“Per farci dare un rigore, i miei giocatori devono farsi violentare”

“C’è bisogno di decisioni che vadano per la strada giusta, ma a volte non vanno così. Non so quando riusciremo a farci dare un rigore. Credo che uno dei miei giocatori dovrebbe violentare qualcuno o farsi violentare per prendersi un rigore”. Le dichiarazioni rilasciate alla fine della partita da parte di Stuart Baxter, ormai ex allenatore dell’Odisha, hanno sconvolto tutti in India. Parole a cui ha subito fatto seguito una dura presa di posizione del club, che ha deciso di esonerarlo senza ulteriori ritardi: “Siamo sconvolti da questi commenti. È completamente inaccettabile a prescindere dal contesto e sono parole che non riflettono i valori di questa società. Chiediamo scusa, senza riserve, e la dirigenza gestirà questa situazione internamente”.

Baxter era arrivato in India lo scorso agosto, dopo aver vissuto esperienze in ogni parte del mondo: Svezia, Norvegia, Portogallo, Giappone, Turchia e Sudafrica, di cui è stato anche commissario tecnico tra il 2017 e il 2019. Per lo scozzese, però, le cose non stavano andando bene in India: l’Odisha è infatti ultimo in classifica nella massima serie indiana con appena 8 punti conquistati in 14 gare e lo scorso week-end è arrivata l’ottava sconfitta stagionale, stavolta per 1-0 contro lo Jamshedpur. Nel corso della partita non sono mancate le polemiche verso l’arbitraggio, ma Baxter non è riuscito a controllare la rabbia nel dopo gara, facendo delle uscite ritenute imbarazzanti.

Il termine che ha fatto scandalo è “rape”, che significa violenza, ma nella dimensione carnale, tanto da poter essere tradotto anche come stupro. Parole che fanno anche più male se si considera la drammatica realtà che vive l’India, che ogni giorno conta migliaia di donne vittime di violenze e reati a sfondo sessuale, tanto da parlare dell’esistenza di una vera e propria “cultura dello stupro”: la libertà di bambine e ragazze viene limitata in nome dell'”onore” della famiglia, fino a far interiorizzare tale cultura e un senso di colpevolezza anche quando sono loro le vittime.

Per questa ragione, le parole di Baxter, oltre a essere gravi, diventano persino offensive per un Paese che fa i conti con questo dramma ogni giorno. L’Odisha ha deciso giustamente di prendere posizione, perché nessuno, nemmeno un allenatore da una carriera di oltre trent’anni tra i professionisti, possa fare paragoni con un fenomeno che causa vittime, esperienze traumatiche e paure ogni giorno.