La Coppa dei Rancori (gironi E-H): alla Lazio un girone da (vecchi) incubi. Il Milan tra ex-amici e vecchi rivali

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Archiviata una sosta per le Nazionali dal sapore agrodolce, la stagione 2023/2024 entra nel vivo. Il Belpaese ha appena visto andare in archivio un week-end di Serie A niente male, ma il gioco si appresta a farsi ancora più interessante: parte infatti domani la Fase a Gironi della Champions League.

Per l’ultima volta, stante il cambio di format in vigore dal 2024, le magnifiche 32 sono divise in 8 gironi; osservandone la composizione balzano agli occhi numerosi dejà-vu e/o vecchi conti in sospeso che la Coppa dalle Grandi Orecchie sembra voglia dare la chance di regolare.

Quasi che più che una Coppa dei Campioni, sia una Coppa dei…Rancori.
Dopo aver analizzato i primi 4 gironi, diamo un’occhiata ai raggruppamenti dall’E al H.

GIRONE E: Feyenoord, Atlético Madrid, Lazio, Celtic Glasgow

Per la Lazio, inserite nel Girone E, servirebbe forse un approfondimento a parte; Atlético Madrid, Feyenoord e Celtic, purtroppo, evocano solo cattivi ricordi ai Capitolini se parliamo di storia contemporanea.

Lazio-Feyenoord è il caso più recente. I Rotterdammers sono ospiti dei biancocelesti nella 1/a giornata della Fase a Gruppi di Europa League 2022/2023: mezz’ora di Lazio scintillante e il tabellone recita 3-0 per i locali, per la gioia di un pubblico in estasi. Purtroppo, però, l’Europa League della Lazio finisce pressappoco al 30’ del match con gli olandesi: al 4-2 dell’Olimpico fanno seguito infatti più bassi che alti (tra cui un 1-5 in Danimarca contro il Midtjylland), così che Feyenoord-Lazio alla 6/a giornata è di fatto uno spareggio qualificazione. Al de Kuip i ragazzi di Sarri cadono 1-0 per il rocambolesco gol di Giménez: olandesi avanti, Lazio retrocessa in Conference League.

Paradossalmente più allegro il precedente del 1999: Feyenoord vittorioso all’Olimpico 2-1 e capace di strappare 4 punti sui 6 a disposizione alla Lazio di Eriksson che, però, contrariamente ai biancorossi supererà il 2/o Girone di Champions League.

Lazio-Celtic Glasgow: l’unico precedente tra laziali e scozzesi è quello dell’Europa League 2019/2020, stagione nella quale i biancocelesti canalizzarono il massimo delle proprie energie sul percorso nazionale. Accade quindi che anche un girone di Europa League con Celtic Glasgow, Rennes e Cluj si riveli ostico e che, in particolare, il Celtic riesca a piegare in rimonta la Lazio di Simone Inzaghi a Celtic Park come all’Olimpico. Scozzesi vincitori del girone, ai danni di una Lazio che quel gruppo lo chiuderà mestamente al terzo posto dietro anche ai romeni del Cluj.

Detto dei rovesci con Feyenoord e Celtic, non va meglio di recente con l’Atlético Madrid che nel 2011/2012 spazza via senza troppi patemi la Lazio di Eddy Reja. A Roma Klose illude i locali, piegati 3-1 in rimonta dai Colchoneros che si ripetono in Spagna (1-0) e si involano verso la vittoria del trofeo, che arriverà grazie al  3-0 in Finale sull’Athletic Bilbao. Diverso il ricordo della sfida con i biancorossi in Semifinale di Coppa UEFA, quando nel 1998 un gol di Jugović in Spagna decise di fatto la doppia sfida in favore dei Capitolini.

Guardando ad altri incroci, solo Atlético-Celtic ha già qualcosa da raccontare: in questo caso la storia sorride agli spagnoli, vittoriosi in tre precedenti tra i quali spicca la semifinale di Coppa dei Campioni 1975 chiusasi ad appannaggio dall’Atlético a valle di un doppio incrocio ad alta tensione chiusosi sull’2-0 per i biancorossi.

Gruppo F: Paris Saint-Germain, Milan, Borussia Dortmund, Newcastle

Dei ritorni di Donnarumma e di Tonali a San Siro si è parlato lungamente; il gruppo F, in realtà, presenta nel menù anche qualche interessante déjà-vu.

Milan-Borussia Dortmund, ad esempio, è una sfida che inizia nel 1958 con i rossoneri carnefici del BVB ai quarti di Finale di Coppa dei Campioni; silenzio fino alla semifinale di Coppa UEFA 2001/2001 quando il Borussia di Márcio Amoroso spazzò via il Milan di Carlo Ancelotti imponendosi 4-0 in Germania ed uscendo sconfitto ma qualificato da San Siro (ko 1-3). Un paio di anni più tardi, nei Gironi della Champions che il Milan farà sua a Manchester, oltre alla Coppa arriverà la rivincita per il Diavolo che supererà la 2/a fase a gironi con il Real Madrid ai danni proprio del Borussia Dortmund.

La sfida con il Paris Saint-Germain ha, negli album dei ricordi rossoneri, due precedenti a cavallo tra vecchio e nuovo Millennio: il primo è datato 1995, ed è la Semifinale di Champions che vede i rossoneri sbancare il Parco dei Principi con un gol di Boban al 91’ per poi ripetersi a San Siro con un secco 2-0 (doppietta di Savićević) guadagnandosi il pass per la Finale di Vienna (dove Kluivert affondò i rossoneri regalando il trofeo all’Ajax). Nella stagione 2000/2001, invece, Milan e Paris Saint-Germain si trovano di nuovo di fronte nella 2/a fase a Gironi: ne scaturisce un doppio pari che non fa felice nessuno, stante l’eliminazione di entrambe in favore di Deportivo de La Coruña e Galatasaray.

Non figurano trascorsi tra Milan e Newcastle, mentre nel corso della sua recente ascesa il Paris Saint-Germain ha avuto modo di incrociare il Borussia Dortmund già due volte: nel 2011/2012 francesi e tedeschi sono nel girone J di Europa League e nonostante il doppio pareggio saranno i transalpini a superare il turno assieme al Siviglia.

Qualche anno più tardi, stagione 2019/2010, il palcoscenico è più prestigioso ma l’esito è lo stesso: Håland piega il PSG, che va al tappeto 2-1 ma riesce a strappare il pass per i Quarti grazie al 2-0 griffatto Neymar-Bernat nel return-match del Parco dei Principi.

Girone G: Manchester City, Lipsia, Young Boys, Stella Rossa

Pioggia di gol nei due unici precedenti in Champions League tra Manchester City e Lipsia, ai Gironi di Champions League nel 2021/2022: a Etihad non basta un tripletta di Nkunku ai tedeschi, che affondano 3-6 e non riescono a farsi bastare nemmeno il successo per 2-1 dell’ultima giornata per strappare il pass per gli Ottavi di Finale, che invece gli inglesi si godono assieme al Paris Saint-Germain.

Storia diversa, ma non meno entusiasmante, quella che ha visto affrontarsi già in due circostanze Stella Rossa e Young Boys: una contro l’altra nei preliminari dell’edizione 2004/2005, le due contendenti sono protagoniste di un pirotecnico 2-2 con il gigante serbo Nikola Žigić che annulla il momentaneo 2-0 degli elvetici e al ritorno prende parte al 3-0 con il quale i balcanici estromettono gli svizzeri dalla Champions League.

Quindici anni più tardi cambiano i protagonisti, ma non il risultato: nel 2019/2020 in Svizzera è nuovamente 2-2 nell’andata dei playoff di Champions, a premiare la Stella Rossa questa volta è un più modesto 1-1 interno che vale comunque i Gironi di Champions League.

Girone H: Barcellona, Porto, Shakthar Donetsk, Anversa

La Fase a Gironi è chiusa dal Girone H, dove troviamo una semi-debuttante e tre squadre che tra di loro si conoscono a menadito; tornati a calcare i palcoscenici europei a distanza di 30 anni, i belgi dell’Anversa sono la new-entry in un girone denso di precedenti.

Ben otto le sfide già disputate tra Barcellona e Porto: la prima volta (Coppa UEFA 1972/1973) i lusitani estromisero i catalani imponendosi 3-1 in Portogallo ed espugnando 1-0 il Camp Nou ai 32esimi di Finale. I blaugrana si presero la rivincita un decennio più tardi, quando agli Ottavi di Coppa dei Campioni 1985/1986 eliminarono i portoghesi tra mille sofferenze: 2-0 spagnolo al Campo Nou, 3-1 per il Porto (tripletta di Juary) al ritorno e Barça avanti per i gol in trasferta. Ridono i catalani anche più avanti, quando nel 1994 eliminano il Porto in semifinale di Champions con un netto 3-0 mentre nel 1999/2000 nonostante il doppio successo spagnolo entrambe le compagini superano il girone di Champions.

Diverso, fisiologicamente, lo score con gli ucraini dello Shakthar per i portoghesi: i lusitani hanno la meglio ai Quarti della Coppa delle Coppe 1983/84. Nel 2011/2012 Porto e Shakthar sono 1/a e 2/a testa di serie del proprio girone di Champions, ma terminano terza e quarta dietro ad APOEL Nicosia e Zenit San Pietroburgo; il doppio incrocio premia il Porto, che centra gli unici due successi in quel girone e si accaparra il premio di consolazione, ossia il 3/o posto finale.

Qualche anno più tardi, nel 2014/2015, le due sfide terminano in parità ma in questa circostanza agli Ottavi di Champions vanno entrambe, con buona pace di Athletic Bilbao e BATE Borisov.

In ultimo, Barcellona-Shakthar Donetsk. Come il Porto, anche il Barcà estromise gli ucraini ai Quarti di Coppa delle Coppe, in questo caso nel 1978/1979 (3-0 e 1-1). Diversi anni più tardi le due compagini si ritroveranno ai Gironi di Champions League centrando in due diverse occasioni un successo a testa: nel 2004/2005 (3-0 Barca al Camp Nou, 2-0 ucraino nel return-match) e nel 2008/2009 (doppio blitz esterno in questo caso: per 2-1 del Barcellona, per 3-2 al ritorno in favore dello Shakthar), con lo Shakthar che in entrambi i casi non riuscirà però ad accompagnare il Barcellona agli Ottavi di Champions.

Quando, nel 2010/2011, gli ucraini arrivano addirittura ai Quarti di Finale (dopo aver eliminato la Roma agli Ottavi) la sfida con il Barcellona si rivela senza storia: 5-1 catalano al Camp Nou, bissato da un 1-0 in trasferta nel return match.

Insomma, non c’è che dire; a valle di questa lunga carrellata si ricava che di calcio le 32 invitate al gran ballo della Champions ce ne hanno regalato tanto, e tanto altro ce ne regaleranno in futuro. A noi, fortunatamente, non resta che metterci comodi sul divano e attendere l’avvio del prossimo giro di Valzer.

Michael Anthony D'Costa
Michael Anthony D'Costa
Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.

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