L’ascesa del Papu nell’Atalanta

Alejandro Gomez è ogni giorno più distante da Bergamo, se si leggono le sue dichiarazioni: “Cari tifosi atalantini vi scrivo qua perché non ho nessun modo di difendermi e di parlare con voi. Solo volevo dirvi che quando me ne andrò, si saprà la verità di tutto. Voi mi conoscete e sapete la persona che sono. Vi voglio bene, il vostro capitano. Rottura totale con società e allenatore, il quale ha dichiarato di pensare al bene della squadra e non all’individuo. Gasperini ha confermato una lite con l’astro argentino, smentendo categoricamente però di dare le dimissioni.

Nonostante le ultime ore calde in casa Atalanta, il Papu è (stato) una bandiera per i nerazzurri. Arrivato nel 2014 dagli ucraini del Metalist, ha superato le 250 presenze con la squadra bergamasca segnando 59 gol e fornendo soprattutto 71 assist. È sempre stato un trequartista altruista, un vero capitano che pensa ai suoi compagni. In queste stagioni oltre ad essere diventato un campione ricercato dalle grandi, si è fatto amare anche dai giocatori del fantacalcio. Infatti varie volte è entrato nella top-11 di questo gioco, facendo scatenare aste pazze tra amici.

Con la Dea ha agguantato negli ultimi quattro campionati due qualificazioni all’Europa League e due alla Champions League. Per due anni consecutivi ha trascinato, assieme al suo compagno-amico Josip Iličić, i propri compagni verso a due terzi posti consecutivi, stabilendo un record per i bergamaschi. Tra i fiori all’occhiello c’è anche una finale di Coppa Italia, persa contro la Lazio, sfiorando così l’impresa. L’Atalanta nel suo palmares ha un singolo titolo d’espressione, una coppa nazionale vinta nella stagione 1962-63.

Il 32enne di Buenos Aires, portato in Italia dal Catania nel 2010, è migliorato grazie a Diego Simeone. La coppia si era già conosciuta durante un breve periodo al San Lorenzo. L’attuale tecnico dell’Atletico Madrid dava consigli su come comportarsi in Europa ad un giovane Alejandro, fresco di Copa Sudamericana. Nel 2007 il centrocampista aveva siglato una doppietta nella finale contro l’America ai tempi di Salvador Cabañas, consegnando il trofeo all’Arsenal di Sarandí.

A Bergamo la sua Papu-dance, poi riprodotta anche musicalmente a metà 2017, è un culto. Ogni volta che andava in gol si esibiva in questo balletto, esportato anche a livello continentale. Al Mapei Stadium contro l’Everton, gara vinta 3-0, dopo una rete tipica delle sue, stop e tiro a giro magnifico, ha fatto vedere le sue doti da ballerino alla telecamera dell’Europa League. Oltre alle esultanze, Gomez è diventato virale anche per il suo gol olimpico, direttamente da calcio d’angolo, contro il Carpi nel 2015, dimostrando così tutte le sue maggiori qualità: potenza, precisione e magia.

Cosa ne sarà del numero dieci dell’Atalanta al momento nessuno lo sa. Ha le stesse possibilità di essere riaccolto nello spogliatoio, come allontanato già a gennaio. Tuttavia si può affermare come sia stato importante per il club nerazzurro, imprimendo per sempre nella storia il proprio nome. Le due qualificazioni alla Champions sono solo gli ultimi due capolavori di un genio della provincia, che ha esaltato a suon di calci ad un pallone il popolo bergamasco anche in un periodo così difficile.