I tanti gol della 17esima giornata sono frutto delle lacune dei portieri? Ecco alcuni numeri

La diciassettesima giornata di Serie A ha regalato agli appassionati tanti e spettacolari gol. Uno dei più belli è sicuramente quello di Achraf Hakimi, un sinistro a giro imparabile contro la Roma. Tra le 29 reti messe a segno tuttavia non ci sono solo meriti degli attaccanti, ma anche demeriti dei portieri. Il campionato italiano è l’ottavo d’Europa per media gol segnati a partita, ben 3.07, e su ciò influisce la poca efficacia degli estremi difensori.

Se Pau Lopez non è un grande colpevole per i due gol subiti dalla propria squadra nell’ultima partita, il suo portiere avversario ha qualche responsabilità. Samir Handanovič ultimamente si è visto molto inconstante nelle proprie prestazioni. Sarà l’età che avanza, ma sta cominciando a perdere colpi in situazioni facili.

Il pareggio dei giallorossi contro l’Inter, oltre alle marcature dei difensori troppo lievi, c’è anche lo zampino del capitano nerazzurro. Dopo aver fatto un miracolo nell’uno contro uno, mantenendo la porta sicura, si è dimostrato quasi disinteressato nell’azione seguente. Il colpo di testa di Mancini era più che raggiungibile, un pallone abbastanza lento. Samir però non si è neanche tuffato, tenendo una posizione statica e ferma.

Non è la prima volta che succede, visti gli errori commessi già varie volte. I più gravi sono quelli contro il Verona, prima della pausa natalizia o perfino quello contro il Torino la scorsa stagione. Entrambe le azioni lo hanno coinvolto in un controllo di ordinaria amministrazione con i guanti finito male con una rete avversaria. Senza poi contare le innumerevoli segnature subite per posizionamenti errati o per la poca reazione nei tiri.

Chi ha fatto lo stesso errore, quello di mettersi in una posizione sfavorevole, è Musso. Candidato al post Handa, ha condotto pressoché una gara discreta. Sembrerebbe infatti un buon estremo difensore che raggruppa sia l’estro sudamericano sia la sicurezza italiana in fatto di reti subite. Ha una media di 1,4 gol concessi a partita, il secondo migliore della parte bassa della classifica, solo dopo Drągowski. Però è solo un’apparenza

Contro il Napoli è rimasto praticamente fermo sul gol di Bakayoko al 90′, mettendosi troppo sul primo palo rispetto al tiro. Il centrocampista ha così avuto il 70% della porta per poter segnare. Se l’argentino non sa dare sicurezza in questi pochi casi, potrebbe non essere adatto a squadre più forti dove i tiri subiti sono minori date le forti difese, ma anche dove serve più qualità. Già con l’Udinese è un portiere poco impegnato, con appena 10,2 tiri subiti dai bianconeri a partita, sedicesimi in questo ranking.

Inoltre le parate sono davvero poche, solo 33 in tutto il campionato, lo raffigurano al quattordicesimo posto, dietro a tutti i numeri uno delle squadre medio-piccole. È addirittura battuto da big come lo stesso Handanovič, Reina e Donnarumma, il migliore tra i tre. Il milanista sta attraversando un buon periodo, anche se nell’ultima sfida davanti al Torino non si è fatto vedere molto per i tiri poco precisi dei granata. Dovrebbe solo migliorare nella gestione del pallone con i piedi, ancora troppo grezza.