Cristiano Ronaldo e i suoi 36 anni alla conquista del trono di migliore di sempre

Sei anni or sono Cristiano Ronaldo dichiarò che si sarebbe ritirato alla soglia delle 35 primavere. Dopo tante stagioni a inseguire un pallone, avrebbe concluso la sua carriera per vivere da re, come lui stesso aveva detto. Oggi tuttavia spegne ben 36 candeline, auguri, ma la voglia di giocare è ancora intatta. Stimolato dai record, è ancora alla ricerca del riconoscimento del miglior giocatore di tutti tempi, almeno a livello statistico. Le dichiarazioni erano arrivate quando ancora non aveva raggiunto soglia 5 Champions League e altrettanti palloni d’oro. Forse a quel tempo nemmeno immaginava di poter raggiungere traguardi simili.

GLI APPASSIONANTI GOL

Limitare solo ai trofei la carriera (ancora i corso) di CR7 sarebbe davvero ingiusto. Ciò che fa innamorare gli appassionati del calcio sono proprio i gol. Alcuni stupendi e altri un po’ meno, ma comunque sono la gioia che fa cantare il tifoso allo stadio e fa esultare tutta la squadra. Durante le sue partite Cristiano ci ha deliziato con ben 762 reti in 1043 apparizioni. Tanti per una singola persona, nonostante abbia più presenze in campo rispetto ad alcuni fuoriclasse del passato. Pelé ne ha segnati cinque in più, disputando però 200 match in meno. Lo stesso Josef Bican, detentore del primato di tutti i tempi, dista a 43 sigilli, pur avendo giocato la metà delle partite dell’astro juventino.

Comparare epoche diverse sarebbe praticamente impossibile. Tutto è cambiato, dalla concezione del calcio in generale fino agli allenamenti e al livello medio delle varie competizioni. Per sapere chi è il migliore di sempre, servirebbe la macchina del tempo per riunirli tutti nella stessa epoca. Tuttavia la matematica ci viene in aiuto. Le medie di Bican e Pelé sono più alte, rispettivamente 1.52 e 0.92, ma l’andamento di Ronaldo è più duraturo nel tempo e a livelli molto alti. O Rei ha messo tanti gol a segno nel Paulistão, dove ancora oggi ci si imbatte in formazioni composte da non professionisti, immaginarsi al tempo. Infatti ha messo a segno 466 gol in 410 partite, con una media si 1.14. Nel campionato nazionale brasiliano, istituito solo nel ’59, dove partecipava l’élite del Futebol, l’icona del Santos ha messo in rete il pallone 101 volte in 173 presenze, con una media di 0.5, quindi più bassa.

Invece Cristiano Ronaldo ne La Liga, in un’epoca diversa, ma comunque con un livello relativo simile alla Taça Brasil (attuale Brasileirão), ha trovato 311 centri. Considerando appena i 292 incontri disputati, la media sale a 1.06, più di Pelé nel suo campionato nazionale. Ad avvalorare la tesi per cui il numero 7 della Juve sarebbe più continuo, c’è anche il suo 15esimo centro per la 15esima stagione di fila, attualmente ancora in corso, nei top-5 campionati europei. Lui infatti non è (stato) solo una macchina da gol, ma soprattutto una macchina sempre performante. Del resto per arrivare alla millesima partita ufficiale, ha dovuto rimanere sempre al top. I gol quindi bisogna sempre relativizzarli in base al contesto.

TRAGUARDI INDIVIDUALI E COLLETTIVI

Con la Juventus Cristiano Ronaldo non è ancora arrivato ad alzare la Champions League, pur vincendo due scudetti e due supercoppe. Però presto vuole arrivarci, rendendo felici sia il popolo juventino sia sé stesso. Infatti con la sesta Coppa dei Campioni diventerebbe il giocatore più trionfante della competizione. Nonostante già Francisco Gento abbia raggiunto in passato questo traguardo, CR7 sarebbe l’unico a vincerne così tante con tre squadre diverse. Farebbe così compagnia a Seedorf per quanto riguarda i club, ma l’olandese ha in bacheca solo, si fa per dire, quattro coppe.

La voglia continuare forse sta proprio nel voler fare meglio di tutti. Soprattutto meglio del suo acerrimo rivale Lionel Messi. L’argentino, assieme a Ronaldo, ha simboleggiato, e anche tuttora simboleggia, il miglior duello tra contemporanei della storia di questo sport. Il 33enne ha già messo in cassaforte ben 6 Balon d’Or, il premio individuale più ambito del mondo. A seguire ovviamente Cristiano eletto cinque volte miglior giocatore.

D’altro canto c’è sempre la diatriba sul fatto che Messi non abbia mai vinto nulla di importante con la nazionale. CR7 con il suo Portogallo, facendo anche perfino da allenatore, ha alzato al cielo il più grande Europeo di sempre. Quello a 24 partecipanti nel 2016 in Francia, dove per la prima volta ha vinto una terza classificata alla fase a gironi. Inoltre uno ha girato ben tre club, mentre l’altro ha sempre dormito sonni tranquilli a Barcellona. Restano comunque due giocatori fenomenali, ma con il probabile cambio di maglia di Leo la rivalità potrebbe rinnovarsi. Possono sorprendere ancora un’ultima volta prima che entrambi smettano. Una nuova avventura della Pulce potrebbe infuocare ancora un’ultima volta la loro gara.

SQUADRE IN CUI HA GIOCATO

Oltre ai trofei e i gol, bisogna analizzare anche quindi le squadre in cui Ronaldo ha giocato. Non solo per il fatto che cambiare ambiente significhi affrontare una nuova sfida. Bisogna anche contare la qualità dei suoi club: Sporting, Manchester United, Real Madrid e Juventus. Gli ultimi tre menzionati hanno una storia di alto profilo e Cristiano è approdato in queste tre realtà in tre grandissimi momenti. Oltre alla concorrenza spietata, ha saputo anche affrontare a pressione derivante dal momento. I tifosi dei Red Devils volevano continuare a macinare risultati nel periodo finale di Ferguson. I Merengues sognavano la Decima. La Vecchia Signora ora punta a essere la migliore in Europa. Invece molti giocatori del passato (recente) hanno preferito contesti più morbidi, scartando le responsabilità.