Dai 7 gol subiti in U23 al “Man of the match” in Champions: ecco Kelleher, la scommessa di Klopp

A poche ore dalla sfida di ieri sera contro l’Ajax in Champions League, in casa Liverpool è arrivata l’ennesima doccia fredda stagionale: Alisson Becker ha accusato un problema alla coscia e dovrà stare a riposo per un paio di settimane. Un nuovo ko per il portiere brasiliano, rimasto fuori già a metà ottobre, soltanto l’ultimo all’interno di una rosa quest’anno particolarmente colpita da infortuni e guai fisici come quella dei Reds. Alla lettura delle formazioni ufficiali, però, è arrivata una sorpresa: al posto dell’ex Roma, non c’era Adrian come da previsione, bensì Caoimhin Kelleher, di fatto terza scelta tra i pali e all’esordio assoluto in Champions League. A tutti gli effetti una scommessa che, però, Klopp è riuscito a vincere alla fine.

La scelta deve aver stupito anche il portiere irlandese classe 1998, che soltanto qualche giorno fa si era ritrovato a dover difendere la propria porta nella sfida dell’Under 23 contro il Manchester City: una giornata da dimenticare per Kelleher, infilato per ben 7 volte dai rivali. E, invece, ieri sera si è trovato catapultato in campo ad “Anfield Road” in una sfida tra l’altro piuttosto delicata per il Liverpool in ottica qualificazione. Ma chi si aspettava di trovare un esordiente con le gambe tremanti, si è accorto subito di essersi sbagliato: Kelleher si è mostrato sicuro, ha aiutato in fase di costruzione del gioco, ma ha soprattutto compiuto degli interventi decisivi su Mazraoui (per due volte) e Huntelaar in pieno recupero. Risultato: porta inviolata e premio come “Man of the match” alla sua prima in Champions League, mentre dall’altra parte il ben più conosciuto Onana si disperava per aver commesso l’errore alla fine risultato decisivo. Meglio di così non si poteva davvero chiedere.

Kelleher ha una storia curiosa alle spalle. Come tanti portieri, ha scoperto la propria vocazione tra i pali quasi per caso: agli irlandesi del Ringmahon Rovers faceva l’attaccante, poi per emergenza si è ritrovato un giorno a dover sostituire il portiere titolare e da quel momento ha deciso di non scollarsi più da quel ruolo. Nel 2018, l’allenatore di quella squadra Eddie Harrington spiegò da dove derivasse il talento tra i pali di Kelleher: dal momento che stato un ex centravanti piuttosto prolifico, non solo era capace di giocare bene con il pallone tra i piedi, ma anche di saper leggere in anticipo i movimenti degli avversari. E così, a 17 anni, è passato all’academy dei Reds, per poi esordire in prima squadra quattro anni dopo in una sfida contro il MK Dons in EFL Cup. Da lì, sono seguite altre 3 presenze nel tempo, tutte tra la Coppa di Lega e la FA Cup, e molte di più con l’Under 23 e le riserve dei Reds.

Alla fine della gara di ieri sera, Klopp ha spiegato la ragione principale dietro la scelta di preferire l’irlandese ad Adrian: la capacità di giocare bene il pallone in fase di costruzione. I numeri, in effetti, hanno dato ragione al tedesco: mentre nelle tre gare disputate in questa stagione, Adrian ha avuto finora una media del 65% nella precisione dei passaggi, Kelleher ieri sera ha avuto il 71%. Per affrontare il pressing dell’Ajax e far saltare la prima linea avanzata, avere un portiere che sapesse giocare bene con i piedi diventava fondamentale per lo stesso gioco di Klopp, abituato ad avere Alisson in quella posizione.

Va detto, tra l’altro, che Adrian non si era particolarmente distinto in questa stagione per le sue prestazioni: in Premier League, per esempio, ha subito 9 gol in 2 gare, diventando protagonista in negativo anche nel pesante 7-2 subito in casa dell’Aston Villa, il punto più basso dell’era Klopp a Liverpool. Insomma, Kelleher era un esperimento da provare e alla fine l’ha scelta ha premiato. E ora l’irlandese si prepara anche per l’esordio in Premier League: il prossimo week-end c’è il Wolverhampton e difficilmente, dopo la prestazione di ieri sera, non lo vedremo ancora tra i pali del Liverpool.