L’ennesima favola in Coppa di Francia: il Rummilly-Vallières all’assalto del Monaco in semifinale

Che la Coppa di Francia sia una competizione imprevedibile e sorprendente lo testimoniano i fatti. Negli anni si sono susseguite le incredibili vicende di squadre semi-professionistiche che, in barba a ogni pronostico, sono assurte agli onori della cronaca battendo compagini ben più blasonate. Poco più di tre anni fa, durante la stagione 2017/18, una delle due semifinali contrappose Les Herbiers e Chambly, entrambe partecipanti al Championnat National, la terza divisione transalpina. Vinsero i primi, che affrontarono in finale il Paris Saint-Germain e si arresero con un onorevole 2-0.

Quest’anno, se vogliamo, la sorpresa è stata ancora maggiore. Perché al penultimo atto della Cuope de France è arrivata una squadra di quarta divisione, il Rummilly-Vallières. Formazione sconosciuta ai più, di recentissima fondazione visto che è nata dalla fusione dei due club Rumilly e Vallières. In un anno travagliato, fortemente condizionato dal Covid-19, in cui si sono giocate pochissime gare di campionato, il Rummilly-Vallières ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista. Il 24 aprile avrebbe dovuto giocare in campionato (il match è stato rinviato) contro il Monaco B, sua cogironista; il 13 maggio affronterà invece la prima squadra del Monaco. In casa, nel suo piccolo impianto da appena 2.100 posti, lo Stade de Grangettes.

Il Rummilly-Vallières è entrato in gioco nel quarto turno, nel quale ha avuto la meglio sul Divonnaise per 5-3. Poi è arrivato il successo di misura (1-0) contro l’Oyonnax e quello (per forfait) contro il Manival. Ha superato il settimo battendo ai rigori il Limonest, e successivamente si è sbarazzato agevolmente del Saint-Priest (5-1). Si è dimostrato infallibile dagli undici metri, prevalendo nei trentaduesimi e nei sedicesimi rispettivamente su Prix-Lès-Mézières e Annecy. Poi è stata la volta del Le Puy Foot 43 Auvergne, sconfitta con un eloquente 4-0. Ma il capolavoro è avvenuto nei quarti di finale, dove a cadere per mano del Rummilly-Vallières è stato il Tolosa, compagine certamente più blasonata visto che fino allo scorso anno si trovava in Ligue 1.

Dei calciatori in forza al Rummilly-Vallières il più noto è sicuramente il capitano Alexi Peuget, un passato nel Reims e nello Strasburgo. Per il resto si tratta di semi-dilettanti che fanno un altro lavoro, oltre a quello di giocatore. La storia più significativa è quella del centrocampista Mathieu Gillaud, una sorta di habitué della Coppa di Francia: dieci anni fa vestiva la maglia dello Chambery (club di quinta serie) che riuscì a raggiungere i quarti di finale battendo nell’ordine Monaco, Sochaux e Brest, per poi perdere contro l’Amiens. L’allenatore è il franco-algerino Fatsah Amghar, classe ’75, che in caso di passaggio del turno contro il Tolosa aveva promesso che avrebbe portato la squadra a cenare da McDonald’s.

Storie belle da vivere, immaginiamo, ma anche da raccontare. Perché questo è il calcio che ci piace: sorprendente, ricco di spunti e colpi di scena. Un calcio dove il Davide di turno può ancora battere Golia, dove una formazione semi-professionistica può ancora sognare di alzare al cielo un trofeo così prestigioso. In una stagione tormentata a causa della pandemia, il Rummilly-Vallières sta vivendo il suo sogno e ha già scritto la storia del calcio francese.