Right here, right now: top AEW 2021. Un vero anno di Wrestling

AEW nel 2021: un anno da top Wrestling. Quando si parla di AEW dinanzi ad un’annata meravigliosa per qualità offerta e un tempo impensabili rinforzi nel roster (basta citare Andrade, Malakai Black, Bryan Danielson, CM Punk e Adam Cole, senza scordare Christian Cage e Kyle O’Reilly) risulta pressochè impossibile trovare evidenti punti deboli.

Tantissimi meriterebbero di essere citati tra i top: da Kenny Omega, ottimo in versione heel e protagonista di sfide indimenticabili regnando in giro per il mondo con le cinture di campione assoluto di tre federazioni contemporaneamente, Adam Page, un fenomeno del ring, i vari protagonisti della federazione nel presente e futuro come Darby Allin e Jungle Boy, gli spettacolari Lucha Brothers e molti altri. Ho fatto una personale citazione dedicata a chi mi ha impressionato sopra la media per alcune ragioni.

STING: vederlo lottare, correre, volare, divertirsi e divertire è una gioia impagabile per chiunque segua il wrestling in ogni angolo del pianeta Terra. A 61 anni scrive ancora pagine di storia della disciplina, andando ben oltre i brividi del suo esordio inatteso a “Winter is coming 2020”. Giusto affiancarlo a Darby Allin, un’icona al fianco di uno dei giovani pilastri AEW. Darby sta vivendo una fase di stallo dopo un anno da protagonista con il titolo TNT, le sconfitte con CM Punk e MJF ne hanno rallentato l’ascesa, Sting non indietreggia di un centimetro, mettendosi in mostra come protagonista e non mero spettatore nei match tag – team.

MJF: da una leggenda che sembra un ragazzino ad un giovane capace di passare per veterano. Non ha conquistato ancora una cintura in AEW anche se è l’unico padrone dell’anello di diamanti da tre anni, eppure MJF è un autentico top della federazione. Nei match da singolo è quasi imbattibile (finora soltanto Moxley e una volta Jericho ci sono riusciti e con finali rocamboleschi), al microfono è praticamente da clonare (da standing – ovation i 22 minuti di faccia a faccia verbale con CM Punk), tra i migliori heel mai visti ed erroneamente sottovalutato sul ring, come testimoniato dall’ottima prova tecnicamente parlando offerta contro Allin.

BRYAN DANIELSON: è “solo” arrivato a settembre, eppure ha già offerto tre match a cinque stelle destinati a far già parte degli annali della disciplina. In ogni match non si risparmia, mette in mostra un immenso repertorio di tecnica, dinamismo, resistenza e forza con pochissimi eguali nel mondo, oltre alle infinite prese di sottomissione. La versione spocchiosa aggiunge quel pizzico di rabbia e presunzione che rendono il personaggio ancora meno prevedibile. Autentico fenomeno del quadrato, non era finito, ne aveva ancora e quanta…

YOUNG BUCKS: ci troviamo dinanzi al miglior tag – team al mondo da un po’ di tempo a questa parte, sul ring lo hanno ripetutamente dimostrato. Il match nella gabbia contro i Lucha Brothers, nonostante la perdita delle cinture che diventa quasi un dettaglio dinanzi a tanta manna dal cielo, rientra tra i migliori match mai visti. Anche in AEW hanno fatto il turn heel, riuscendo a diventare antipatici e opportunisti in maniera tanto disinvolta quanto efficace. L’Elite e la Super Click registreranno forse uscite di scena o scissioni, troppi galli nel pollaio e inevitabili gelosie / incomprensioni, il futuro potrebbe riservarci un qualcosa mai visto negli Usa e Giappone. Sul ring mai il compitino, sempre un valore aggiunto, al microfono protagonisti altrettanto credibili e mai banali.

TUTTA LA DIVISIONE FEMMINILE: dalla nascita della federazione è stata considerata per molto tempo l’anello debole del roster, per ragioni numeriche e di qualità. Con il passare dei mesi le atlete hanno dimostrato grandi miglioramenti frutto di un impegno costante in palestra e in allenamento, offrendo match di valore sia sotto il profilo tecnico che per gli amanti dei duelli più estremi (da applausi anche lo street match che ha visto coinvolte Penelope Ford e The Bunny contro Tay Conti e Anna Jay). La Dottoressa Britt Baker si è caricata sulle spalle la divisione, diventando il primo vero personaggio femminile e rappresentando in prima linea i progressi propri e delle colleghe. Thunder Rosa, Serena Deeb, Tay Conti e il rientro dal lungo infortunio di Kris Statlander hanno innalzato il livello di competitività e caratura tecnica, l’arrivo di Ruby Soho e la crescita di Jade Cargill (incantevole come impatto, da valutare sul ring nel medio – lungo termine come prima campionessa TBS) non hanno fatto altro che consolidare un processo di lavoro comune e condiviso.

AEW nel 2021: un anno da top Wrestling.