Lionel Messi come ripagherà al PSG lo stipendio da 95 milioni complessivi?

Dopo le trattative andate in porto, ora per Lionel Messi arriva il momento di scendere in campo per il Paris Saint-Germain e ripagare l’investimento che Nasser Al-Khelaïfi farà per i prossimi due anni. Il calcio è ovviamente divertimento e i tifosi, anche quelli neutrali, si divertiranno senza dubbio vedendo l’argentino giocare con il suo amico brasiliano Neymar. Tuttavia il calcio è anche business e a volte c’è il bisogno di trattarlo da tale.

Il portafogli del club parigino lo sa benissimo. Malgrado l’operazione Messi-PSG sia anche un modo per pubblicizzare indirettamente Qatar 2022, è prima di tutto un grande investimento che nel tempo si spera possa fruttare. A nessuno piace perdere soldi, anche se in questo caso si tratta di persone anche fin troppo ricche.

LO STIPENDIO DI LIONEL MESSI

I 70 milioni di euro netti in due anni e i 25 milioni di bonus alla firma hanno convinto Lionel Messi a trasferirsi a Parigi. Molti soldi, per la precisione 95 milioni, ai quali però potrebbero aggiungersi vari bonus, relativamente non degni di nota, e altri 35 milioni di euro qualora si sfruttasse la clausola di rinnovo per una terza stagione. Queste cifre nel tempo come verranno ripagate dalla Pulce?

LE MAGLIE VENDUTE

C’è chi pensa che bastino solo le vendite delle magliette per far rientrare un anno di stipendio nel caso di giocatori così famosi. Effettivamente la numero 30 del PSG è richiestissima attualmente, se guardiamo le stime fatte da Olé, che si aggirerebbero attorno ai 100 milioni di euro nei primi tre giorni dall’annuncio.

Questi ricavi, e non guadagni, come qualcuno vuol far credere, però non vanno tutti al Paris Saint-Germain. Dietro a una maglia c’è un costo di fabbricazione che il produttore recuperare. Negli 80-100 euro spesi dai tifosi spendono per acquistare tale articolo ci rientrano anche le imposte e il guadagno del singolo negozio, fisico o virtuale.

Il ricavo viene quindi diviso. Circa il 50% va sempre allo sponsor tecnico, in questo caso Nike, per coprire costi di produzione e le spese fatte per sponsorizzare lo stesso club, in questo caso il PSG. La nota marca di vestiti e la squadra parigina due anni fa hanno siglato un contratto di sponsorizzazione di 90 milioni di euro a stagione valido fino al 2032.

QUANTO INTASCA IL PARIS SAINT-GERMAIN?

La restante metà viene tagliata in fette abbastanza piccole tra lo Stato, il club, e il punto vendita. Il primo si intasca l’IVA, che in Francia è al 20% per questo tipo di prodotto. Il secondo prende una percentuale decisa dallo sponsor, che varia dal 15% al 20% solitamente. Il terzo invece può mettere nelle proprie casse quello che rimane.

Infine esiste anche un’ultima variabile, la royalty. Questa specie di clausola sui contratti di sponsorizzazione, parlando in maniera impropria ma semplice, obbliga i club a lasciare il 100% dei ricavi in mano al produttore fino ad arrivare a una soglia, pattuita in precedenza, di maglie vendute. Quando si tratta di giocatori “attraenti” da questo punto di vista gli sponsor, normalmente, richiedono di apporre le royalties sui contratti. Non fatichiamo a immaginare che Nike si sia mossa in questo modo dopo l’annuncio ufficiale di Lionel Messi.

Facendo due conti, i 100 milioni di ricavo corrisponderebbero a un guadagno massimo compreso tra i 15 e i 20 milioni. Questo ovviamente senza contare eventuali royalties, clausole di qualsiasi altro genere o errori di calcolo della testata argentina Olé.

LA CHAMPIONS LEAGUE

Se la vendita delle maglie non basta, al massimo può contribuire, ci sono altri fattori con cui Lionel Messi potrebbe nel corso di questi due anni ripagare la fiducia. Un esempio sarebbe vincere magari la Champions League a maggio 2022. I trofei sono una delle maggiori fonti di guadagno per i club, ma una UCL basterebbe per rientrare dal costo di questa operazione faraonica?

La scorsa stagione le due finaliste europee, Chelsea e Manchester City, hanno intascato queste cifre:

RICAVI DEL MANCHESTER CITY
  • Bonus partecipazione: 15,25 milioni di euro;
  • Ranking storico: 25,5 milioni;
  • Bonus risultati: 15,6 milioni;
  • Market pool: 20,8 milioni;
  • Bonus ottavi: 9,5 milioni;
  • Bonus quarti: 10,5 milioni;
  • Bonus semifinale: 12 milioni;
  • Bonus finale: 15 milioni;
  • TOTALE: 124,1 milioni.
RICAVI DEL CHELSEA
  • Bonus partecipazione: 15,25 milioni di euro;
  • Ranking storico: 31,0 milioni;
  • Bonus risultati: 13,5 milioni;
  • Market pool: 13,9 milioni;
  • Bonus ottavi: 9,5 milioni;
  • Bonus quarti: 10,5 milioni;
  • Bonus semifinale: 12 milioni;
  • Bonus finale: 15 milioni;
  • Bonus campione: 4 milioni;
  • TOTALE: 124,7 milioni.

Nonostante i londinesi abbiano poi portato la coppa a casa, i bonus variabili hanno equiparato i ricavi. Il Chelsea ha avuto circa 5 milioni di euro in più per i ranking storico, dato dalla Champions vinta nel 2012, mentre il Manchester City ha potuto godere di 7 milioni in più per il marketing pool, dato da un brand attualmente più grande.

È quindi probabile che anche il PSG guadagni circa 120 milioni, qualora vincesse questo torneo nella stagione imminente, euro più, euro meno. E teoricamente basterebbero per pagare lo stipendio per tutti e tre gli anni, bonus alla firma compreso. Ma gli altri giocatori? In squadra ci sono anche altre spese, quindi la vittoria della coppa dalle grandi orecchie andrebbe comunque suddivisa per tutti gli atleti in rosa. Nella pratica nemmeno questo sarebbe abbastanza per cogliere i frutti dell’investimento fatto.

ESPANSIONE DEL BRAND

Citando il Manchester City, si tocca il discorso dell’espansione del brand. Già abbiamo parlato della rivalità tra le dirigenze dei citizens e del PSG, che sono però due club molto simili. I fiumi di denaro speso a ogni finestra di mercato hanno inevitabilmente portato a una fama mondiale, più o meno voluta, queste aziende.

L’acquisto di Lionel Messi, il miglior giocatore degli ultimi 15 anni assieme a Cristiano Ronaldo, non farà altro che aumentare ancora di più questa fama tra i tifosi neutrali. Sarebbe molto curioso poter intervistare tutti coloro che hanno comprato la maglia dell’astro argentino e scoprire in quanti sono tifosi del Paris Saint-Germain e quanti solo fan di Lio.

L’espansione del brand ovviamente non serve solo per avere un bacino di compratori di magliette più largo, ma anche per attirare sponsor, quindi soldi per pubblicizzare un’altra azienda. Basti solo pensare che fino al 2019 Nike pagava 25 milioni di euro di sponsorizzazione al PSG, oggi invece le cifre sono triplicate.

L’effetto Neymar ha fatto il suo corso e così lo farà anche l’effetto Messi nei prossimi anni con altri contratti di patrocinio che col tempo si aggiungeranno al piatto ricco. Attualmente il main sponsor ALL paga più di 50 milioni di euro a stagione per apparire durante le partite sul petto di ogni giocatore del PSG. L’accordo tuttavia nel 2022 dovrebbe scadere e non si deve escludere, visto l’arrivo di Messi, una nuova offerta al rialzo.

SOCIOS.COM

L’aumento di tifosi o comunque simpatizzanti scaturisce un aumento dell’interesse da parte delle TV, che offrono somme sempre più ingenti per vincere all’asta dei diritti. Su quello comunque abbiamo già le idee abbastanza chiare di come funzioni. È probabilmente più interessante analizzare un’altra fonte di guadagno che in questo contesto storico sta prendendo sempre più piede, i socios, ossia tifosi che diventano a tutti gli effetti dei mecenati.

La pandemia ha obbligato i club a reinventarsi per trovare nuovo capitale e sopravvivere. C’è chi ha pensato di lanciare una Superlega, chi invece ha puntato sull’aiuto della propria tifoseria e chi infine ha fatto entrambe le cose, come Barça, Inter e Juventus.

Il secondo caso è quello a cui appartiene il Paris Saint-Germain, affidatosi a Socios.com, una compagnia che gestisce una piattaforma di engagement che si occupa di lanciare Fan Token. Detto in parole povere, grazie a questa piattaforma i tifosi possono convertire dei soldi veri in tokens (gettoni) da inviare alla propria squadra del cuore, aiutandola economicamente. In cambio di questi aiuti i tifosi ricevono dei regali speciali, come merchandising di ogni genere, biglietti dello stadio gratuiti, incontri con i calciatori.

STIPENDIO PAGATO DAI TIFOSI

Secondo quanto riportato dallo stesso Paris Saint-Germain, è previsto che una parte dello stipendio di Lionel Messi sia pagato grazie ai Fan Token. In molti tifosi avevano già aderito a questa iniziativa anche prima dell’arrivo dell’alieno argentino. Ora si pensa che altri ancora possano aderire. Quindi se Messi farà divertire molto il proprio pubblico, aiuterà anche la dirigenza parigina a recuperare il denaro speso per lui.

Le opzioni perché l’investimento di 95 milioni su Lionel Messi sia fruttuoso sono molte, ma tutte devono coesistere, perché una rondine non fa primavera. Le maglie vendute da sole non bastano, così come i premi derivanti dai trofei. Le sponsorizzazioni e i diritti TV sono preziosissimi così come i Fan Token, i biglietti dello stadio (Covid-19 permettendo) e tutto ciò che può far guadagnare al club.