Perché la Roma di Fonseca fatica con le big?

La stagione della Roma fin qui è stata buona, anche se alternata da prestazioni spettacolari e suicidi di Fonseca, soprattutto nelle grandi occasioni. L’esempio più lampante è il quarto di Coppa Italia con lo Spezia, tra risultato disastroso e un cambio, il sesto non permesso ai supplementari, da dilettante. In campionato finora le cose non sono andate meglio, vista l’ultima (la sesta) sconfitta contro una delle migliori nove squadre, il Milan, del campionato.

In 10 gare con queste squadre la Roma di Fonseca ha conquistato solamente 7 punti, collezionando 1 vittoria e 4 pareggi, se non si conta il pareggio con il Verona, poi diventato un 3-0 a tavolino. Anche in quel caso c’è stato un errore più che evitabile del portoghese che aveva fatto entrare in campo Diawara, non iscritto nella lista della Serie A.

RISULTATI

Verona 3-0 Roma (0-0)

Roma 2-2 Juventus

Milan 3-3 Roma

Napoli 4-0 Roma

Roma 0-0 Sassuolo

Atalanta 4-1 Roma

Roma 2-2 Inter

Lazio 3-0 Roma

Roma 3-1 Verona

Juventus 2-0 Roma

Roma 1-2 Milan

Questi risultati spaventano se si pensa che la Roma sia una delle pretendenti per uno dei quattro posti in Champions League. Anche se d’altro canto stupiscono, vista la quinta posizione occupata in campionato dai giallorossi che con le squadre dalla decima posizione in giù ha 12 vittorie e un solo pareggio. Se la formazione di Paulo Fonseca avesse vinto anche solo la metà degli scontri diretti, sarebbe in lizza per lo scudetto o comunque sarebbe in vantaggio per la corsa all’Europa.

Il gioco del tecnico portoghese è quotato senza dubbio all’attacco con i suoi 48 gol. Solo Inter, Atalanta e Napoli hanno fatto meglio, con gli azzurri aventi una sola rete in più. Mkhitaryan da questo punto di vista ha dato il maggior apporto, senza nulla togliere a giocatori come Pellegrini e Veretout. Il francese, seppur aiutato dai rigori, ha già messo in saccoccia 10 reti stabilendo un record per la sua carriera. Il capitano ha rimpiazzato in modo prodigioso l’infortunato Zaniolo, trovando, da trequartista, 4 assist e 3 gol. In fatto di passaggi decisivi anche l’armeno ha superato tutti, arrivando a metà campionato già quasi con la doppia cifra sia nelle reti (9) sia negli assist (9).

Già la difesa ha un problema di giusti interpreti e rimpiazzi di qualità. La linea a tre sta funzionando per quanto riguarda gli esterni, come Spinazzola e Karsdorp, che sanno spingere verso l’attacco. Ma gli spazi lasciati hanno penalizzato i centrali, a maggior ragione con l’infortunio di Smalling e le chiavi dell’organizzazione lasciate in mano al meno esperto Gianluca Mancini. Ibañez non ha convinto del tutto, a volte decisivo nell’ingannare col corpo gli attaccanti e altre troppo disattento, così come ha deluso Cristante adattato a centrale. Il risultato? 37 gol subiti e peggior difesa della parte alta della classifica.

Non è un caso che negli scontri diretti, senza contare la prima partita con il Verona, la media gol subiti sia di 2,3. In tre occasioni si notano pareggi con almeno due segnature per parte, sintomo di una gestione pessima della fase difensiva. Contro l’Inter stava per arrivare una sconfitta in rimonta, sventata solamente negli ultimi minuti. Invece con le “piccole” che non attaccano è sicuramente più facile non subire, nonostante quel reparto sia in confusione. Però con lo Spezia, una piccola molto offensiva, in Coppa Italia è finita 2-4, mentre in campionato un sofferto 4-3 per la Roma. I bianconeri a loro volta assomigliano molto ai giallorossi, attacco molto buono e difesa da rivedere.

Il trio difensivo fatica proprio perché Fonseca non ha ancora letto bene le abilità della rosa della Roma o perché si impunta troppo sul suo sistema di gioco. Dovrebbe rivedere alcuni aspetti della tattica, non intaccando comunque la filosofia offensiva che sta funzionando molto bene. Scendere a compromessi potrebbe riequilibrare la squadra, rendendola più piacevole da guardare anche contro avversarie più forti. Il repertorio tecnico dei calciatori è indiscutibile e in panchina c’è un allenatore capace, ma che deve fare i conti con i propri mezzi, rispettando quelli che sono i limiti della rosa.