EUROTONFI – #23: Palermo, quanti rimpianti. Kucka manda avanti lo Sparta

Seconda competizione europea per club, per un decennio la Coppa UEFA ha avuto le sembianze della Coppa Italia: 8 vittorie, 10 finali, 4 “derby” in finale tra l’89 e il ’99 per il calcio tricolore, che in Coppa UEFA sprigionava lo strapotere di un Campionato all’epoca saldamente ai vertici del calcio continentale.
Nel nuovo Millennio, però, questo feeling si è bruscamente interrotto: da doppione della Coppa Italia, la Coppa UEFA si è tramutata in genitrice di amarezze e cocenti delusioni, che ci apprestiamo a raccontare nella speranza di vedere presto interrotto un digiuno divenuto oramai ventennale.

Ricondotto da Zamparini in Serie A nel 2004, Palermo diventa presto una borghese di spessore del calcio italiano. I rosanero, spesso zeppi di futuri campioni e capaci spesso di divertire e divertirsi, in Europa hanno però spesso deluso le aspettative racimolando in molti casi eliminazioni evitabili agli occhi di tifosi e addetti ai lavori. Ne è un esempio quella maturata ai Gironi di Europa League nel 2010, in un raggruppamento con Sparta Praga, CSKA Mosca e Losanna.

LA SQUADRA: PALERMO
A cercare di ovviare all’addio di Kjær arrivano due giovani difensori: il 23enne Glik dal Piast Gliwice e l’argentino Ezequiel Muñoz dal Boca Juniors, con altri movimenti minori sull sfondo come quelle che porta in Sicilia in comproprietà Matteo Darmian. Guana e Kasami rimpolpano la mediana, mentre le porte sono assai girevoli in attacco: a Palermo arrivano Mauricio Pinilla reduce da una stagione da 24 gol in Serie B con il Grosseto, oltre a Big Mac Maccarone pagato 4.5 milioni di euro al Siena. Pirotecnici gli ultimi giorni di mercato: i rosanero rimangono folgorati da due giovani sloveni incontrati nei preliminari di Europa League, Armin Bačinović e Josip Iličić, e li portano a Palermo così come un giovanissimo João Pedro tesserato dall’Atletico Mineiro.

Forte di questo restyling di mercato, il Palermo è una squadra con tutte le carte in regola per partecipare alla bagarre destinata a svilupparsi dietro alle squadre in lotta per lo Scudetto. In rosa, del resto, oltre ai nuovi acquisti figurano calciatori del calibro di Sirigu, Bovo, Balzaretti, Liverani, Migliaccio, Nocerino, Miccoli e un Pastore oramai in rampa di lancio sul palcoscenico nazionale ed europeo. Interessante il materiale tecnico a disposizione di Rossi, ma l’inizio di stagione è da dimenticare: nelle due giornate che anticipano l’esordio in Europa arrivano infatti lo 0-0 casalingo con il Cagliari e la sconfitta per 3-2 maturata al Rigamonti sul campo del Brescia.

E’ quindi con un punto in due partite che i rosanero approcciano l’Europa League, dove dopo aver superato abbastanza agevolmente gli sloveni del Maribor l’urna dell’UEFA disegna un girone insidioso ma abbordabile: CSKA Mosca, Sparta Praga e Losanna sono le avversarie nel gruppo F di Europa League.

LE AVVERSARIE: CSKA MOSCA, SPARTA PRAGA E LOSANNA
Prima squadra post-sovietica (e russa in particolare) ad aggiudicarsi una competizione europea, la Coppa UEFA 2004/2005, il CSKA Mosca nel 2009 vive una stagione fatta di più bassi che alti: in Campionato arriva un deludente 5/o posto, che tra l’altro vede un valzer di allenatori che coinvolge Zico, Juande Ramos e in ultimo Leonid Slutski. Proprio da Slutski si riparte nel 2010: le velleità di riscatto dei moscoviti sono consolidate da una campagna acquisti robusta, che si foraggia con la cessione di Krasić alla Juventus e di Erkin al Fenerbahçe per permettere gli arrivi di Seidou Doumbia (11 milioni di euro allo Young Boys) e Zoran Tošić dal Manchester United per 9,5 milioni. In Campionato, l’ultimo di Russia snodato lungo l’anno solare, i rossoblù devono pero inseguire lo Zenit di Luciano Spalletti: a settembre, quando prende piede la Fase a Gironi di Europa League (cui il CSKA arriva eliminando i ciprioti dell’Anorthosis nel playoff), i moscoviti sono attardati di sei lunghezze rispetto alla compagine di San Pietroburgo.

Differentemente dai russi, per i cechi dello Sparta Praga la stagione 2010/2011 inizia da Campioni nazionali in carica. In panchina siede una vera e propria bandiera del club, Jozef Chovanec, insediatosi alla guida dello Zelezna nel 2008 e capace di riportare i granata sullo scranno più alto di Repubblica Ceca a un lustro di distanza dall’ultima affermazione. La campagna acquisti estiva è poco movimentata per i cechi, che tesserano per poco più di un milione di euro Matějovský dal Reading ma possono comunque contare su un roster di valore. Blazek in porta (37 anni), l’eterno Repka (36) e Brabec in difesa garantiscono solidità ed esperienza alla terza linea, mentre Libor Sionko (33 anni) fa altrettanto in attacco; nel mezzo numerosi i prospetti di interesse, da Kucka al giovane Kadlec passando per un attacco forte dei gol dei giovani Wilfried Bony e Leonard Kweuke. In patria i granata debbono da subito fare i conti con un Viktoria Plzeň scatenato,  e con un avvio ad handicap del proprio Campionato: con tre sconfitte nelle prime otto uscite, infatti, i ragazzi di Chovanec mettono insieme in un amen 7 punti di ritardo dalla capolista. In Champions League il cammino dei cechi si ferma ai playoff, dopo aver eliminato Metalurgs Liepāja e Lech Poznań infatti lo Žilina vince 2-0 a Praga e 1-0 in Slovacchia costringendo lo Sparta alla retrocessione in Europa League.

Dopo alcuni anni a dire il poco complicati, nel 2010/2011 il Losanna è nel bel mezzo della sua rinascita. La squadra infatti milita in Challege League, la seconda serie svizzera, ma la Finale di Coppa nazionale conquistata nella stagione precedente (e perse 0-6 con il Basilea) garantiscono agli elvetici un’incredibile pass per l’Europa League. Il Losanna, guidato da Fabio Celestini, si lancia in un inatteso interrail nell’anno in cui anche in Campionato domina la concorrenza per lunghi tratti del Campionato.

IL GIRONE
L’interrail dei ragazzi di Delio Rossi inizia alla Generali Arena di Praga, in casa dello Sparta di Chovanec; con la testa forse in parte all’imminente gara con l’Inter in Campionato, Rossi abbonda con il turn-over mandando in campo un undici nel quale trovano posto alcune seconde linee come Darmian, Glik e Rigoni mentre in attacco Pastore agisce alle spalle di Hernández e Maccarone. I locali, schierati con un robusto 4-5-1 con Bony unica punta, dominano i rosanero dall’inizio della gara ma hanno il demerito di sprecare molto trovando il gol solamente con l’inzuccata proprio dell’ivoriano. Maccarone capitalizza al meglio una delle pochissime chances del Palermo del primo tempo ristabilendo la parità. Il pari di metà gara va stretto ai locali, ma nel secondo tempo sono i rosanero a salire in cattedra guidati da un grande Pastore: la gara però svolta in favore dello Sparta, che tra 68′ e 75′ trova la rete due volte con Kladrubský e Kadlec che rendono vano lo splendido tacco di Hernández. A Praga il Palermo perde 2-3 in trasferta, per la terza volta consecutiva dopo Maribor e Brescia.

La classifica vede Sparta e CSKA Mosca a 3 punti dopo la 1/a giornata, a secco rosanero e Losanna. Proprio gli elvetici sono di scena in Sicilia nella 2/a giornata di gare, il 30 settembre 2010. Rossi per la seconda uscita recupera Miccoli, ma perde Liverani e Rigoni indisponibili per il match del Barbera; ancora una volta molto negativo il primo tempo dei rosanero, che vengono graziati dagli ospiti che con Roux che con la porta spalancata spedisce incredibilmente a lato in avvio. I locali provano a scuotersi, ma debbono fare i conti anche con l’infortunio di Miccoli costretto al forfait a fine primo tempo; il Palermo prova a scuotersi senza però mai risultare convincente, e il Losanna è alla fine affondato solamente da un’inzuccata di Migliaccio al 79′ che regala tre punti fondamentali al Palermo, che aggancia in classifica lo Sparta piegato dal CSKA Mosca.

Il 21 ottobre del 2010 c’è grande attesa al Barbera, per l’arrivo del CSKA Mosca: i russi, però, hanno maggiore caratura e esperienza internazionale e il fatto è presto evidente sul campo. I russi sprecano un calcio di rigore con Vágner Love alla mezz’ora, ma trovano comunque il vantaggio poco dopo con l’inzuccata di Doumbia su traversone di Nababkin. Dopo Bony a Praga, un altro ivoriano condanna alla sconfitta i rosanero: Doumbia si ripete infatti nella ripresa con una rasoiata dopo essersi pregevolmente liberato di Goian e Kasami. I rosanero ci provano, ma finiscono per innervosirsi e per perdere anche Pastore espulso per doppia ammonizione: nel finale il gigantesco Necid piazza la zampata che vale il secco e roboante 0-3 in favore dei russi.

CSKA Mosca a punteggio pieno dopo tre gare, la fortuna del Palermo è che il Losanna in pieno recupero strappi un 3-3 allo Sparta Praga bloccandolo a 4 punti in classifica. In Russia la trasferta si prospetta improba per i rosanero. Il Palermo, però, prepara una grande gara e al 10′ si porta in vantaggio con l’inzuccata di Maccarone imbeccato da Miccoli; i rosanero si fanno preferire ai russi, ma sono penalizzati dal doppio giallo rimediato da Nocerino che lascia in 10 i suoi compagni. Un’ora abbondante di inferiorità numerica risulta troppo gravosa per i siciliani, che crollano nella ripresa: Honda firma il pari in avvio di seconda frazione, Necid la ribalta e scrive il 3-1 finale. Il CSKA Mosca vince e si qualifica ai Sedicesimi, con la concomitante vittoria dello Sparta in Svizzera il Palermo ha un piede fuori dall’Europa League.

Palermo-Sparta Praga è, per i rosanero, l’ultima spiaggia: serve un successo con i cechi e la speranza che il CSKA Mosca non si arrenda ai granata nella 6/a giornata di gare per sperare nella qualificazione ai Sedicesimi. Rossi sceglie un undici nel quale Miccoli parte dalla panchina, con l’attacco guidato da Maccarone ed Hernández; poco il turn-over in casa Palermo, per il resto. La gara sembra mettersi in discesa per il Palermo, perché i rosanero vanno al riposo in vantaggio grazie al gol di Rigoni che da fuori fulmina Blazek; in avvio di ripresa però Goian stende Bony in area di rigore regalando penalty allo Sparta e inferiorità numerica al Palermo. Kladrubský ristabilisce la parità, che dura fino al 59′ quando Liverani a sua volta si guadagna un rigore trasformato da Pinilla. Il Palermo è di nuovo in vita, ma la gioia rosanero dura tre giri di lancette: quelli che intercorrono tra il 2-1 e il mortifero inserimento di Kucka, che su un traversone dalla trequarti scrive il 2-2 che sarà anche il risultato finale. I locali infatti ci provano, senza riuscire a trovare il 3-2: con 90 minuti di anticipo, il Palermo è eliminato in favore dei cechi.

L’ultima giornata di gare, regala quindi due virtuali amichevoli: il Palermo passa 1-0 a Losanna con un gol di Muñoz, Sparta e CSKA Mosca chiudono sull’1-1 in Repubblica Ceca. Ai Sedicesimi volano proprio CSKA Mosca e Sparta Praga.

…E POI?
Archiviata la deludente campagna europea, in Campionato il Palermo (pur se tra alti e bassi) si conferma in piena lotta per i piazzamenti europei, arrivando anche a rasentare la 4/a piazza in classifica a febbraio. A quel punto, però, i rosanero si inceppano incappando in un tris di sconfitte che culminano con lo storico 0-7 casalingo con l’Udinese di Guidolin, Sánchez e Di Natale. La storica sconfitta casalinga dei rosanero coincide con un crollo a 8 lunghezze dal 4/o posto, e con l’esonero di Delio Rossi: al suo posto arriva Serse Cosmi, che dura però quattro partite in cui arriva un inatteso 1-0 sul Milan capolista ma anche un altro storico rovescio, per 4-0 nel derby con il Catania al Barbera. Torna Delio Rossi, che condurrà i rosanero a un 8/o posto finale in Campionato, oltre che a un’attesissima finale di Coppa Italia persa però per 3-1 contro l’Inter.

Il CSKA Mosca vincitore del Girone elimina il PAOK Salonicco ai Sedicesimi di Finale, cadendo però due volte (1-0 in Portogallo e 2-1 in Russia) al cospetto del Porto di Villas-Boas che il trofeo lo alzerà al cielo, mentre in patria i moscoviti non riusciranno a riagguantare lo Zenit di Luciano Spalletti. Simile il destino casalingo dello Sparta Praga, che chiuderò 2/o alle spalle del Viktoria Plzeň; in Europa, invece, il sorteggio abbina ai cechi il Liverpool che dopo lo 0-0 della Generali Arena si impone 1-0 ad Anfield con un gol di Kuyt a un passo dai supplementari. Sorride invece il Losanna fanalino di coda, che chiude una stagione trionfale vincendo la Challenge League e guadagnandosi il ritorno in massima divisione in Svizzera dopo quasi un decennio di purgatorio.

L’Europa League, come anticipato, la vince il Porto di Villas-Boas, che piega 1-0 il Braga in una storica finale tutta portoghese; malissimo, come spesso registrato in questo momento storico, le italiane. Juventus, Sampdoria e Palermo si fermano ai Gironi di Europa League, mentre dopo aver passato il pass per i Sedicesimi al fotofinish il Napoli di Mazzarri si arrende al Villarreal di Pepito Rossi.

EUROTONFI – L’Italia e la Coppa UEFA: ci eravamo tanto amati