Le 7 Marce, Gp Sakhir – Il sogno di Pérez, l’incubo di Bottas

Gran Premio del Sakhir, 16/a tappa del Mondiale di Formula 1 2020. Analizziamo quanto accaduto sul circuito di Manama (modificato a mo’ di ovale) con la nostra monoposto fornita di un cambio vintage ma potente a 7 marce.

Viaggia in 7/a marcia, Sergio Pérez – Dopo il primo giro si ritrova in fondo alla graduatoria, ma esce indenne dall’incidente che fa fuori Leclerc e Verstappen. Ed è la sua fortuna. Rientra ai box, mette le gomme medie e, grazie alla safety car e a un circuito cortissimo stile Indy, non perde praticamente tempo. Così, mentre gli altri sono impegnati nelle loro soste, il messicano rimane in pista e, grazie pure ad azzeccati sorpassi, rimonta, fino al terzo posto. Poi la safety car per l’incidente di Latifi, il pasticciaccio Mercedes ai box ed eccogli fornita su un piatto d’argento l’occasione della vita. Pérez, dopo 191 GP, vince la sua prima gara in Formula 1. E la vince da licenziato, in quanto la Racing Point prossima Aston Martin punterà su Vettel e sul figlio del capo Stroll (ieri ottimo terzo, comunque). Dall’incubo al sogno, dunque. Checo quindi si iscrive di diritto alla corsa agli aspiranti del sedile di Albon sulla Red Bull.

Viaggia in 6/a marcia, Esteban Ocon – Primo podio in carriera per il 24enne francese della Renault. La cui fortuna è stata, paradossalmente, il non aver centrato la top 10 in qualifica sabato. In maniera da poter partire quindi con le gomme medie e fare una prima parte di gara più lunga. Situazione che gli ha consentito di trovarsi al posto giusto al momento giusto e di centrare così una comunque meritata, al di là della buona sorte, seconda posizione.

Viaggia in 5/a marcia, George Russell – Riceve il martedì la notizia che avrebbe sostituito Hamilton, positivo al Covid-19, sulla Mercedes. Al sabato si piazza in prima fila in qualifica accanto a Bottas, in gara schianta senza mezzi termini il compagno di squadra, involandosi verso quella che sarebbe stata una vittoria inoppugnabile. Poi il disastro Mercedes ai box con lo scambio di gomme tra quelle che spettavano a lui e quelle che spettavano al finlandese e la successiva foratura (anche se, volendo essere maligni, su quella ci sarebbe da discutere) lo relegano in fondo al gruppo, dal quale risale con orgoglio conquistando almeno un nono posto che, sommato al giro più veloce, gli consentono di ottenere i suoi primi 3 punti mondiali in carriera. Ci riproverà ad Abu Dhabi, pronti a scommetterci.

Viaggia in 4/a marcia, Pietro Fittipaldi – Nel Gran Premio dei debuttanti (che ha compreso anche l’inglese Aitken sulla Williams), al posto dello sfortunato Grosjean al volante della Haas è arrivato (solo per queste due gare) il brasiliano nipote del grande Emerson (Campione del Mondo con Lotus e McLaren nel 1972 e nel 1974), quarto della dinastia nel Circus, considerando anche il prozio Wilson e lo zio Christian. Un debutto neanche tanto malvagio. Con la vettura decisamente meno competitiva del lotto assieme alla Williams, riesce ad arrivare senza patemi alla bandiera a scacchi, conseguendo un diciassettesimo posto.

Viaggia in 3/a marcia, l’Alpha Tauri – La scuderia di Faenza si deve mangiare le mani. La vettura aveva infatti il potenziale per stare con Racing Point e Renault, soprattutto grazie al motore Honda. Una cattiva gestione delle gomme, unita alla sfortuna di aver fatto il pit stop sia per Kvyat che per Gasly il giro prima della Safety Car per l’incidente di Latifi, ha invece portato l’Alpha Tauri leggermente dietro in classifica, con il solo Kvyat a punti settimo mentre Gasly ha concluso undicesimo.

Viaggia in 2/a marcia, Charles Leclerc – Qualcuno spieghi al talentuosissimo monegasco che le gare non si concludono alla prima curva. Ieri Leclerc ha voluto passare dove davvero non c’era spazio e ha così compromesso sia la sua gara che quella di Verstappen. Peccato in generale, ancor di più in una situazione dove la Ferrari avrebbe potuto cogliere un risultato in quella che è sicuramente la sua peggior stagione in Formula 1, stante il disastroso sesto posto in classifica costruttori.

Viaggia in 1/a marcia, Valtteri Bottas – Umiliazione (sportivamente parlando) pubblica. Non esistono sostantivi più idonei per descrivere la situazione che ha provato ieri il finlandese, quando si è visto prima beffare in partenza e poi sverniciare dopo la Safety Car per l’incidente a Latifi, da Russell, uno che guida la Mercedes da 3 giorni e non da 3 anni come lui. Soprattutto dopo il secondo sorpasso, psicologicamente Bottas è letteralmente crollato. Solo così è possibile spiegare il calo di prestazioni che l’ha condotto all’ottavo posto finale. Dal sogno di poter essere primo pilota Mercedes stante l’assenza di Hamilton all’incubo.