Cosa è successo nella Copa do Brasil 2020?

Le prime battute della Copa do Brasil 2021 hanno già scatenato polemiche, nonostante l’edizione 2020 si sia appena conclusa, vinta dal Palmeiras. In questo primo turno della nuova coppa nazionale la Juazeirense, militante in Série C, ha trionfato in maniera discussa contro lo Sport do Recife, squadra di primo livello. I padroni di casa si sono imposti per 3-2, ritardando il gioco con i giocatori che svenivano improvvisamente in campo, spegnendo le luci e facendo entrare qualche tifoso tra un blackout e l’altro sugli spalti per sostenere la squadra. Un ottimo inizio, no?

WALLEF, IL PORTIERE CON IL CAPPELLO DI NOTTE

Sempre di buio si parla quando ci si sposta nel nord-est brasiliano con la Copa do Brasil. La scorsa stagione, ancora prima che il lockdown del calcio fermasse ogni attività, l’Afogados aveva affondato la flotta di Sampaoli. Il tecnico argentino in Brasile non ha mai avuto un grande rapporto con le coppe, viste le eliminazioni sia in coppa nazionale sia in Copa Sudamericana precoci con Santos e Atlético Mineiro. Per il Galo contro l’Afogados al secondo turno era arrivata una sconfitta ai rigori incredibile.

Dopo un 2-2 pieno di spettacolo, sceneggiate in campo e un cartellino rosso per parte, Wallef, il portiere con il cappello di notte, si era trasformato in un supereroe. Le due parate decisive alla lotteria dei rigori era perfino andata in secondo piano, dato che tutti si chiedevano come mai lui portasse il cappello senza che ci fosse il sole. La sua risposta non è poi tardata ad arrivare: “Uso questo cappello per fare pubblicità all’ostello in cui vivo in questo momento. In questo modo posso restare lì gratis.

VANDERLEI, IL PORTIERE DELLA COINCIDENZA

Rimanendo sempre in materia di portieri, ma spostando il discorso sulla finale tra Palmeiras e Grêmio, ci si imbatte su Vanderlei. L’estremo difensore del Tricolor, nonostante l’età, ha concluso una stagione buona, anche se per molti tifosi non è stato all’altezza delle aspettative. Per questo motivo Renato Portaluppi ha preferito mandare tra i pali nella doppia finale Paulo Victor, disastroso al ritorno, quasi mai sceso in campo per tutta la stagione. L’allenatore ha così negato a Vanderlei l’opportunità di opporsi alla propria sorte.

Il 37enne ha perso per la quarta volta in carriera una finale di Copa do Brasil, trofeo mai vinto nella sua carriera. La coincidenza fatale è che è la terza sconfitta consecutiva contro il Palmeiras, dopo aver eliminato alle semifinali il São Paulo. L’ultima volta, con il Santos nel 2015, almeno era in campo in quella partita epica pareggiata da Ricardo Oliveira negli ultimi minuti. I rigori poi videro il Verdão campione con il tiro decisivo convertito dal suo collega portiere Fernando Prass.

Copa do Brasil 2012
Semifinale

São Paulo-Coritiba 1-0 e 0-2

Finale

Palmeiras-Coritiba 2-0 e 1-1

Copa do Brasil 2015
Semifinale

São Paulo-Santos 1-3 e 1-3

Finale

Santos-Palmeiras 1-0 e 1-2 (rigori 3-4)

Copa do Brasil 2020
Semifinale

Grêmio-São Paulo 1-0 e 0-0

Finale

Grêmio-Palmeiras 0-1 e 0-2

TRIPLETTA PALMEIRAS

Il 2020 per il Palmeiras sarà senza dubbio indimenticabile, visto che è arrivato un trofeo statale, uno nazionale e uno continentale in bacheca. Il trionfo in Copa Libertadores su un rivale è sicuramente stata la parte più succulenta dell’anno, ma la Copa do Brasil ha fatto provare sensazioni differenti ai tifosi, grazie alle Crias da Academia. In 8 incontri nel torneo i giocatori delle categorie giovanili hanno segnato ben 5 gol.

Gli ultimi due sono arrivati proprio sul Grêmio al ritorno, in tempo per chiudere i conti e amministrare il gioco. La prima rete di Wesley, appena tornato da un grave infortunio, ha reso le cose più facili per Abel Ferreira, mentre il sigillo di Gabriel Menino, appena entrato in campo, ha fatto rilassare i compagni nel finale. Puntare sui nuovi talenti ha pagato ed è stato fondamentale per poter raggiungere questi obbiettivi. Nel 2019 in rosa c’era appena una Cria da Academia, Gabriel Veron, mentre oggi si conta una media di tre giocatori prodotti del vivaio del Verdão titolari a ogni match.

IL PAZZO LISCA

Una delle favole più belle di questa Copa do Brasil è stato l’América Mineiro di Lisca “Doido”, appunto pazzo. Il famoso allenatore ha portato a un soffio da una finale storica i neroverdi, venendo eliminato solo dal Palmeiras, futuro campione. Nel suo cammino la squadra vice-campione della Série B ha messo fuori dai giochi giganti del calcio brasiliano come Internacional e Corinthians, portando per la prima volta alle semifinali un club di seconda divisione.

Sarebbe stata una magnifica storia, se non fosse per quello che è successo durante i festeggiamenti. Lisca, senza mascherina fuori dallo stadio, ha incontrato per ben due volte i tifosi, assembrati in massa durante la pandemia, per celebrare il traguardo. Queste sue azioni irresponsabili sono ritornate a fare scalpore dopo le recenti dichiarazioni di Lisca, favorevole a un nuovo stop del calcio in Brasile, in contrasto con il suo agire. Tuttavia si è poi scusato in questi giorni per quell’errore.

Prima di una partita del campionato mineiro ha detto: “Approfitto di quest’occasione e faccio un appello alle autorità, soprattutto alla CBF. È una cosa incredibile che oggi sia uscito un tabellone della Copa do Brasil con 80 club che dovranno portare delegazioni di 30 persone in giro per il Paese. Il Brasile è fermo, non ci sono più posti negli ospedali. Sto perdendo amici (nella vita quotidiana ndr) e amici allenatori. È l’ora di mettere in sicurezza la nostra vita. Finché giochiamo nel campionato mineiro, va bene, è tutto più vicino. Invece come si farà a portare una delegazione dal sud a Manaus?

FESTA CRUZEIRO

Ai tifosi del Cruzeiro ormai non resta che celebrare vecchie glorie e traguardi del (recente) passato. Il club mineiro è retrocesso in Série B per problemi di natura finanziaria, com’è risaputo, ma la propria storia è ancora impressa negli occhi di ogni appassionato di calcio brasiliano. La Raposa come ultimo trofeo nazionale, prima della deriva, aveva alzato al cielo proprio una Copa do Brasil nel 2018. Con quel successo era diventata la squadra più vittoriosa della competizione, con sei trionfi.

A seguire c’è ancora il Grêmio con le sue cinque coppe in bacheca. Il Tricolor ha così sprecato l’opportunità di salire sul trono, venendo fermato proprio dai “cugini” del Cruzeiro. Infatti Palmeiras e Cruzeiro hanno entrambi origini italiane e prima della Seconda Guerra Mondiale entrambi i club portavano il nome di Palestra Italia.