Chi è Pierre Webó, l’involontario protagonista del discusso episodio di razzismo di Parigi

Ai calciofili il nome Pierre Webó deve aver ricordato qualcosa. Perché il vice-allenatore del İstanbul Başakşehir, balzato agli onori della cronaca nelle ultime ore per il fattaccio di Parigi, è stato un calciatore che ha fatto una discreta carriera fino al 2018, anno del suo ritiro dal calcio giocato. Camerunense classe ’82, Webó comincia a giocare con la maglia del Real de Banjul, ma appena diciottenne si trasferisce in Uruguay, al Nacional di Montevideo. Per lui una ventina di apparizioni, distribuite in due stagioni, ma un grande feeling con il gol, visto che va a segno quindici volte.

Nel 2002 approda in Europa e veste la maglia del Leganés, all’epoca (come oggi, ndr) in Segunda División. Non riesce ad emergere e così passa all’Osasuna: in Navarra colleziona più di cento presenze, diventando un giocatore importante nello scacchiere tattico. Nel 2007 viene ceduto al Mallorca e qui vi rimane fino al 2011, anno in cui accetta la corte del club turco İstanbul Başakşehir. Dopo la retrocessione della squadra, rimane in Turchia accasandosi prima al Fenerbahçe e poi al Osmanlıspor. Completa il poker di compagini turche (Gaziantep) prima di concludere la carriera nel Nacional.

Webó ha avuto anche una buona carriera a livello internazionale con la maglia del Camerun. Ha partecipato a due Mondiali (2010 e 2014) non riuscendo però a entrare nel tabellino dei marcatori. Grazie a una sua tripletta nello scontro diretto contro la Costa d’Avorio i Leoni Indomabili erano a un passo dalla qualificazione per i Mondiali del 2006, ma il successivo pareggio ottenuto contro l’Egitto vanificò tutto e furono gli ivoriani a qualificarsi.