Lugano, si chiude la stagione: un bel quarto posto, alla vigilia di una nuova era

Quarta posizione in gradutaoria, dunque, per il Lugano. Era stato profetico Jacobacci, giovedì, nell’ultima conferenza stampa stagionale a Cornaredo: “Andremo a Lucerna a giocarci il quarto posto: è una partita che per noi vale prestigio, oltre a 200.000 Franchi in più per il piazzamento in classifica.” A chi gli chiedeva del futuro, il tecnico rispondeva che “A fine stagione, verrà il tempo per sedersi e parlare di questo.”

Soddisfazione, quindi, per un piazzamento che è il secondo in ordine d’importanza dal ritorno nella massima serie. “E’ stata una stagione molto positiva: siamo sempre stati in posizioni medio alte in classifica” le sue parole al termine della partita alla swissporarena (FC Lugano). “Ci siamo tolti delle belle soddisfazioni, sia in casa che in trasferta. Certo, dispiace per il calo di aprile, che ci ha impedito di raggiungere risultati più ambiziosi: però il gruppo, nelle ultime partite, ha reagito alla grande. Finiamo quarti, a un punto dalla terza, sintomo di ottima salute e di una mentalità positiva: complimenti a tutti.”

Analisi corretta, quella del Mister (fermo restando che, probabilmente, il Servette avrebbe giocato con maggiore concentrazione se ci fossero stati in palio punti importanti), che si estende a tutta la stagione e non alle sole ultime giornate. La squadra ha fatto bene, procedendo in modo tutto sommato regolare, nonostante alcune parentesi negative. Ma è l’unica nelle prime 5 a non avere nessun giocatore in doppia cifra.

Particolare, questo, non di poco conto, e che ha costretto Jacobacci a puntare su un gioco più difensivo, in assenza di un attaccante con i colpi risolutivi. Le cifre ci dicono infatti che i ticinesi hanno l’attacco peggiore del torneo, ma la seconda miglior difesa. Hanno segnato 40 reti contro le 45 del Servette, ma ne hanno subite 14 in meno. Non solo: 11 in meno del Basilea, 17 meno del Lucerna, 13 meno del Losanna. E sta tutta in quei soli 40 gol segnati la differenza tra il quarto posto e un piazzamento europeo.

Bicchiere mezzo vuoto? Sì, secondo il presidente Renzetti (FC Lugano): “Se fino a prima di giocare col Sion il rammarico per come è andata la stagione poteva sembrare eccessivo, da stasera è più che giustificato. Il quarto posto è frutto di una stagione trascorsa sempre nella parte alta della graduatoria. Abbiamo la seconda miglior difesa, e mi auguravo che questa solidità potesse venir sfruttata nel momento caldo della stagione.”

Il Pres ha continuato: “A quota 43 punti, purtroppo, c’è mancato qualcosa, e abbiamo perso quattro partite di seguito. Poi ci siamo ritrovati superando, sul piano del gioco e non solo del punteggio, due squadre determinate. Stasera, con la difesa a quattro e un centrocampo più nutrito, abbiamo fatto più gioco, e sviluppato trame offensive pregevoli, com’è successo in occasione del secondo gol. Una dimostrazione, come accaduto in altre occasioni in stagione, della nostra qualità.”

La svolta in negativo, come confermato dal tecnico in conferenza stampa giovedì, è stata la partita di Coppa proprio contro il Lucerna e quella con il Servette in campionato. Due sfide caratterizzate anche da circostanze particolari (il vento con il Lucerna in cappa svizzera, per esempio), che hanno minato soprattutto il morale del gruppo. Un po’ come capita quando si fora un tubolare durante una fuga importante e, per coincidenze imprevedibili, non c’è l’ammiraglia nelle vicinanze, per usare una metafora ciclistica. A dimostrazione che, nello sport in generale e nel calcio in particolare, la testa fa moltissimo.

Il Lugano, tuttavia, finisce dietro le squadre che lo hanno sconfitto negli scontri diretti in questa ultima decisiva fase del torneo e davanti a quelle invece battute. Come diceva Celestini, nel suo periodo in riva al Ceresio, in definitiva, il calcio toglie, a volte: ma, alla fine, restituisce il giusto. E, per andare oltre, ai ticinesi, come accade da tempo, manca un uomo capace di andare in doppia cifra. E, nella programmazione della nuova stagione, bisognerà tenerne conto.

Ma chi sarà al timone dei bianconeri il prossimo anno? I microfoni della RSI, il presidente ha parlato anche di questi aspetti, dando corpo alle voci che si inseguono da tempo: C’è l’80% di possibilità che ci possa essere un’altra proprietà. Se sarò ancora io al posto di comando, dovrò sicuramente alleggerire la squadra da alcuni contratti onerosi: in caso contrario, non ce la faremo economicamente a sostenere un altro campionato.”

Secondo Luca Sciarini, direttore dell’Eco dello Sport, testata online ticinese sempre molto informata rispetto a queste situazioni, il passaggio dovrebbe essere semplicemente legato a questioni burocratiche. Certo, pensare a un Lugano senza il Pres, per noi che siamo da solo sei anni al seguito del club, è una prospettiva del tutto nuova, e dalle prospettive imprevedibili. Non resta che attendere l’ufficialitàaffaire à suivre, come si dice da queste parti.