Pallone in soffitta – Hugo Maradona (1969-2021): l’ombra discreta del Pibe

Hugo Maradona è morto questa mattina nella provincia napoletana, all’età di 52 anni. L’ex calciatore argentino, fratello minore di Diego, è rimasto vittima di un arresto cardiaco nella sua abitazione. Un tragico evento che segue di poco più di un anno la scomparsa del Pibe de Oro, all’ombra del quale ha cercato di dare ugualmente forma alla propria carriera calcistica.

Il fratellino

Nato come Diego a Lanús, nel 1969, Hugo Hernán Maradona ha fatto parte delle rappresentative giovanili argentine con buon profitto. Pure lui formatosi nell’Argentinos Juniors e centrocampista di inclinazione offensiva, arriva in Italia nell’estate 1987 acquistato proprio dal Napoli dove milita il Mito. “Huguito” è giovanissimo, però trova spazio nell’Ascoli del presidentissimo Costantino Rozzi in prestito gratuito, nell’ambito dell’operazione che coinvolge Carannante e Celestini. Per molti è un’autentica incognita: altri, con facile cattiveria, sostengono che sia nulla di più che “il fratello di” e che quello sia l’unico motivo del suo trasferimento in Serie A.

Castagner: “Una sorpresa”

A suo favore, l’allenatore Ilario Castagner. Il quale, nel ritiro precampionato di Norcia, lo valuta e ne rimane favorevolmente impressionato: “Per me è stata una sorpresa. Non conoscevo il ragazzo e all’inizio l’ho guardato con molta attenzione. In campo dimostra di possedere eccellenti qualità tecniche e stilistiche, deve migliorare sul piano tattico. Hugo ha dei colpi formidabili e sta vincendo lo scetticismo che lo ha accompagnato in Italia“.

Rozzi: “Farà faville!”

Perora la sua causa anche il presidente marchigiano Costantino Rozzi: “Hugo non è una scommessa, ma un grande giocatore. Abbiamo fatto un affare a prenderlo e vedrete che in campionato farà faville, specie quando l’intesa con Casagrande sarà a puntino. Maradona è un giocatore di classe superiore, potenzialmente simile al fratello Diego. Intanto, il nostro Hugo è… più bello!“. Insomma, l’entusiasmo ad Ascoli c’è. Eccome. La realtà dei fatti smentirà tuttavia le aspettative del club bianconero. 

Giramondo

13 presenze in campionato, spesso e volentieri a gara in corso, non vedranno incidere “El Turco” nel campionato italiano. Il quale si rifarà in Spagna con un buon biennio al Rayo Vallecano. La successiva comparsata agli austriaci del Rapid Vienna – appena tre partite giocate – lo allontana definitivamente dal calcio europeo: Maradona ha appena 21 anni. Le parentesi più fruttuose le vive in Venezuela nel 1990-91 con il Deportivo Italia e poi in Giappone con PJM Futures e Consadole Sapporo, dove diventa un idolo a suon di gol. Chiude con il professionismo in patria nel modesto Almirante Brown, appena trentenne. 

Napoli, fino alla fine

Hugo rientra in Italia e sposa una donna napoletana, stabilendosi dapprima a Bacoli lavorando come allenatore a livello locale in alcune società. Questa mattina gli è stato fatale un arresto cardiaco, a Marina di Procida: segue la morte del fratello Diego di un annetto. Prima di approcciarsi alla Serie A, ancora ragazzo, aveva manifestato idee molto chiare in un’intervista a La Stampa: “Sono semplice, modesto. Paragoni con Diego è inutile farne, lui è troppo bravo. Io cerco solo di conquistare il mio spazio, e dimostrare solo che c’è posto anche per me. Sogno di raggiungere la Nazionale argentina“. Una casacca che Huguito non è riuscito a raggiungere, ma c’è da starne certi: ora troverà Diego pronto a regalargliene una, per giocare ancora insieme come ai tempi di Villa Fiorito, in quei prati sconfinati che nessuno conosce. Buon viaggio, Hugo.