Lugano, inizia il nuovo corso: Jacobacci ai saluti, referendum per il nuovo stadio

A Lugano, lentamente, si cerca di tornare alla normalità. Si rivede qualche turista, mentre si allenta la stretta del Coronavirus: è di oggi la notizia che i cittadini elvetici possono tornare a riattraversare il confine senza limitazioni, perlomeno per soggiorni di massimo 24 ore. Può sembrare una cosa di poco conto, per chi non conosce la realtà locale: ma vi possiamo garantire che non è così.

Nel frattempo, parlando di calcio, anche se manca ancora l’annuncio ufficiale (per averlo ci vorrà l’ok della Swiss Football League, che sta valutando le carte per concedere una sorta di “voltura” della licenza), il pacchetto azionario di maggioranza del FC Lugano è passato di mano. La conferma dal punto di vista del diritto societario ce l’ha data la consultazione del Registro di Commercio cantonale ticinese, attraverso diverse testate locali (CdT, RSI).

A detenere le azioni che furono di Renzetti è Thyago Rodrigo De Souza, cittadino italiano di origine brasiliana, residente in Svizzera a Ebikon (LU) e nuovo azionista di riferimento del club e Giammarco Valbusa, anch’egli italiano ma di Sona (VR), il quale dovrebbe svolgere il ruolo di amministratore delegato. Quest’ultimo ha avuto un ruolo di punta nella squadra locale, militante in Serie D e che ha avuto un quarto d’ora di celebrità tempo addietro, quando ingaggiò l’ex terzino dell’Inter e della Roma Maicon. Di lui abbiamo trovato tracce sulla stampa locale veronese.

Thyago Rodrigo De Souza ha tra l’altro rilevato la gestione della Football Asset & Investment SA, società creata dallo stesso Renzetti (che rimarrà presidente, seppure senza i poteri di azionista di riferimento) per dare supporto finanziario alla FC Lugano SA. La data della modifica, secondo detto registro, è del 21 del maggio scorso.

Questo, quindi, l’aspetto formale. Rispetto alla gestione sportiva, la nuova proprietà ha per ora blindato Ziegler, il talentino Muci e Guidotti: il primo nell’ottica dell’esperienza, viste le buone prove offerte nel girone di ritorno, mentre gli altri due sono elementi (soprattutto il primo) che vanno visti come inizio di politica di valorizzazione dei giovani. Potrebbe essere l’inizio di un nuovo corso? Vedremo, anche se, per Guidotti, è più giusto parlare di conferma e di volontà di affermazione definitiva in Super League.

Ha invece salutato tutti il tecnico Maurizio Jacobacci, come vi abbiamo raccontato sulla nostra pagina Facebook. Per lui si parla di un forte interessamento da parte del GCZ, tornato quest’anno nella massima serie. L’allenatore bernese ha raccontato al CdT come sono andate le cose: “Ci siamo parlati una trentina di minuti la settimana scorsa, facendo un riepilogo della passata stagione. Mi aspettavo un secondo incontro per entrare nel merito delle prospettive future mie e della squadra. Martedì mi ha invece chiamato Marco Padalino, annunciandomi che la proprietà sarebbe orientata a puntare su un allenatore brasiliano.”

Rispetto al candidato, i sempre ben informati colleghi di Teleticino e dell’Eco dello Sport (testate sempre facenti parte del Gruppo CdT) hanno fatto il nome di Abel Braga, 68 anni, ma con un palmarés di tutto rispetto, che comprende anche una Copa Libertadores e un Mondiale per club, vinti nel 2006 con l’Internacional di Porto Alegre, panchina sulla quale si trovava sino al febbraio di quest’anno.

Luca Sciarini dell’Eco dello Sport ha anche intervistato il tecnico, che ha confermato di essere stato avvicinato dalla nuova dirigenza dei sottocenerini, e di avere dato la propria disponibilità a un’esperienza in Svizzera. Non solo: l’allenatore ha rivelato al giornalista ticinese di essersi portato avanti col lavoro, visionando già diverse partite dei bianconeri. Qualcosa di molto più concreto di una Voce dal senn sfuggita, insomma. E, diciamolo, anche qualcosa di decisamente oltre rispetto ai nomi che circolano normalmente oltreconfine, a livello di carisma (e d’ingaggio).

La palla è ora tra i piedi della Commissione licenze della SFL, che dovrà verificare i requisiti di solvibilità della nuova proprietà, in modo da assegnare i diritti per le licenza precedentemente ottenuta dal club ticinese. Un mero passaggio burocratico che, tuttavia, secondo le fonti del CdT, ha richiesto un adeguamento in corsa della documentazione presentata. Subito dopo, con tutta probabilità, ci sarà una conferenza stampa di presentazione, della quale vi daremo senz’altro riscontro.

Difficile, quindi, parlare di futuro e, soprattutto, di mercato. Per ora, si rincorrono le voci di cessioni anche di giocatori di peso: la stampa locale avrebbe dato sul piede di partenza Lavanchy e addirittura il capitano Sabbatini, con destinazione Zurigo sponda GCZ. La suggestione potrebbe essere legata a un possibile arrivo al Letzigrund di Jacobacci, del quale vi parlavamo sopra.

Sicuramente (e il tecnico lo ha confermato, nella sua chiacchierata con i colleghi del CdT) c’è l’intenzione di svecchiare la rosa, con il doppio obbiettivo di alleggerirla da ingaggi pesanti e di valorizzare qualche giovane interessante. La volontà in tal senso è stata confermata anche da Reto Ziegler, sentito oggi dalla RSI in merito al proprio rinnovo, del quale vi abbiamo dato conto più sopra.

Potrà essere una scelta vincente? Sulla carta, in un torneo come quello svizzero, unire la fisicità e l’atletismo dei giovani all’esperienza di qualche giocatore “anziano” ma con un certo carattere può essere una formula in grado di dare buoni risultati. Tuttavia, per poterli raggiungere, i giovani devono essere anche talentuosi (l’esempio dello Young Boys è lì da vedere).

Nelle tante discussioni avute in stagione con gente che il calcio giovanile ticinese lo conosce a menadito (il tecnico della promozione bianconera Livio Bordoli, oggi uno degli uomini di punta della Federazione Ticinese di Calcio) è però emerso che, attualmente, nella Svizzera italiana, di giocatori in grado di fare il salto nella massima serie non ce ne sono abbastanza. Tra l’altro, la retrocessione del Chiasso ha tolto al movimento calcistico cantonale una società che poteva permettersi di far crescere, nelle proprie fila, giovani interessanti svizzeri (e non solo), dando loro un palcoscenico professionistico, seppure nella serie cadetta.

Il Bellinzona si è salvato (il prossimo anno farà il derby con i rossoblù), mentre il Locarno si dibatte nelle serie inferiori, e non si sa ne quando ne come potrà trovare la dimensione che i più nostalgici tra i tifosi delle Bianche casacche sognano. Vero che la nuova proprietà intende varare un progetto pluriennale: ma lo è altrettanto che la Super League non aspetta e che, per prima cosa, bisognerà attrezzarsi per mantenere la categoria, cosa tutt’altro che scontata, visto che alla retrocessione del Vaduz ha fatto eco il ritorno in massima serie del GCZ, non proprio un candidato alla lotta per non retrocedere.

In definitiva, non resta che aspettare la settimana prossima, per saperne di più. Ciò che è certa è la data di partenza del nuovo campionato, fissata per il fine settimana del 24 e 25 luglio: questo significa che, tra poche settimane, bisognerà tornare sul campo per la preparazione. Con tutto ciò che ne consegue.

Sui forum dei tifosi, c’è qualche fibrillazione. I nuovi proprietari sono sconosciuti in Svizzera, e le testate locali hanno sinora reso nota (com’era logico fare, naturalmente) la loro scarsa dimestichezza, sinora, con il calcio di vertice. La tifoseria si è quindi divisa tra i pessimisti e quelli che vedono invece la presenza del presidente Renzetti come garante dell’operazione.

A onor del vero, sinora, il Pres ha sempre dimostrato competenza e, soprattutto, anche quando è andato contro il sentire comune, di avere avuto, magari alla lunga, ragione. Il dibattito però continua, come logico che sia: in ogni caso, come scrivevamo sopra, tra poche settimane, il pallone riprenderà a parlare, con voce inequivocabile.

Tra l’altro, la battaglia (questa volta fuori dal campo) sul Polo Sportivo degli Eventi, vale a dire il nuovo stadio, indispensabile per la permanenza della compagine sottocenerina nella massima serie, ha scritto un nuovo importantissimo capitolo. È notizia di pochi giorni fa che il Comitato promotore ha raccolto le firme necessarie per l’indizione della consultazione popolare (ne servivano 3.000, ne sono arrivate oltre 5.000).

L’affermazione dei favorevoli appare tutt’altro che scontata, in un Paese dove l’attenzione per la spesa pubblica è particolarmente elevata. 5.000 firme sono più degli abbonati del FC Lugano, per dire. I quali, oltretutto, non sono neppure tutti residenti nella città in riva al Ceresio. Servirà quindi uno sforzo da parte anche delle altre società sportive, interessate alla nascita del complesso, per fare arrivare ai cittadini un messaggio favorevole al PSE. Fermo restando che il messaggio sia di gradimento da parte dei votanti, tenendo conto che i promotori si recheranno alle urne in massa. Insomma, sono nuvoloni che si addensano sul futuro del calcio di vertice ticinese. Sperando che l’ombrello regga.