EUROTONFI – #37: Napoli, la remuntada è solo sfiorata. Il Lipsia passa con il brivido

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Seconda competizione europea per club, per un decennio la Coppa UEFA ha avuto le sembianze della Coppa Italia: 8 vittorie, 10 finali, 4 “derby” in finale tra l’89 e il ’99 per il calcio tricolore, che in Coppa UEFA sprigionava lo strapotere di un Campionato all’epoca saldamente ai vertici del calcio continentale.
Nel nuovo Millennio, però, questo feeling si è bruscamente interrotto: da doppione della Coppa Italia, la Coppa UEFA si è tramutata in genitrice di amarezze e cocenti delusioni, che ci apprestiamo a raccontare nella speranza di vedere presto interrotto un digiuno divenuto oramai ventennale.

Fiero avversario della Juventus di Massimiliano Allegri, il Napoli di Maurizio Sarri ha letteralmente fatto innamorare un città, e in generale molti amanti de football. Spettacolare nella sua produzione di calcio e al contempo capace di lottare per posizioni di primissimo piano in Italia, il club azzurro ha avuto però il suo unico neo nel cammino europeo intrapreso sotto la guida dell’attuale tecnico della Lazio: tra le notti di Coppa più tristi, quella in casa con il Lipsia che ha generato una bruciante eliminazione ai Sedicesimi di Europa League nella stagione 2017/2018.

LA SQUADRA: NAPOLI
Gli Azzurri ripartono dal 3/o posto finale della stagione 2016/2017. In estate la rosa a disposizione del tecnico toscano, ormai incentrata su un undici titolare più che ben definito, subisce pochi cambiamenti: Ounas e Mário Rui vestono azzurro, mentre in estate salutano tra le seconde linee Strinić (alla Sampdoria) e Pavoletti (Cagliari). L’undici titolare è ben definito, come anticipato, e quasi di quelli recitabili a memoria come con il calcio di qualche generazione fa: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam (poi infortunatosi e sostituito da Mário Rui), Allan, Jorginho, Hamšík, Callejón, Mertens, Insigne. Zieliński, Diawara, Milik e Rog tra i ricambi di spesso nella rosa del tecnico toscano/napoletano.

Il Napoli e il sarrismo si prendono in Campionato molto velocemente le pagine principali dei giornali, anche grazie alle 8 vittorie registrate nelle prime 8 uscite; è l’Inter di Spalletti a frenare gli Azzurri al San Paolo, che riprendono poi la propria marcia salvo poi capitolare in casa difronte agli odiati rivali juventini con un gol, ironia della sorte, del grande ex Gonzalo Higuaín. Il Napoli, che prima dello scontro diretto con i bianconeri guidava la classifica con due lunghezze di margine sull’Inter e quattro sui torinesi, dopo lo sgambetto del Pipita vede la Juventus dimezzare lo svantaggio e l’Inter mettere la freccia grazie al roboante 5-0 al ChievoVerona. I nerazzurri, differentemente dalle altre due rivali, rallentano il passo e alla fine del girone di andata la lotta al titolo sembra diventare un tête-à-tête: a comandare è il Napoli, che al giro di boa è primo con 48 punti, ma i bianconeri Campioni d’Italia tallonano i ragazzi di Sarri svoltando l’angolo con 47 punti nel fienile a fine 2017. Nel girone di ritorno, come in quello di andata, l’abbrivio è da urlo per Hamšík e co: grazie a 5 vittorie consecutive, spesso roboanti e spettacolari, i ragazzi di Sarri arrivano da primi della classe alla sfida di andata dei Sedicesimi di Europa League con il Lipsia.

Europa League alla quale, in realtà, il Napoli partecipa suo malgrado: dopo il playoff brillantemente superato con il Nizza di Mario Balotelli (doppio 2-0), l’urna dell’UEFA disegna un raggruppamento con Manchester City, Shakthar Donetsk e Feyenoord per gli Azzurri. Il group stage sembra alla portata del Napoli, che però perde 2-1 all’esordio in Ucraina con lo Shakthar di Paulo Fonseca; la sconfitta mette subito in salita il cammino del Napoli, che liquida 3-1 il Feyenoord al San Paolo ma perde entrambi gli scontri diretti con i Citiziens (1-2 all’Etihad, 2-4 al San Paolo). Alla 5/a giornata, vincendo 3-0 con lo Shakthar, il Napoli si assicura il vantaggio negli scontri diretti con gli ucraini in una classifica che recita: City 15, Shakthar 9, Napoli 6, Feyenoord 0. Vincere al de Kuip non sembra un’impresa impossibile per il Napoli, che però deve confidare in una vittoria del City ampiamente qualificato in Ucraina: Zieliński sblocca subito la contesa in Olanda, ma nel freddo di Kharkiv lo Shakhtar si regala due reti di vantaggio sul Manchester City nella prima mezz’ora. Dovendo confidare nel successo del City le speranze del Napoli si riducono a un lumicino, con gli Azzurri che di fatto mollano mentalmente la presa; il Feyenoord, con l’unica pretesa di onorare l’ultima gara casalinga di Champions, rimonta 2-1 gli Azzurri costringendoli a un inatteso 3/o posto finale.

L’AVVERSARIO: LIPSIA
Vertiginosa l’ascesa del Lipsia, guidato dal gruppo Red Bull, che dopo una lunga serie di promozioni nel 2016/2017 si regala la Bundesliga; la 1/a annata tra i grandi è incredibile per i ragazzi di Hasenhüttl, che chiudono al 2/o posto alle spalle del Bayern regalandosi la prima qualificazione europea. Determinati a render dura la vita al Bayern, i dirigenti del Lipsia non badano a spese nella sessione estiva 2017/2018: Bruma arriva per 12,5 M € dal Galatasaray a rinfoltire il fronte offensivo assieme al talentuosissimo Jean-Kévin Augustin pagato 13 M di euro al Paris Saint-Germain (oggi finito a Nantes ma all’epoca colpo assai interessate del Lipsia). In mediana arrivano Kampl (20 milioni di euro al Bayer Leverkusen) e Laimer dai cugini del Salisburgo (costato 7 milioni di euro) mentre il giovane svizzero Mvogo costa 5 milioni (versati allo Young Boys) e Konaté (aquistato quest’estate dal Liverpool) in difesa arriva invece a parametro zero.

La rosa del Lipsia è di tutto rispetto: oltre ai nuovi acquisti in rosa trovano posto elementi del calibro di Upamecano, Timo Werner, Marcel Sabitzer, Yussuf Poulsen, Emil Forsberg, solo per citare i calciatori più di talento a disposizione di Hasenhüttl. Dopo la caduta per 2-0 di Gelsenkirchen all’esordio il Lipsia infila presto un buon rendimento in Bundesliga, dando l’impressione assieme al Borussia Dortmund di poter pestare i calli al Bayern almeno in avvio di Campionato; la sfida dell’Allianz Arena alla 10/a giornata lo scontro diretto si chiude però con un secco 2-0 per i bavaresi griffato dalle reti di James Rodríguez e Lewandowski nel primo tempo.

Il vero disastro, però, arriva tra gennaio e febbraio quando il Lipsia mette insieme 1 vittoria, 3 pareggi e 3 sconfitte a cavallo tra 2018 e 2019; dall’essere 2/o a 3 punti dal Bayern il club di Hasenhüttl si trova 5/o in classifica a 18 lunghezze dai bavaresi. Nella gran bagarre che si dipana alle spalle del Bayern due vittorie prima della gara con il Napoli sono sufficienti a rendere la 2/a piazza al Lipsia, che però continua a vedere con il binocolo la fuori serie di Heynckes prendere il largo e puntare al 6/o titolo consecutivo.

La stagione 2017/2018 è quella dell’esordio nell’Europa dei grandi per Werner e co.: nonostante Beşiktaş, Porto e Monaco sulla carta costituiscano un girone tosto ma alla portata dei tedeschi, il Lipsia chiude terzo il raggruppamento dietro a turchi e lusitani dovendosi accontentare dei Sedicesimi di Europa League nella propria stagione d’esordio oltreconfine.

LA DOPPIA SFIDA
Come anticipato, il Napoli alla sfida dei Sedicesimi di Finale con il Lipsia arriva da capolista; lo Scudetto è qualcosa di più di una semplice speranza in casa Azzurra e questo, purtroppo, ha ripercussioni tangibili già alla vigilia della sfida con i tedeschi. Il rischio è che con il Lipsia scenda in campo un Napoli “distratto”, e alcune scelte di formazione di Sarri confermano la teoria; aldilà di alcuni “titolarissimi” chiamati da indisponibilità altrui a scendere in campo, si evitano la gara del San Paolo Albiol, Allan, Jorginho, Insigne e Mertens tra gli altri. Il Lipsia, invece, all’Europa League dà l’impressione di tenerci eccome, e sceglie tutti i propri principali tenori; la scelta di Hasenhüttl premia, perché il Lipsia tiene benissimo il campo sul terreno degli Azzurri di Maurizio Sarri, facendosi preferire ai punti di una prima frazione che però termina a reti inviolate.

La bella prova del primo tempo incoraggia il Lipsia, che fiuta la possibilità di fare l’impresa e nel secondo tempo spinge veementemente sull’acceleratore; gioca il Lipsia, ma il gol lo trova Ounas che servito da Rog trova tempo e spazio per una rasoiata che non lascia scampo a Gulácsi. Il gancio subito non demoralizza il Lipsia, che continua a fare la partita fino a trovare a ridosso dell’ora di gioco il meritatissimo pari con Timo Werner; a quel punto gli ospiti sono consapevoli di poter far propria l’intera posta in palio, e continuano ad attaccare fino a quando Bruma finalizza in rete un contropiede innescato da Poulsen. L’1-2- casalingo sarebbe già un brutto risultato, ma il peggio non è ancora finito per il Napoli: in pieno recupero Werner fa 3-1, a questo punto ai ragazzi di Sarri serve un capolavoro per centrare la qualificazione agli Ottavi.

In Campionato gli Azzurri centrano un 1-0 sulla SPAL griffato Allan, che il giovedì successivo è in campo nello Starting-XI del Napoli che cerca una vera e propria impresa alla Red Bull Arena; Sarri non si “rimangia” il turn-over, che questa volta porta a escludere tra gli altri Hysaj, Koulibaly, Jorginho e Callejón mentre Mertens e Insigne sono in campo. Il Lipsia è ottimamente messo in campo e di spazi al Napoli ne concede pochissimi; i tedeschi timbrano il legno con Sabitzer, ma è il Napoli a trovare il vantaggio alla mezz’ora con Zieliński a insaccare in tap-in dopo una conclusione di Mertens respinta. Il gol galvanizza il Napoli che, purtroppo, nel primo tempo però non riesce a creare altri grattacapi a Gulácsi.

Nel secondo tempo i ragazzi di Sarri non riescono a cambiare in proprio favore lo spartito della gara: Zieliński e Mertens riescono a impensierire Gulácsi solo dalla distanza, mentre un pochino di verve al fronte offensivo partenopeo lo riesce a dare Callejón entrato al campo di capitan Hamsik. Proprio da uno spunto dello spagnolo, nel finale, arriva il traversone che pesca il tocco sottomisura di Insigne: è il 2-0 che autorizza uno scorcio finale carico di speranze, ma di tempo e di occasioni il Napoli non ne ha più molte per centrare un’impresa incredibile. Alla Red Bull Arena il Napoli si impone 2-0, ma a qualificarsi è il RB Lipsia.

…E POI?
La Serie A 2017/2018 ha una sliding door ben precisa: quella che si concretizza alla 27/a giornata, il 3 marzo del 2018, e vede coinvolte attivamente le due compagini Capitoline, Roma e Lazio. Nel pomeriggio, infatti, la Juventus di Allegri passa in casa della Lazio con un gol di Dybala al 93′ mettendosi0 momentaneamente alle spalle proprio il Napoli; in serata la Roma di Di Francesco, reduce da un brutto 0-2 casalingo con il Milan, si impone clamorosamente 4-2 al San Paolo rendendo “ufficiale” il sorpasso dei bianconeri in testa alla classifica.

Gli azzurri accusano il colpo, la settimana successiva scivolano addirittura a quattro lunghezze dalla Juventus  a causa dello 0-0 di San Siro con l’Inter; gli Azzurri perdono ulteriormente terreno, ma alla 33/a accorciano nuovamente a -4 dai ragazzi di Allegri e alla 34/a espugnano Torino con un gol di Koulibaly a sentenziare i bianconeri nello scontro diretto riaprendo clamorosamente la lotta per il titolo. Di giornate alla fine de Campionato ne mancano quattro, e le due squadre sono separate di un solo punto in classifica; ecco quindi l’ennesimo colpo di scena di un folle finale di Campionato, con la Juventus che sotto 2-1 contro un Inter in 10 passa 3-2 a San Siro con l’autogol di Škriniar e il gol vittoria di Higuaín tra 87′ e 89′ con il Napoli in campo al giorno successivo che si scioglie al cospetto della Fiorentina crollando 3-0 sotto i colpi di uno scatenato Simeone. La botta questa volta è troppo dura per gli Azzurri, che consegnano virtualmente lo Scudetto ai bianconeri; nel turno successivo il Torino strappa un 2-2 al San Paolo, mentre alla 37/a è la matematica a certificare l’ennesimo Scudetto della Juventus di Andrea Agnelli. Al Napoli rimane la consapevolezza di aver disputato uno straordinario Campionato, unitamente però alla grande delusione per uno Scudetto in cui i ragazzi di Sarri avevano creduto a lungo; proprio Sarri saluterà a fine stagione per volare al Chelsea, mentre alle pendici del Vesuvio arriverà Carlo Ancelotti.

Eliminato il Napoli, il Lipsia di Hasenhüttl ha la meglio dello Zenit San Pietroburgo agli Ottavi: i russi cadono 2-1 alla Red Bull Arena, e non vanno oltre l’1-1 in patria. Ai Quarti i tedeschi fronteggiano il Marsiglia, che in Germania cade 0-1 ma in Francia cala un clamoroso pokerissimo e vola in Semifinale liquidando 5-2 il Lipsia. In Bundesliga, sul lungo periodo il Lipsia si piega su se stesso, pagando anche in questo caso un momento di buio totale: quello di aprile, dove i tedeschi mettono insieme 1 punto in 4 partite infilando un mese nero che contribuirà suo malgrado al 6/o posto finale centrato da Wernero e co..

L’Europa League 2017/2018 la alza al cielo senza troppi patemi dall’Atlético Madrid di Simeone, che in Finale liquida 3-0 il Marsiglia. Quanto al contingente italiano, la Lazio è la squadra che fa più strada arrivando sino ai Quarti di Finale dove però si scioglie contro il Salisburgo; il Milan trova l’Arsenal a sbarrargli la strada agli Ottavi di Finale. Il Napoli, come raccontato, si butta via ai Sedicesimi di Finale mentre l’Atalanta paga un pizzico di sfortuna è gelata dal Borussia Dortmund che passa agli Ottavi con un gol nel finale di Piszczek.

EUROTONFI – L’Italia e la Coppa UEFA: ci eravamo tanto amati

Michael Anthony D'Costa
Michael Anthony D'Costa
Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.

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