Il Brescia scaccia i fantasmi della paura: Cosenza battuto al Rigamonti

Era una vera e propria sfida salvezza quella tra Brescia e Cosenza e per quanto visto in campo lo ha pienamente dimostrato: gioco non certo brillante, soprattutto nel primo tempo, e gara decisa soltanto nella ripresa dai cambi di Clotet. Molti sono i meriti che vanno all’allenatore spagnolo che, pur dovendo rinunciare a Donnarumma nel prepartita scegliendo un attacco leggero con Skrabb, Spalek ed Ayè, riesce a portare a casa tre punti con le reti di Bjarnason ed Ayè.

Il primo, subentrato ad inizio ripresa per un evanescente Spalek, dà la giusta scossa con la sua cattiveria in mezzo al campo. L’islandese può giocare ovunque e inizia da mezzala per finire da trequartista: in mezzo ci sta il gol del vantaggio, con un colpo di testa su un calcio d’angolo battuto da Jagiello. Siamo al minuto quattro della ripresa e prima c’è ben poco da raccontare.

Il Brescia inizia con il piglio giusto e sbaglia un gol clamoroso con Chancellor, l’uomo sbagliato nel momento sbagliato: da un cross di Cistana, Skrabb è bravo nel fare una sponda di testa per il venezuelano che da due passi al volo mette alto. L’attacco leggero delle rondinelle è un grosso problema nella serata di grazia di Martella: l’esterno mancino arriva spesso sul fondo, ma i suoi cross trovano sempre la difesa cosentina attenta. Gli ospiti si limitano a controllare le sporadiche giocate verticali del Brescia e imbastiscono la prima occasione solo verso il finale di frazione con Gliozzi che non impensierisce Joronen.

Dopo il gol di Bjarnason, il Brescia approfitta dell’uomo in più grazie alla giocata dell’altro neoentrato, Ragusa: l’ex spezzino punta Corsi sulla trequarti che lo stende prendendosi il secondo giallo e lasciando i suoi in dieci. Clotet adopera alcuni cambi: i primi sembrano volti a limitarsi a difendersi con il Cosenza che spera di poter alzare il baricentro, ma poi capisce di non doversi abbassare troppo e toglie Bisoli per il gigante Fridjonsson.

A dieci minuti dal termine il Brescia chiude i conti: Ragusa imbuca bene per Ayè che, freddo davanti a Falcone, firma il 2-0. Il francese, assolutamente in ombra fino a quel momento, si dimostra letale alla prima occasione e con il settimo gol nelle ultime sei partite raggiunge un certo Roberto Baggio in questa speciale classifica della squadra biancoblu.

Le rondinelle non possono di certo ritenersi soddisfatte del gioco espresso, soprattutto nel primo tempo, ma in queste sfide così delicate conta soltanto vincere con la posta in palio che non vale tre punti, bensì sei. Le paure che la classifica aveva inculcato ai giocatori sono momentaneamente svanite, ma solo la continuità di risultati potrà risollevare definitivamente il Brescia dalle sabbie mobili.