Quanto è veramente decisivo Sánchez per l’Inter?

Lo scambio tra Dzeko e Sánchez sembrava quasi concretizzato tra Inter e Roma, ma la situazione tra Fonseca e il bosniaco si è poi risolta. In questo modo il cileno è rimasto in maglia nerazzurra, obbligando Antonio Conte ad accontentarsi. O almeno questo è il pensiero comune per quanto riguarda Alexis Sánchez, uno dei migliori della stagione scorsa interista e una delle riserve più lussuose di questo campionato. Per capirlo basterebbe guardare alla sua doppietta sul Parma, decisiva per la vittoria e la fuga verso lo scudetto dell’Inter.

A livello statistico l’esterno, riadattato tuttavia a seconda punta, impressiona per i suoi 5 gol e 5 assist in 18 presenze, nonostante non sia appariscente come altri giocatori. Le sue dieci partecipazioni in Serie A si dividono in 823 minuti, risultando di una media di almeno un “bonus” a ogni titolarità, per gli amanti del fantacalcio. Numeri molto buoni che però non rendono quanto lui sia effettivamente decisivo a fini del risultato. Si possono segnare tanti gol, ma senza incidere sul risultato già chiuso dagli avversari o dai compagni.

Sánchez ha regalato all’Inter almeno 6 punti quasi da solo, grazie ai gol sul Parma, come già anticipato, e all’assist sulla Fiorentina. Contro i crociati ha messo in atto uno show tutto suo in attacco, con i suoi tiri precisi e la sua corsa in contropiede. La seconda rete, seppur con grande merito di Lukaku, è spettacolare anche grazie allo sprint del numero sette interista che ha poi concluso a rete in maniera magnifica.

Davanti ai viola a San Siro la precisione non è comunque mancata e soprattutto la lucidità negli ultimi frangenti di gioco. Il bel cross preciso sulla testa di D’Ambrosio ha portato in vantaggio l’Inter, poi uscita vincitrice dalla partita. Nella stessa partita ha fatto anche meglio qualche minuto prima dell’assist, trovando Hakimi che ha poi servito Lukaku per il 3-3. La visione di Sánchez, entrato a gara in corso, ha aderito alla perfezione a quello che gli aveva chiesto (in modo sottinteso) il mister. Tuttavia i punti potrebbero salire a quota 15, se si prendono altre partite in considerazione.

Il suo impatto si dovrebbe anche calcolare su quante volte ha aperto il conto per la squadra, visto che spesso alcune gare, se non sbloccate tempestivamente, diventano un cubo di Rubik. Contro il Sassuolo la prima rete è stata firmata proprio da lui. Invece sempre con la Fiorentina, questa volta al ritorno, era stato lui a offrire un pallone succulento a Barella, sempre aprendo un varco impensabile con la sua visione. Sicuramente il centrocampista ha poi sfoggiato un colpo da campione da fuori area, ma l’assist resta decisivo.

Le situazioni di pareggio tuttavia sono sicuramente più facili rispetto a quelle di svantaggio, o ancor peggio di doppio svantaggio. Il Torino stava compiendo un’impresa in trasferta, quando il Niño Maravilla si è risvegliato, sollevando il morale ai compagni. Per lui un gol su ribattuta dopo una traversa di Lukaku e un assist nel 2-2 per restituire il favore al belga. Il resto poi l’hanno fatto gli altri, ma senza un gol da rapace d’area di Sánchez, l’Inter non avrebbe mai recuperato, vincendo 4-2.

Molti e forse anche il suo allenatore avevano sottovalutato l’ex Manchester United, il quale ha ridotto l’ingaggio per rimanere in Italia. Il suo impegno anche nei pochi minuti concessi non ha fatto il fuoriclasse, ma comunque fornendo buone prestazioni. I suoi movimenti con la tattica di Conte si sposano alla perfezione. L’acquisto in più del mercato di gennaio, anche se è a Milano dalla scorsa stagione, è proprio Alexis Sánchez.