo sempre più e sta diventando certezza. Un altro profilo che mi è piaciuto è Alvqmist del Lecce. Sono profili tra l’altro che ho anche scelto nei miei vari fantacalcio (ne faccio 6 di cui uno di Eurolega… non chiedermi come). Ci sono molti profili secondo me da tenere d’occhio e che potranno venir fuori nel corso del campionato.

Ultima domanda: dove possiamo seguirti e vedere i tuoi contenuti?
Sono su qualsiasi social praticamente: Instagram è quello che uso di più e mi potete trovare col nickname emilly18_9, così come su TikTok che è in fase di sviluppo. Oppure su Youtube il nome del mio canale è “Una bionda nel pallone”.

Stefano Pellone
Stefano Pellone
Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.

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